Come capire che è il momento giusto per iniziare lo svezzamento?

Se avete letto l'articolo Svezzamento: quando iniziare? (se vi è sfuggito, vi suggerisco di leggerlo prima di andare avanti), sapete già che per me è fondamentale sapere il momento giusto per iniziare a inserire i cibi solidi. Questo vi semplificherà la vita ed eviterà che lo svezzamento diventi un momento drammatico per tutta la famiglia. 

Se il vostro piccolo è pronto, non sarà necessario forzarlo o faticare le sette camicie per rendere il cibo il più possibile liquido o facile da deglutire, né tantomeno trastullare il bambino per convincerlo ad aprire la bocca.

D'altronde, il cibo non è forse così piacevole, profumato, saporito, pasticciabile, divertente? Un bimbo pronto ci si butta a capofitto, senza doverci inventare strategie di convincimento!

Ma come facciamo a capire allora qual è il momento giusto per il nostro bambino?

I bambini non sono tutti uguali, e ci sono delle differenze individuali in ogni tappa di crescita: c'è il pupo che a 9 mesi gattona, quello che a un anno dice già 10 parole diverse, quello che se la prende comoda e poi “esplode” improvvisamente con competenze incredibili fino a due giorni prima...

Se non teniamo presente che i bambini non sono tutti fatti con lo stampino, inevitabilmente cadiamo in mille ansie: perché mai la figlia della signora del secondo piano sta già facendo questo o quello e la mia bambina no? Perché il figlio di mia cugina mangia già i broccoli e il mio prende ancora solo seno senza interesse per i miei manicaretti? E non ci dormiamo la notte...

Quindi, se l'età anagrafica da sola non basta per stabilire che per Giacomino oggi è il giorno buono per lasciarsi e camminare da solo, questo vale anche per i primi assaggi di cibo solido, poiché non è possibile che tutti i bimbi del mondo proprio esattamente il 180° giorno di vita siano pronti per una nuova competenza.

Aiuto! E allora come facciamo a capire che è arrivato il momento fatidico? 
In realtà vi sono dei segnali estremamente accurati, i segnali psicomotori, che sono molto significativi ed affidabili.

Infatti, è la maturazione del bambino che gli permette di poter fare una cosa nuova, e non l'aver raggiunto di per sé il 6° mese o la 24° settimana di vita.

Nel caso dell'introduzione dei cibi solidi (parola che io preferisco di gran lunga a “svezzamento”), questi segnali sono:

  • il bambino riesce a stare seduto da solo senza sostegno.

Quindi se lo mettete a terra o sul seggiolone, non dovete sdraiarlo indietro per impedire che sbatta la testa, ma piuttosto ha le mani libere e gioca con ciò che riesce a raggiungere. Riesce anche a fare una torsione, cioè fare “no” con la testa e forse anche una parte della schiena;

  • il bambino ha perso il riflesso di estrusione della lingua.

Quando nasce, ogni bambino ha un riflesso che lo protegge dall'eventualità che un oggetto estraneo entrato in bocca gli vada giù o di traverso. Quindi se sente qualcosa di solido in bocca, tira fuori la lingua per respingerlo. Finché questo riflesso è presente, è evidente che il bambino non è pronto per il cibo solido, che gli provoca questo riflesso innato (concetto da far capire alle nonne!).

  • il bambino prende le cose in mano e le porta alla bocca.

Nei primi mesi i piccoli esseri umani non sono ancora in grado di coordinare la presa delle dita, e usare le mani col pollice opponibile, caratteristica essenziale della nostra specie. Generalmente a 6 mesi quasi tutti hanno maturato questa competenza e sono in grado di prendere oggetti usando il pollice opponibile. Saper fare da soli e mostrare interesse ad assaggiare è fondamentale.

  • Il bambino mostra interesse nel cibo e ai pasti della famiglia.

Attenzione: ho messo questo segnale per ultimo non per caso. Infatti esso spesso è fonte di fraintendimenti. Tutti i bambini sono interessati a quello che fanno mamma e papà, sopratutto se lo fanno spessissimo e sono contenti quando lo fanno. Infatti negli ultimi anni al top degli oggetti più affascinanti per i bimbi piccoli sono comparsi oggetti che fino a 20 anni fa non avrebbero minimamente attirato il loro interesse, semplicemente perché mamma e papà ce l'hanno sempre in mano: telefonini, tablet, telecomandi... e se potessero se li ciuccerebbero tutto il santo giorno con grande gioia di chi poi li deve riparare :). Chiaramente tentare di mangiare lo smartphone non è un segnale di esser pronto per qualcosa di diverso dal latte...

Quindi il solo interesse non è un segnale sufficiente per dirci che il pupo è pronto a mangiare il cibo solido: deve sempre essere accompagnato dagli altri segnali.

Questo vale anche al contrario: un bimbo che sta perfettamente seduto da solo ma con il pane in mano non lo mette mai in bocca, è evidente che non è pronto e magari lo sarà tra 10 giorni.

Guardate allora i vostri bambini per capire se sono pronti, e non vi angosciate se il 6° complemese è arrivato e il piccolo ancora non sembra interessato o pronto; a quest'età i progressi sono rapidissimi e solo tra un mese potreste scoprire di avere un gran mangiatore di pastasciutta a tavola con voi!

 

Martina Carabetta, IBCLC
www.latteecoccole.it - www.consulenteallattamento.it

 

Ritratto di Martina Carabetta

Posted by Martina Carabetta

Martina Carabetta, mamma di due ragazzi ormai ex-adolescenti, ed IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant), cioè Consulente Professionale in Allattamento Materno, da quasi 20 anni aiuto le mamme in allattamento a Roma (e non solo!).

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