Crioconservazione degli ovociti per preservare la #fertilità

Chi di noi almeno una volta non ha sognato di potersi ibernare per vedere cosa accadrà tra 200 anni? Almeno per gli ovociti questo è possibile!! Si chiama crioconservazione ovocitaria per motivi sociali e permette alle donne in età fertile di posticipare di qualche anno (di certo non 200!!) la loro maternità mettendo "in banca" i gameti. È un procedimento sicuro? Perchè dovrebbe interessarmi? Non basta, nel caso avessi difficoltà a rimanere incinta, fare la fecondazione assistita come fanno tante vip anche di 50 anni?

Abbiamo già parlato della naturale e fisiologica diminuzione della fertilità femminile con l'avanzare dell'età. A questo concetto ne va affiancato un altro che, tanto quanto il primo, sembra banale per chi fa questo mestiere, ma non lo è affatto.
La fecondazione assistita non è la soluzione al problema dell'età che avanza ed infatti la riduzione della fertilità naturale legata all'età si riflette anche con la riduzione dei tassi di successo della fecondazione in vitro. Tuttavia, in più del 50% di tutte le prestazioni di fecondazione assistita effettuate in Europa, l'età delle pazienti supera i 35 anni.

Qual è il risultato di questo fenomeno?
Coppie che purtroppo non riescono a coronare il loro desiderio di genitorialità con i propri gameti e che si rivolgono quindi all'ovodonazione (metodica di fecondazione assistita in cui l'ovocita non è della donna che desidera la gravidanza ma è di una donatrice, normalmente con età inferiore ai 35 anni).
Secondo i registri della società europea di riproduzione assistita (ESHRE) nel 2009 21.604 donne hanno effettuato una ovodonazione, circa il doppio rispetto al 2005. Oltre a decidere di avere figli prima, l'unica attuale misura preventiva per diminuire la necessità di arrivare all'ovodonazione è la crioconservazione dei propri gameti prima dei 35 anni, la cosiddetta crioconservazione ovocitaria per motivi sociali, social egg freezing.

L'ovocita è tra le più complesse cellule da crioconservare. La svolta in tal senso è arrivata con la vitrificazione, metodica che è passata da sperimentale ad accreditata nel 2013 secondo le società europea ed americana di riproduzione umana (ESHRE e ASRM). È una tecnica relativamente recente, il primo bimbo nato da ovocita vitrificato è del 1999, ma ha realmente riaperto il capitolo "crioconservazione ovocitaria", tanto che, in Italia (dati dell'Istituto Superiore di Sanità ), nel 2011 il 74,6% degli ovociti congelati è stato crioconservato tramite questa tecnica.

I tassi di gravidanza ottenuti in Europa  con l'ovodonazione da ovociti vitrificati si aggirano intorno al 60% (paragonabili quindi ai risultati di ovodonazione di ovociti "freschi"). Ovviamente non si hanno questi valori quando gli ovociti vitrificati sono di pazienti già arruolate in un percorso di fecondazione assistita e quindi ipofertili (mentre le donatrici per l'ovodonazione non lo sono).

I risultati dell'ovodonazione sono però un parametro di riferimento importante per capire che la metodica di vitrificazione sugli ovociti funziona bene e quindi, traslando il concetto al social egg freezing, proposto mediamente tra i 25 ed i 35 anni, si intuisce che questa opzione potrà realmente fornire degli ottimi tassi di gravidanza alle donne, impiegando i propri gameti e non quelli di una donatrice.

La crioconservazione ovocitaria, nata per  preservare la fertilità delle pazienti oncologiche (per questo ci riserviamo un altro post specifico!) offre anche alternative ai problemi etici legati al congelamento embrionario e ai problemi associati alla sindrome da iperstimolazione ovarica poiché, congelando gli ovociti soprannumerari, nel caso di fallimento del tentativo di fecondazione, viene evitata un'ulteriore somministrazione di gonadotropine.

Le società scientifiche di riproduzione auspicano la creazione quanto prima di una società sulla preservazione della fertilità e ritengono importante la creazione di linea guida sul tema. La scienza come sempre evolvendosi offre nuove possibilità  ma poi resta all'intelligenza umana la valutazione di una etica e corretta applicazione dei progressi scientifici.

Vorrei concludere lasciando aperta una riflessione sul tema, senza commenti, semplicemente rimandandovi ad un articolo dal quale ho appreso come il nostro ormai frenetico e compulsivo mondo si adatta ai trovati della scienza: sembra che da ora Facebook e Apple pagheranno il congelamento ovocitario per motivi sociali alle proprie impiegate!

Riflettiamoci un po' su...

 

Articolo di Caterina Lucchini, biotecnologa

 

 

 

Ritratto di Caterina Lucchini

Posted by Caterina Lucchini

Biotecnologa. Appassionata di embriologia e fertilità. Mamma. Viaggiatrice. Scrivo di medicina, farmacologia e scienza, ma non chiamatemi giornalista!

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