Patriottismo svizzero

Qualche giorno fa sono entrata in un supermercato e mi sono trovata di fronte uno stand pieno di prodotti e gadget rigorosamente “svizzeri”: la bandiera rossocrociata campeggiava trionfante su tazze, bicchieri, piatti, tovaglioli di carta, cappellini, palloncini, magliette…

Ho avuto qualche istante di smarrimento, cercando di ricordare se fosse previsto a breve qualche evento sportivo internazionale… olimpiadi, coppe del mondo. No, nulla di ciò all’orizzonte per il momento. Sono andata oltre, un po’ perplessa, concentrandomi sulla spesa. Ho scoperto l’arcano poco dopo, raccogliendo il volantino con le promozioni: merchandising (in consistente anticipo) per la festa del 1° agosto!

Ogni anno, il primo giorno di agosto si festeggia, infatti, la festa nazionale svizzera, evento estremamente sentito e riccamente celebrato – anche grazie alla stagione estiva – con eventi di diverso genere e, soprattutto, generose grigliate! Ogni scusa è buona, quindi, per vendere prodotti della più varia natura che abbiano il “marchio” della bandiera nazionale.

La Svizzera è sicuramente un Paese orgogliosamente patriottico, tutto ciò che è “swiss made” è considerato, infatti, sinonimo di qualità eccellente in ogni ambito di produzione, dai generi alimentari a quelli tecnologici, dalle attrezzature sportive agli orologi. E non è affatto raro che le persone siano disposte a pagare qualcosa di più, a volte anche ben di più rispetto alla merce importata, per assicurarsi un prodotto creato all’interno dei confini nazionali.

E non dimentichiamo le immancabili bandiere quadrate, che sventolano orgogliosamente da finestre e balconi, strade ed edifici non necessariamente pubblici, ogni giorno dell’anno, e non solo nelle feste comandate.

 

(Immagine tratta dal sito www.de.wikipedia.org)

Ritratto di Carlotta G

Posted by Carlotta G

Da sempre curiosa di altre culture e abitudini, mamma espatriata con famiglia a Zurigo dal (quasi) lontano 2013. Blogger a tempo perso, studentessa suo malgrado di lingua teutonica e insegnante di Yoga, dove finalmente è solo se stessa e prova ogni tanto a indicare anche agli altri la possibilità di essere solo se stessi.
Da secoli si ripromette di scrivere un libro, forse, prima o poi. Non sullo yoga, ma sulla capacità di "vivere altrove". Intanto scrivo della mia vita a nord delle Alpi anche sul mio blog personale La vita a modo mio 

weleda

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