Dove metto la spazzatura?

Dove metto la spazzatura? Può sembrare strano, ma è stato uno dei temi più “scottanti” quando mi sono trasferita in Svizzera. Esistono volumi esplicativi pieni di “dove va cosa”, ma per me la cosa più straniante era data dal fatto che non esistesse una raccolta istituzionalizzata della plastica. Da tempo immemorabile, nei luoghi dove avevo abitato in Italia, riciclare la plastica era un automatismo paragonabile al respirare. Indendiamoci, non è che in Svizzera la plastica non si ricicli, ma non tutta e con modalità diverse da quelle a cui siamo abituati.

Tre anni fa, quando mi sono trasferita a Zurigo, la plastica “da riutilizzare” era costituita soprattutto dalle bottiglie in PET per acqua e bevande. Altri contenitori, tipo quelli per detersivi, shampoo e prodotti per la cura del corpo erano in pratica esclusi dall’operazione e solo in tempi più recenti sono stati inclusi, anche se ancora gestiti separatamente dagli altri. In più, la raccolta differenziata si fa presso i supermercati e non tramite la raccolta dei rifiuti urbani: in pratica sono aziende private, le grandi catene di vendita al dettaglio, che si fanno carico di questa attività. Non chiedetemi il motivo perché non l’ho ancora capito. Ciò nella pratica significa uscire di casa per andare a fare la spesa carichi di sacchi pieni di contenitori vuoti e, sarà che a me l’accumulo di plastica fa saltare i nervi, ma ho cominciato a bere l’acqua del rubinetto (peraltro buonissima).

Il vetro e i metalli si raccolgono nelle apposite campane sparse per la città (e non necessariamente collocate proprio sotto casa) rigorosamente distinte per colore (bianco, verde e marrone…), così come l’olio usato sia ad uso alimentare che industriale. Carta e cartone vengono raccolti settimanalmente porta a porta, ma, salvo alcune situazioni di condomini di grandi dimensioni che hanno propri cassonetti, devono essere esposti fuori dai palazzi con precisione - è il caso di dire “svizzera” - accuratamente impilati e legati con lo spago.

Dove metto la spazzatura?

Tutti gli altri rifiuti (salvo quelli speciali e di grandi dimensioni per cui opera la discarica o alcuni punti di raccolta mobile periodica) vanno collocati nel sacco dell’indifferenziata che a Zurigo esiste in diverse dimensioni e viene venduto in rotoli da dieci pezzi nei soliti supermercati, al prezzo di circa 2 franchi cadauno. Eventuali infrazioni sono severamente sanzionate e non vengono ritirati contenitori non conformi a quello standard, per l’evidente motivo che le tasse sullo smaltimento dei rifiuti qui si pagano cosi: chi produce più immondizia paga di più, ragion per cui più ti impegni a differenziare la spazzatura più puoi risparmiare.

In questo complesso panorama mi mancava qualcosa all’appello. E i rifiuti organici? Il famoso “umido” che nella mia cittadina natale si fa da quando io ancora studiavo? Niente compost nella civilissima Svizzera?! In effetti anche questa raccolta differenziata esiste, ma ci ho messo anni a capire come funzionasse, perché non è obbligatoria e nei cassonetti vedevo solo scarti di lavori di giardinaggio (tronchi, rami, foglie secche) e da quanto mi è parso di aver chiarito – ma non potrei giurarci – non in tutti i quartieri valgono regole identiche. Ragion per cui io ho iniziato a farla solo dopo più due anni di residenza, per il timore di sbagliare qualcosa e di trovarmi la polizia alla porta di casa ;-)!

 

(Immagine tratta dal sito www.20min.ch)

Ritratto di Carlotta G

Posted by Carlotta G

Da sempre curiosa di altre culture e abitudini, mamma espatriata con famiglia a Zurigo dal (quasi) lontano 2013. Blogger a tempo perso, studentessa suo malgrado di lingua teutonica e insegnante di Yoga, dove finalmente è solo se stessa e prova ogni tanto a indicare anche agli altri la possibilità di essere solo se stessi.
Da secoli si ripromette di scrivere un libro, forse, prima o poi. Non sullo yoga, ma sulla capacità di "vivere altrove". Intanto scrivo della mia vita a nord delle Alpi anche sul mio blog personale La vita a modo mio 

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