Il post-partum: cosa lo caratterizza e come viverlo al meglio.

Il post partum, che inizia nelle prime ore successive al parto, è davvero un periodo piuttosto delicato caratterizzato da importanti cambiamenti fisici, ormonali e sociali e in particolar modo, dà vita alla relazione tra madre e neonato.

Inizia una danza, una danza a due: si passa dal bambino immaginato nel corso delle fantasie dei 9 mesi di gravidanza al bambino reale, con i suoi bisogni e richieste.

Si dice che quando nasce un bambino nasce una mamma, vero! Non dimentichiamo però che nasce anche un papà. 
In entrambi si susseguono una serie di pensieri ed emozioni e non sempre positivi. A tal proposito, è molto diffuso lo stereotipo culturale secondo il quale la mamma nutre solo sentimenti positivi nei confronti dei propri figli, falso.

Il post-partum: cosa lo caratterizza e come viverlo al meglio.

In realtà, nella relazione più profonda e intima come la relazione madre-bambino esiste una normale ambivalenza di odio e amore, di accoglimento profondo e rifiuto, aspetto questo che caratterizza ed è presente in tutti i rapporti significativi, vedi  per esempio la relazione con il proprio partner.

Purtroppo viviamo in una società incentrata spesso su una negazione degli affetti negativi, una società che fa a botte e lotta con il concetto di Tempo e soprattutto con il tempo “per” e “con” la Famiglia.

Pensieri come: “Non ce la faccio più, vorrei sparire, non pensavo fosse cosi faticoso, chi me l’ha fatto fare”, si ha davvero paura di esternarli e condividerli.

Mamme non siete pazze se vi è capitato di pensarlo, né tanto meno siete sbagliate per i vostri bambini, siete semplicemente le loro mamme sia nei momenti e nelle giornate di sole e di calma che nelle giornate di pioggia e temporale: entrambe fanno parte della vita.

Si tratta di pensieri e stati d’animo dettati e riconducibili alla fatica di fare la mamma, al ruolo, alle responsabilità. Probabilmente dietro questi pensieri si nascondono paure: la paura di non farcela, di non sentirsi all’altezza, la paura di essere sopraffatte dalle richieste, paura di non sentirsi capite.

Quante volte vi siete sentite dire: “Sei stata casa tutto il giorno e non sei riuscita a fare niente!”. Che fastidio e che rabbia che avete probabilmente provato, ma quanta energia e tempo richiede un neonato, soprattutto nei primi mesi di vita.

In questo particolare periodo è anche normale anzi fisiologico che la donna manifesti frequenti sbalzi d’umore e crisi di pianto che spesso ed erroneamente vengono etichettati come depressione post-partum.

Il baby blues o maternity blues

Si tratta del baby blues o maternity blues: uno stato emotivo di profonda tristezza accompagnato da ansia, dubbi e preoccupazioni insistenti relative la salute e sopravvivenza del piccolo nonché timori e incertezze inerenti le proprie capacità genitoriali.

Si registra un picco nel terzo/quarto giorno dopo il parto ed una risoluzione spontanea nell’arco dei dieci giorni successivi.

Si tratta quindi di una situazione transitoria e con un’accezione positiva poiché faciliterebbe l’attivarsi della relazione madre-bambino.

Chiaramente ogni episodio è unico e strettamente individuale che va monitorato e valutato nel corso del tempo e solo una piccolissima percentuale circa il 20% potrebbe sfociare in depressione post-partum. Un ruolo molto importante viene esercitato dall’ambiente circostante.

La depressione post partum

La depressione post-partum invece, viene definita nel DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) una sindrome con caratteristiche simili agli episodi di depressione maggiore, insorge nelle quattro settimane dopo il parto e per poter essere diagnosticata, deve soddisfare cinque o più dei seguenti sintomi contemporaneamente presenti nell’arco di due settimane:

- umore depresso per la maggior parte del giorno;

- mancata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte le attività;

- significativa perdita di peso, non dovuta a dieta, o aumento di peso oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno;

- insonnia o iperinsonnia quasi ogni giorno;

- sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati quasi ogni giorno;

- ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno;

- pensieri ricorrenti di morte, ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

Quanto riportato si ritrova all’interno del manuale sopra citato ma bisogna sottolineare come ogni caso è a sé per cui evitare diagnosi fai da te o da parte di amici e parenti, bensì chiedere aiuto alle persone per voi di fiducia e contattare una figura professionale.

Post partum: e la coppia?

La coppia attraversa una rivoluzione, non c’è più l’equilibrio precedente o è momentaneamente in stand by.
Bisogna costruire un nuovo equilibrio e per farlo occorre tempo e pazienza in quanto ciò non avviene istantaneamente, ma si costruisce lentamente e per tentativi ed errori.

Fare gruppo o fare rete vista l’era digitale in cui viviamo, è davvero importante in quanto permette di comprendere e venire a conoscenza di come non si è sole e di come questo non capita solo a voi, ma anche altre mamme provano gli stessi stati d’animo e soffrono tanto quanto soffrite voi.

Purtroppo tante sono le mamme che ancora oggi riferiscono un profondo senso di solitudine, non si sentono capite, accolte e sopraffatte.

Il vostro bambino non ha bisogno di una mamma perfetta, ma semplicemente della sua mamma.

 

Come vivere al meglio il post partum?

Per affrontare le fatiche del post partum è possibile adottare e mettere in pratica piccole strategie, vediamo alcuni piccoli passi:

- sentirsi sostenute, accompagnate e coccolate dalla propria ostetrica di fiducia;

- esternare e condividere emozioni e pensieri sia positivi che negativi;

- comunicare tanto con il proprio partner;

- partecipare ai gruppi post-parto attivati e presenti presso molti consultori;

- imparare a delegare;

- richiedere se si avverte la necessità consulenze a domicilio da parte di figure professionali: ostetrica e psicologo;

- riposare in concomitanza al vostro bambino per recuperare energia;

- per amici e parenti, evitare di presentarsi in casa senza preavviso, proporsi nelle faccende domestiche o preparare, per esempio, pasti caldi.

La mamma e il papà sono in grado di prendersi cura del proprio bambino e poi, care mamme ascoltate il vostro istinto materno: un alleato infallibile!

Ritratto di Elena Romeo

Posted by Elena Romeo

Mi chiamo Elena Romeo e sono Dott.ssa in Psicologia Perinatale, coordinatrice ed educatrice asilo nido.
Il ruolo del genitore e quindi l'identità materna e parterna vengono spesso messi in discussione, creando etichette e attribuendo giudizi. Il mio lavoro nonchè la mia passione è quella di sostenere la famiglia e ciascun membro che la compone nella sua unicità.
E' vero non è tutto semplice, tante sono le fatiche e i momenti di crisi da superare ed è proprio qui che il mio obiettivo è quello di accogliere, sostenere e attraversare insieme a voi questi "scatti di crescita", riscoprendo le più intime e preziose risorse personali.

Puoi seguirmi anche sulla mia pagina facebook https://www.facebook.com/psicologiaperinatalelenaromeo/ e sul mio profilo Instagram https://www.instagram.com/psico_perinatale

La Newsletter di Mammeonline
mammeonlineLa community di Mammeonline

Cuciniamo: blog di ricette e racconti in cucina