Famiglie arcobaleno: cosa significa essere genitore gay?

Nel superiore interesse del minore, e così come previsto dalla legge sulle adozioni, grazie ad una sentenza del Tribunale di Roma e per la prima volta in Italia, una donna ha potuto adottare la figlia della propria compagna. Questa bimba non conoscerà il dramma che possono trovarsi a vivere le coppie gay, non tutelate dal punto di vista normativo.

Inutile nascondercelo, l'omofobia è ancora molto diffusa.

Per entrare meglio nelle situazioni che vivono le coppie lesbiche è stato pubblicato il libro Famiglie Arcobaleno: affronta tutti gli interrogativi, le preoccupazioni e i pregiudizi che in questo ambito si incontrano e si scontrano. E lo fa attraverso le esperienze di mamme lesbiche e single che raccontano gioie, sofferenze, vissuti ed emozioni. 

Ciò che mi ha colpito, in modo particolare in questo libro, è il fatto che queste persone, ad un certo punto della loro vita, debbano dichiarare le loro scelte sessuali sebbene questo sia considerato uno dei dati sensibili da proteggere con il massimo livello.

Ma loro devono farlo, con le famiglie dei compagni di asilo, con le e gli insegnanti affinché i propri figli non vengano discriminati da una banalizzazione della realtà: la norma, dettata dalla maggioranza, sono le coppie di genitori eterosessuali, ok.

Ma esistono, anche se molto meno visibili, le coppie gay che spesso hanno figli che condividono la vita e le scelte delle madri o dei padri e imparano che si può essere famiglia in modo diverso. Ciò che conta, in fin dei conti, è sempre l'Amore.

Quindi, per capirci in concreto, una cosa semplice come la domanda fatta in classe: "Come si chiamano la tua mamma e il tuo papà?" può diventare discriminatoria.
I bambini saranno i primi a dire orgogliosi: "Io ho due mamme!" o "Io ho due papà". 
Non credete che sarebbe bello se ogni bambino potesse vivere la sua realtà d'amore genitoriale senza giudizi e pregiudizi?

 

Le autrici:

Suzanne M. Johnson, ricercatrice in psicologia dello sviluppo, insegna al Dowling Collage, Long Island (New York) e fa parte dell'American Psychological Association. Da anni è impegnata, come attivista e studiosa, a comprendere le esperienze delle famiglie omogenitoriali e a battersi per i loro diritti.

Elizabeth O'Connor, anch'essa specializzata in psicologia dello sviluppo, ha lavorato presso la State University di New York e la Harvard Medical School. Nel 2002 ha pubblicato con Suzanne JohnsonThe Gay Baby Boom. The psychology of Gay Parenthood, New York University Press.
Sono unite nel lavoro e negli affetti e madri di due bambine ormai adolescenti. 

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