DSA: non è una malattia ma un disturbo

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), nelle loro diverse espressioni, fanno parte dei Disturbi Evolutivi dello Sviluppo, ossia tutti quei disturbi che comportano alterazioni funzionali coinvolgendo il linguaggio (per es. Disturbi Specifici del Linguaggio), la lettura (decodifica e comprensione del testo), la scrittura (ortografia ed espressione del testo), il calcolo, le tappe motorie (per es. Disturbo di sviluppo della Coordinazione motoria), l’attenzione, l’interazione sociale.

Tutti questi disturbi possono manifestarsi isolatamente o in associazione tra loro (comorbilità) ed è proprio in questo secondo caso che è più difficile capire dove comincia uno e inizia l’altro, ossia quali sono le cause primarie delle problematiche dell’individuo. È molto importante prestare attenzione al rendimento scolastico del proprio bambino, ascoltando le sue richieste e quelle dell’insegnante perché prima si interviene con una diagnosi e con più facilità si potrà recuperare l’andamento didattico.

Bisogna comunque tener presente che ogni compromissione nell’apprendimento non è il risultato di altre patologie (come il ritardo mentale, deficit neurologici, problemi uditivi o visivi non corretti, disturbi emotivi), sebbene esse possano manifestarsi contemporaneamente, molto più frequentemente i disturbi dell’apprendimento si presentano insieme a disturbi cinetici o evolutivi provocando un basso livello di autostima e notevoli difficoltà relazionali.

Si è parlato di alterazioni funzionali, infatti per disturbo dell’apprendimento (DSA) si intende l’alterazione di una funzione in particolare che può interessare uno o più domini specifici ed è indicata attraverso la discontinuità tra normalità e patologia in relazione all’età e al grado di acquisizione o assenza di tale abilità. Le statistiche in Italia parlano del 3-5% per i Disturbi dell’apprendimento specifici che sono:

  • Dislessia = difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente;
  • Disgrafia = disturbo della scrittura nella riproduzione di segni alfabetici o numerici, indicatore è l’evidente illeggibilità del testo scritto;
  • Discalculia = ridotte capacità nell’apprendimento numerico e del calcolo;
  • Disortografia = difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici (per es. confusione di suoni, inversione delle lettere, omissione delle parole, non acquisizione delle regole grammaticali).

Quindi, un passo importante sta nel prestare tempo e attenzione ai propri bambini, considerando che spesso il bambino “svogliato o pigro” ha solo bisogno di strumenti per imparare e motivazione; le punizioni o i ricatti non servono.

Serena Giappichelli

pedagogista

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Posted by Sophia e Creatività

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