Scuola a Zurigo: attrezzature e dintorni

In Italia le scuole riaprono i battenti in questi giorni, dopo la lunghissima pausa estiva. A Zurigo abbiamo ripreso l’attività ormai quasi un mese fa, al termine delle cinque settimane di vacanza, e già quasi ci stiamo preparando all’appuntamento con le “Herbstferien”, le vacanze autunnali, nelle due settimane centrali di ottobre.

Il calendario scolastico non è l’unica grande differenza tra la scuola svizzera e quella italiana. Ogni anno, all’avvicinarsi della riapertura della scuola, leggo della rincorsa (spesso anche un po’ ansiogena) all’acquisto di tutto il materiale necessario per le attività didattiche: zaini, libri, quaderni, diari, astucci, matite e colori vari, e chi più ne ha…

A queste latitudini, nella scuola pubblica primaria, le uniche dotazioni richieste alla famiglia degli alunni sono lo zainetto, il necessario per la palestra e il nuoto, un paio di pantofole antiscivolo da utilizzare in classe e nelle ore di educazione musicale, un grembiule per le attività pittoriche e lo spazzolino da denti. That’s it.

Tutto il resto del materiale didattico è messo gratuitamente a disposizione direttamente dalla scuola. Ogni classe ha tutto quanto serve in termini di libri, fogli, matite, pennarelli e colori e ogni bimbo usa solo a casa la sua dotazione personale (davvero ridotta ai minimi termini: in pratica è sufficiente qualche matita) per fare i compiti. Ogni bimbo riceve anche, prima dell’inizio dell’anno scolastico, una cartelletta formato A4 (tipo portadocumenti) in cui la maestra inserisce ogni giorno i fogli con le attività da fare a casa e gli eventuali avvisi per la famiglia. Nei giorni in cui i bambini rientrino eventualmente senza cartelletta significa che non hanno compiti per il giorno successivo J

 

(Immagine tratta dal sito www.scuolaciroscianna.gov.it)

Ritratto di Carlotta G

Posted by Carlotta G

Da sempre curiosa di altre culture e abitudini, mamma espatriata con famiglia a Zurigo dal (quasi) lontano 2013. Blogger a tempo perso, studentessa suo malgrado di lingua teutonica e insegnante di Yoga, dove finalmente è solo se stessa e prova ogni tanto a indicare anche agli altri la possibilità di essere solo se stessi.
Da secoli si ripromette di scrivere un libro, forse, prima o poi. Non sullo yoga, ma sulla capacità di "vivere altrove". Intanto scrivo della mia vita a nord delle Alpi anche sul mio blog personale La vita a modo mio 

weleda

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