Senza scarpe!

In occasione delle ultime vacanze autunnali (nelle due settimane centrali di ottobre) siamo stati In Italia e ne abbiamo approfittato, come spesso accade, per un po’ di shopping a prezzi “normali”. A mio figlio serviva un paio di scarpe per l’inverno, così abbiamo cercato un po’ in giro, anche se spesso non è facile trovare a sud delle Alpi qualcosa che sia adatto a reggere gli inverni di queste latitudini: a partire dall’autunno, fino a primavera inoltrata, è, infatti, quasi indispensabile dotarsi di calzature impermeabili che consentano di tenere i piedi all’asciutto e al caldo anche in condizioni meteo avverse.

Naturalmente il clima italiano non è in media così rigido, e continuo a notare che l’assortimento proposto dai negozi – fatti salvi gli articoli sportivi e tecnici – offre da questo punto di vista ancora molto poco. Nel negozio dove ci serviamo abitualmente in Italia, c’erano, ad esempio, solo due modelli di scarpe da bambini in Gore-Tex, l’unico materiale che, in sostanza, garantisce al 100% l’impermeabilità dei tessuti.

In questa occasione ho avuto modo di notare nuovamente una grande differenza in fatto di scarpe e abitudini collegate che, ormai, per me sono scontate, ma in Italia non lo sono affatto. Mentre sceglievamo le scarpe da provare la commessa, ad un certo punto ci dice: “Ci sono anche queste, sempre impermeabili, ma in un modello più basso, così magari sono più comode se deve tenerle tutto il giorno a scuola”.

Mi è spuntato un sorriso, stavo per rispondere, ma poi ci ho rinunciato, perché a volte mi stanco di fare l’italiana all’estero, anche se mi rendo conto che, col passare dei mesi e degli anni, lo sono sempre di più!

In Svizzera a scuola non si tengono le scarpe! Ognuno ha le sue pantofole/ciabattine che indossa appena arriva e che toglie alla fine delle lezioni o al momento della pausa all’aperto. Ciò vale sia per la scuola in sé, sia per la mensa o per doposcuola che, spesso, sono gestiti in locali separati dall’edificio scolastico.

Si tratta semplicemente di una consuetudine data dal fatto che anche in casa non si sta mai con le scarpe: tutti, adulti e bambini, (ospiti compresi!) camminano spesso scalzi o, tutt’al più, con le pantofole. Ciò agevola da un lato le pulizie domestiche e dall’altro favorisce un modo, che personalmente trovo estremamente confortevole, di vivere a casa i propri momenti di riposo e relax.

Aggiungiamo anche che, spesso, qui i pavimenti sono in legno/parquet (non nelle scuole, però!) e negli edifici di più recente costruzione il riscaldamento è a pavimento: e la sensazione di camminare in inverno su un pavimento pulito e caldo è impagabile.

Ricordiamo poi che, tra l’altro, camminare scalzi aiuta i bambini a sviluppare correttamente la struttura del piede e a correggere naturalmente “il piede piatto” tipico dell’infanzia e che ci sono addirittura studi internazionali che collegano un buon sviluppo intellettivo dei più piccoli con la possibilità di stare senza scarpe a scuola! 

"Le scarpe privano il bambino di iformazioni tattili e del la percezione del movimento del piede sul suolo. Questi sono messaggi importanti che contribuiscono allo sviluppo del sistema nervoso centrale." (Dott.ssa Camilla Boeddu, podologa)

 

 

Ritratto di Carlotta G

Posted by Carlotta G

Da sempre curiosa di altre culture e abitudini, mamma espatriata con famiglia a Zurigo dal (quasi) lontano 2013. Blogger a tempo perso, studentessa suo malgrado di lingua teutonica e insegnante di Yoga, dove finalmente è solo se stessa e prova ogni tanto a indicare anche agli altri la possibilità di essere solo se stessi.
Da secoli si ripromette di scrivere un libro, forse, prima o poi. Non sullo yoga, ma sulla capacità di "vivere altrove". Intanto scrivo della mia vita a nord delle Alpi anche sul mio blog personale La vita a modo mio 

weleda

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