Sono un papa' e non sono un mammo: com’e' cambiato il ruolo del padre?

Partiamo da una domanda: i papà ci sono e, soprattutto, vogliono esserci?

Sui social stanno finalmente fiorendo molti profili gestiti da papà, uomini diventati padri che si prendono cura della propria famiglia, uomini con un valore aggiunto e quel valore è proprio la rispettiva identità paterna

E’ presente una vera e propria community che si sostiene e mette in evidenza come il papà è competente, il papà sa fare,  il papà è informato: è stato lanciato l’hashtag  #noipapàcisiamo.

Tanta è ancora la strada da percorrere ma ci sono piccoli passi in avanti da un punto di vista culturale e non solo, pensiamo per esempio all’ipotesi di estendere il congedo di paternità.
Si è passati dal considerare la gravidanza da evento puramente femminile a evento che si verifica e che coinvolge la coppia, sia uomo che donna, sia madre che padre.

 

Sono un papà e non sono un mammo: com’è cambiato il ruolo del padre?

Anche i papà hanno le loro paure, legate per esempio al corpo della proprio donna che si trasforma, pensieri relativi al sentirsi all’altezza:  sarò in grado di…, riuscirò a… ?
Il nuovo papà si prende cura della propria famiglia al pari della mamma, certo con modalità diverse che non vanno in contrapposizione ma in connessione con le cure materne.

Delegare con fiducia la cura dei figli al papà

Proviamo a riflettere e a porci il seguente quesito: siamo capaci di delegare la cura dei figli, soprattutto neonati, ai papà?
Non riuscire a delegare è una realtà ancora molto presente e questo perché magari vogliamo che il tutto venga svolto con la massima precisione, per avere il controllo della situazione.

Certo vi sono momenti che sono totalizzanti ed esclusivi tra mamma e bebè, come quello dell’allattamento al seno.

Ma sicuramente possiamo delegare il cambio del pannolino, prima o dopo la poppata, al papà: fa nulla se lo mette al contrario, lo fa con amore e soprattutto “FA”, la prossima volta ci riproverà e imparerà, per tentativi ed errori.

Forse ancora predomina la paura del giudizio, il peso delle parole altrui, il non uniformarsi ad una società che non ammette il cambio dei ruoli verso una realtà paritetica tra uomo e donna, tra madre e padre.
Si è passati dal considerare la gravidanza da evento puramente femminile a evento che si verifica e che coinvolge la coppia, sia uomo che donna, sia madre che padre.

È dalla stessa coppia che avviene la nascita, da un progetto comune e condiviso, da una relazione amorosa, da un incontro tra maschile e femminile.
Un incontro che tiene uniti nelle gioie e nelle paure.
Anche i papà hanno le loro paure, legate per esempio al corpo della proprio donna che si trasforma, ai pensieri relativi al sentirsi all’altezza: sarò in grado di…, riuscirò a….

Il papà si prende cura della propria famiglia al pari della mamma ma con modalità diverse che non vanno in contrapposizione ma in connessione con le cure materne.

Potrebbe essere utile condividere e scegliere insieme il proprio percorso di accompagnamento alla nascita.
Un percorso che fa per voi come coppia, per la nuova famiglia che si formerà, per  mettersi in gioco, per scoprirsi e conoscersi davvero nel profondo.

Per esempio un particolare tocco, una particolare carezza in un determinato punto del corpo potrebbe rivelarsi una risorsa durante la fase del travaglio.

La donna si sentirà compresa, accettata, allo stesso tempo l’uomo sarà in grado di accogliere il bisogno della propria compagna e si impegnerà per soddisfarlo.

Prende il via un lavoro sinergico, un lavoro di accettazione, condivisione , fondamentale soprattutto nei primi mesi di vita, mesi in cui va ricostruito un nuovo equilibrio, mesi di labilità emotiva, mesi che mettono a dura prova.

Il mio invito è quindi quello di dar voce ai papà: coinvolgiamoli, comunichiamo tanto con loro, diamo il giusto spazio e  impariamo a delegare.

I papà, viceversa, devono comprendere che il loro tempo, i loro impegni, la loro vita professionale non sono più al primo posto quando arrivano i figli: il tempo dedicato ai bambini e alla famiglia è un tempo prezioso, arricchente e i primi mesi di una nuova vita sono straordinari e irripetibili.

E ai papà che comprendono questo, non va affibbiata la definizione di “mammo” o “babysitter”, perché esserci e prendersi cura è semplicemente ESSERE il PAPA’

Ritratto di Elena Romeo

Posted by Elena Romeo

Mi chiamo Elena Romeo e sono Dott.ssa in Psicologia Perinatale, coordinatrice ed educatrice asilo nido.
Il ruolo del genitore e quindi l'identità materna e parterna vengono spesso messi in discussione, creando etichette e attribuendo giudizi. Il mio lavoro nonchè la mia passione è quella di sostenere la famiglia e ciascun membro che la compone nella sua unicità.
E' vero non è tutto semplice, tante sono le fatiche e i momenti di crisi da superare ed è proprio qui che il mio obiettivo è quello di accogliere, sostenere e attraversare insieme a voi questi "scatti di crescita", riscoprendo le più intime e preziose risorse personali.

Puoi seguirmi anche sulla mia pagina facebook https://www.facebook.com/psicologiaperinatalelenaromeo/ e sul mio profilo Instagram https://www.instagram.com/psico_perinatale

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