La meraviglia delle piccole cose

Quando dentro casa circolano due adulti e qualche adolescente la vita si fa dura. Se tra questi, oltre alla mamma circola un altro animale di sesso femminile sopra i tredici anni allora è guerra dichiarata.

"Mia madre si conferma come la più maledettamente ripugnante delle mamme, è una ributtante, idiota rompiscatole di primissimo ordine. È la verità. E in questo momento, dichiaro ufficialmente i miei dubbi sul fatto che lei sia davvero mia madre. Non può essere. Non posso essere venuta fuori da quella sgobbona. Non c'è nulla in ogni singolo atomo del mio corpo che assomigli minimamente a una qualsiasi parte di lei. È davvero ingiusto che la gente dica che ci assomigliamo perché, scusatemi, ma non ci assomigliamo affatto, grazie. Nessuno può saperlo meglio di me. Perché vedo la sua faccia disgustosa ventiquattr'ore al giorno, sette giorni su sette e scusatemi, ma io ho uno specchio, grazie. Uno specchio in cui ho guardato e non ho visto la sua faccia, più o meno giovane, che mi fissava. Se mai doveste vedere un simile orrore, per favore annegatemi subito nella profondità delle acque più vicine. Vi sarei infinitamente grata per questo generoso atto di misericordia." (D. French, La meraviglia delle piccole cose, 2011)

La quotidianità di una famigliola - tipo, raccontata attraverso una guerra di capitoli che si susseguono: occhi che si alternano, sguardi che si scambiano di posto... ed ecco che la realtà non è mai la stessa, perché ad osservarla e raccontarla sono gli occhi di un genitore o quelli di un figlio, gli occhi di una mamma o quelli della figlia. Mi sono lasciata di nuovo sedurre dalla tentazione di proporvi una lettura. Stavolta al centro dell'attenzione ci sono una mamma e una figlia. Ma anche un papà, un figlio adolescente ed altre figure che ruotano intorno alla famiglia.

L'autrice di questo libro ha la capacità di raccontare l'incontro e lo scontro fra mondo adulto e mondo giovanile in maniera fantasiosa e realistica insieme.

Copertina del libro "La meraviglia delle piccole cose" di Dawn French

E' fantasiosa, anzi grottesca, nell'esasperare alcune caratteristiche degli adulti, che pure (ahimé) ci somigliano molto. E' spietata con tutti i suoi attori; non ce n'è uno che ne esca "pulito". L'ironia e l'occhio critico sono taglienti come lame, eppure... alla fine li si ama tutti, questi poveri protagonisti; li si ama tutti, uno ad uno, perché ciascuno ha le proprie buone sante ragioni. Perché le ragioni non sono quelle della verità ma quelle dei sentimenti, non sono quelle della realtà ma sono la voce dei vissuti, e sebbene si possa negare un fatto in maniera oggettiva, difficilmente si potranno mai mettere in discussione le emozioni di qualcuno. Tantomeno giudicarle.

Avete in mente quando raccontate una discussione con vostra figlia?
Oppure quella bella chiacchierata che avete fatto in camera, l'altra sera... Avete mai provato ad immaginare come lei racconterebbe la stessa situazione?
E vostro marito cosa ha colto di ciò che state raccontando con tanto trasporto e coinvolgimento?
Vostro figlio cosa vede?
Quale peso dà alle relazioni ed ai fatti che animano la famiglia?
Mettetevi comode; perché sono certa che ognuna di noi troverà una pagina che la rappresenta perfettamente.
Ed il finale a sorpresa sarà spunto di riflessione, non vi dico perché altrimenti vi svelerei troppo.
Però potrebbe essere un bell'argomento per il prossimo post.

Buona lettura. E buona festa della mamma@nline

Natalia Forte

 

 

Ritratto di Natalia Forte

Posted by Natalia Forte

In cammino, a piedi nudi: fra terra e cielo, fra realtà e immaginazione, fra presente e sogno, fra necessità e desiderio, fra regole e ideali, fra attualità e realizzazione, fra cervello ed emozioni... Dove stanno questi ragazzi quando parliamo con loro? Dove stanno con la testa? Sicuramente lontani dai piedi, sicuramente altrove, laddove noi non possiamo arrivare, dove loro non ci vogliono portare.

Perché il loro mondo può essere solo ciò che stanno respirando in questo momento. E nessun altro lo deve capire... altrimenti non sarebbe più il loro mondo.

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