In cammino, a piedi nudi: fra terra e cielo, fra realtà e immaginazione, fra presente e sogno, fra necessità e desiderio, fra regole e ideali, fra attualità e realizzazione, fra cervello ed emozioni... Dove stanno questi ragazzi quando parliamo con loro? Dove stanno con la testa? Sicuramente lontani dai piedi, sicuramente altrove, laddove noi non possiamo arrivare, dove loro non ci vogliono portare.
Perché il loro mondo può essere solo ciò che stanno respirando in questo momento. E nessun altro lo deve capire... altrimenti non sarebbe più il loro mondo.
Nel mio blog scriverò di adolescenti alla luce di questa immagine e del mio lavoro di Educatrice: evitando definizioni, luoghi comuni, giudizi. Più da appassionata che da professionista. Proporrò spunti e chiavi di lettura che siano utili (spero) ad una convivenza pacifica.
Cosa può fare la famiglia di fronte al silenzio totale di figli che si rivelano del tutto sconosciuti? Noi ce la mettiamo tutta ma siamo troppo troppo lontani dal loro mondo".
Alcune mamme sono serene nel vedere i loro figli vivere davanti al computer: imparano tanto, vedono film, ascoltano musica e poi... si fanno tante amicizie.
Parliamo adolescenti belli, allegri, adolescenti che progettano, costruiscono, partono, inciampano... ripartono in cerca della propria storia. Parliamo di adolescenti fragili, che soffrono, che arrancano, che fanno più fatica. Parliamo di adolescenti, insieme.
No, non è giusto. Non è possibile e non lo accetto. E' agghiacciante. Io non riesco a definirlo diversamente. Ma perdonatemi se l'aggettivo non è riferito ad episodi di suicidio che si ripetono. Per me è agghiacciante l'ennesimo tentativo di scaricare la responsabilità sui più fragili: i compagni, i ragazzi, gli adolescenti.
A proposito di occupazioni, autogestioni, cogestioni... In che modo possiamo aiutare i nostri ragazzi a scegliere?