Non è un piccolo imbuto e nemmeno un flûte per prosecco! Ma di sicuro questo piccolo oggetto rappresenta una gran bella invenzione, destinata a cambiare la vita di tantissime donne proprio nei loro giorni più difficili: è la coppetta mestruale!
Il concepimento rappresenta il naturale inizio di ognuno di noi, la semplice unione di una cellula uovo con uno spermatozoo. Ma alla base di questo meraviglioso evento c’è una complessa interazione tra più fattori, un delicato equilibrio che talvolta può essere alterato e venire a mancare.
Le ostetriche sono sempre esistite: nelle vesti di una mamma, un’amica, un’anziana di famiglia, un santone e giù di lì nelle varie culture e tra l’immensa trama della storia. Probabilmente è davvero il primo mestiere del mondo e questa è una caratteristica che carica di mistero e di forte emotività la professione ostetrica.
Ogni donna ha un piccolo segreto ogni mese: i suoi giorni "no"! Per la maggior parte delle donne il periodo mestruale rappresenta un triste appuntamento con dolore, irritabilità, mal di testa e altri piccoli disturbi, ma la mestruazione dovrebbe rappresentare un momento di gioia o quantomeno rassicurazione, perché segno di pieno benessere e fertilità!
Il parto fa paura. Sin dalla nostra infanzia, le nostre nonne e le nostre mamme ci hanno tramandato un’immagine quasi drammatica del parto, raccontandoci che non esiste niente di più doloroso che dare alla luce un figlio; e così l’immagine del parto che è stata tramandata nei secoli è saldamente legata al concetto di sofferenza…quasi sulla scia dell’antica profezia biblica “Tu, donna, partorirai con dolore”!
Sebbene sia espressamente vietata dalla legge italiana, la conservazione autologa del sangue cordonale sta riscuotendo sempre più successo tra genitori premurosi che vorrebbero prendersi cura sin da subito della “salute a lungo termine” del nascituro.