Il rebus delle scarpe

Il rebus delle scarpe: il problema non è di tipo estetico, derivante dal fatto che il luogo comune pretenda che qualsiasi calzatura disponibile al di fuori dei confini italiani sia una schifezza neppure degna di essere presa in considerazione. Non solo almeno. Certo, trovare scarpe che rispondano ai nostri criteri estetici medi non è sempre facile e, fondamentalmente, comporta il rivolgersi a marche italiane o comunque di un certo livello di prezzo (cosa che, in Svizzera, assume significati di un certo spessore ;-)).

Quello di cui intendevo parlare, però, è un altro tema, molto più pragmatico della semplice bellezza delle calzature: la loro pulizia. Da quando vivo a Zurigo ho notato, infatti, che mantenere le scarpe pulite è per tutti un’impresa titanica, non parliamo neppure, poi, della situazione bambini.

A Zurigo le condizioni metereologiche non sono sempre favorevolissime, spesso piove, in inverno – non questo inverno – nevica, c’è spesso nebbia e di notte le strade si bagnano. In più, pur essendo una città, sono diffusissimi tratti di strada non asfaltati: quasi tutti i parchi e giardini hanno una pavimentazione in ghiaia, una condanna a morte certa per tacchi e punte, non parliamo ovviamente della polvere. I bambini giocano all’esterno in qualsiasi stagione, salvo eventi estremi, e la vista delle calzature ricoperte – solo dopo una decina di minuti dalla minuziosa operazione di pulizia - di strati di polvere, terra, fango, erba rischia di portare istantaneamente alla crisi di nervi.

Gli svizzeri non puliscono le scarpe dei bambini, soprattutto non puliscono gli scarponcini da montagna/doposci che sono la normalità per l’uso quotidiano in tutta la stagione invernale. Per lo più non li ritengono degni neppure di varcare la soglia di casa, si limitano ad abbandonarli fuori dalla porta, come sono sono, tanto per la successiva stagione non saranno sicuramente più utili.

Anche per le scarpe degli adulti, però, la situazione non è così migliore: se appena si viaggia insieme ad un bambino o si frequenta un parco giochi, qualsiasi sforzo sarà vano. Qui i negozi consigliano di utilizzare periodicamente gli spray impermeabilizzanti che, oltre all’acqua, dovrebbero aiutare a tenere lontani polvere e fango, avendo funzione generalmente antistatica.

Ci ho provato anch’io, ma ormai mi sto rassegnando, a dispetto delle mie radici italiane ogni volta che infilo gli stivali urlano vendetta. 

 

(Immagine tratta da www.lamodainunfoglio.iobloggo.com)

Ritratto di Carlotta G

Posted by Carlotta G

Da sempre curiosa di altre culture e abitudini, mamma espatriata con famiglia a Zurigo dal (quasi) lontano 2013. Blogger a tempo perso, studentessa suo malgrado di lingua teutonica e insegnante di Yoga, dove finalmente è solo se stessa e prova ogni tanto a indicare anche agli altri la possibilità di essere solo se stessi.
Da secoli si ripromette di scrivere un libro, forse, prima o poi. Non sullo yoga, ma sulla capacità di "vivere altrove". Intanto scrivo della mia vita a nord delle Alpi anche sul mio blog personale La vita a modo mio 

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