Victoria Beckham: amabili resti

Lo confesso: mi è stata a lungo antipatica per quel broncio perenne, quel décolleté sintetico, invadente e ostentato, per quella magrezza ossessiva. Mi pareva un malmostoso attaccapanni, ingrugnita col mondo pur essendo dotata di marito sexy, soprattutto se la si confronta con un  passato non troppo remoto da Spice Girl.

Smessi i panni da stellina pop e prosciugati quei pochi chiletti che la rendevano più smussata, è iniziata l'Era Glaciale. Victoria indossa i vestiti nuovi dell'imperatrice glam, ossuta e spigolosa come pretende il ruolo da icona glamour. Come può essere simpatica una così?

Si nota anche che, da umile Spice, Vic aveva ancora la capacità di sorridere, capacità che il botulino e il 'me-la-tiro' style assunti in dosi massicce hanno inibito fino a paralizzare i muscoli adibiti allo scopo: le è rimasta una sottile fenditura che non scopre neanche i denti. 

La coppia d'oro, agli esordi, era nostrana, ruspante, mostrava una certa allegra semplicioneria che faceva simpatia.

Persa per sempre la spontaneità, si sono evoluti in una coppia fescion, conciati spesso come circensi, trasudano l'allegria di un paio di becchini.

Dopo questi esordi, parrebbe irrecuparabile, povera PoshVic, nessun rehab a 5 stelle accoglierebbe una simile mummia griffata.

La Nostra è triste.

E si concede una rara scorribanda struccata! Entriamo in leggera empatia.

Qualcosa sta cambiando!

Il fescion-android inespressivo si è umanizzato: è passata attraverso una vicenda di proletarissime corna, ha i piedi della forzata da Louboutin con alluce valgo e calletti sparsi in evidenza, ha avuto ben quattro figli quindi ha un certo senso materno installato nel suo hardware, disegna dei vestiti niente male, ha avuto un coraggio leonino a presentarsi incinta e vestita come una mongolfiera, cupa come Belfagor, aggrappata al marito e in bilico su tacchi rocamboleschi al Royal Wedding dell'anno. Gli scivoloni agli eventi che contano riscuotono il favore e l'ilarità popolare: solidarietà!

 

Nel suo processo di umanizzazione, Victoria si è pure presentata in pubblico con le ballerine: evento unico e subito immortalato dai paparazzi, nonostante avesse dichiarato che se non si è una ballerina classica, non v'è ragione alcuna di indossare scarpe rasoterra (eccerto, siamo tutte Etoiles della Scala qui). Pare che sia giunta a più miti consigli dopo aver patito plebeissimi dolori alla schiena dovuti al parto e ai tacchi autolesionisti che si (ci) infligge da anni. Stiamo quasi simpatizzando.

Non bastassero i calli e le protrusioni a rendercela più simpatica, si aggiunge la collezione Birkin di ogni sfumatura, finitura e colore immaginabile, e questo la rende amabilissima: mi genufletto di fronte a cotale capacità di spesa unita a profonda devozione a Santo Hèrmes da Faubourg Saint-Honoré.

Inarrestabile stilista, dal denim si evolve verso le vette della couture: ha vinto un premio per la sua collezione di moda, come Designer Brand of the Year ai British Fashion Awards. Una moda meritevole nelle linee e modelli, per lo più tubini e pencil skirts sartoriali, meno nella filosofia, del resto è pur sempre la Victoria dei jeans costosissimi disegnati per far credere che abbia anch'essa un lato B, ma soprattutto per far credere che ce l'abbiamo anche noi, pregevole anche, perchè lo paghiamo a prezzo salato. Ritira il premio con l'allegria di Morticia A(d)dams, ma si sente, si percepisce: è commossa, non ci credeva nemmeno lei. Le luccica l'occhio, proprio come succede a noi al saggio scolastico di fine anno, come a una comune mortale! E' simbiosi!

E' la miglior testimonial di sè stessa, perchè è una moda per magre, per ricche, per surgery-addicted,  poco democratica e molto upper class, ma Victoria lo sa e ne fa un business esclusivo. Convince meno la nuova linea che sembra disegnata per delle bamboline. Ma è scesa dal piedistallo e, alle prese con la crisi generale come tutti, ha prodotto modelli accessibili e persino giocosi, con stampe colorate. 

Ecco lo spirito delle due diverse collezioni: 

 

Il colpo di grazia alla mia avversione: l'arrivo della quarta figlia. Le scatena una tenerezza che Victoria non nasconde, si smolla un po' nella sua rigida, griffatissima figura, che pare aver (finally) perso quella taglia esagerata da protesi che parevano i palloni che il marito calcia in campo. Ora ha una bimba, Harper (Bazaar) Seven. Finalmente la figlia, la femmina, dopo tre maschi, di cui voglio dimenticare il nome (ma come si fa: Brooklyn, Cruz, Romeo...) che, fashion oblige, veste da principessina, ma i piedi... glieli risparmia, per ora! Niente scarpe, solo calze (magari di Chloè): si viaggia con i piedini scalzi, per prepararli meglio a un futuro tacco 12 (se va bene, se c'è il tacco, che la mamma ogni tanto lo dimentica).

Gli amabili resti della fu Posh, una Victoria dai capelli morbidi, di un colore terrestre, dai vestiti micro ma pacati, sono decisamente accettabili, certo ci vorrebbe qualche sorriso in più. Magari arriverà, insieme ai primi passi e ai primi tacchi di Harper.

 

 

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Posted by Dede

Frequento Mammeonline da molti anni e modero il forum 'Se bella e modaiola vuoi apparire': la moda da sempre è una passione personale ed è stato il mio ambiente di lavoro.

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