Fare la mamma? Vale quanto un master

Carissime/i abbiamo di recente visto questo video, postato su G+ da un amico, uomo sensibile e medico”. Dopo il titolo «Fare la mamma? Vale quanto un master» ha aggiunto: ditelo agli uomini!!

 

Una donna alle prese con i colloqui di lavoro: tutti i suoi i interlocutori - uomini e donne -  pur apprezzando il suo curriculum, la sua esperienza e la sua formazione, le fanno notare che nel suo percorso professionale c'è un "buco". «Sono gli anni in cui ho seguito i miei figli», risponde lei all'inizio sincera.
Ma, di fronte alle facce storte e ai rifiuti, decide di cambiare strategia. Prima prova a essere vaga, senza risultato e poi, sempre più scoraggiata, intuisce che gli anni in cui ha fatto «solo» la mamma non sono stati anni vuoti e inutili, come sembrano suggerire le reazioni dei selezionatori.

Ha un’intuizione: nel curriculum deve colmare quel "buco" temporale, dovuto alla maternità, in qualcosa di positivo. Deve dare un nome diverso a tutte le capacità che aveva innate o che si sono sviluppate grazie al suo essere madre.

Perciò descrive la sua capacità di assumersi rischi, quella di essere capace di sforzi e sacrificio, l'abilità di comunicazione e story telling, la capacità di gestione delle risorse e di motivazione, la perizia nell'organizzazione e pianificazione, la tenuta di pazienza e perseveranza, la destrezza nel lavoro di squadra e nella leadership.

Ecco che l'approccio dell'esaminatore di turno cambia. «Lei ha proprio le qualità di cui abbiamo bisogno in quest'azienda: dove le ha acquisite?».

Sono quelle che ha sviluppato come madre, appunto. E che valgono esattamente come un master di specializzazione.

Alla luce di quanto sopra andiamo ad intervistare il Dr. Daniele Trevisani esperto in Human Resources, Fattore Umano, Metodologie di Coaching e Training, Analisi Aziendale e Personale Metodo HPM al quale vorremmo porre alcune domande, proprio ad un uomo che oltre ad essere esperto di Formazione e “Master”, è molto sensibile al tema “Genitorialità” su più livelli.

Ciao Daniele, parlaci di te.

R: Potrei dire tante cose di me, ma basta scrivere il mio nome su un motore di ricerca e troverete tante info, quello che mi preme di più è dire che mi occupo di ricerca sul Potenziale Umano dal 1986 circa, molto del mio sapere è confluito in libri (tra cui uno proprio dal titoloIl Potenziale Umano) ma sento che tantissimo ancora sia da scoprire proprio, guarda caso, sui rapporti tra ruoli, sulle famiglie, sulla valorizzazione delle persone.

D: Analizzando da esperto e formatore oramai da più di 25 anni, uno dei più qualificati nel tuo settore, in particolare quando la donna in questione segnala nel suo curriculum vitae, per il periodo in cui ha svolto il suo ruolo di Mamma la capacità di:

- Assumersi rischi

- Sforzi e sacrificio

- L’abilità di comunicazione  

- Story telling

- La capacità di gestione delle risorse e di motivazione

- La perizia nell'organizzazione e pianificazione

- La tenuta di pazienza e perseveranza

- La destrezza nel lavoro di squadra e nella leadership

Cosa ti sentiresti di aggiungere?
 

R: Vorrei citare quella competenza che più di tutte viene allenata nel mestiere di genitore, il coraggio. Un coraggio speciale, il coraggio di vivere emozioni così grandi e intense da fare impallidire. Ne ho parlato in uno dei miei libri più recenti, Il Coraggio delle Emozioni”.   

Lì ho esposto qualcosa che una madre sa bene: Il coraggio è la capacità di confrontarsi con stati non sempre idilliaci senza per questo rifiutarli.  E farlo ogni giorno. Senza attendersi niente.

Ma questo fatto, va ben oltre.

•      Ha coraggio chi interviene in un incidente stradale sapendo in anticipo che vedrà cose orribili, forse non potrà salvare tutti, forse nessuno, ma non sta fermo a guardare, il solo pensiero di poter provare ad aiutare è sufficiente. Accetta il rischio di fallire.

•      Ha coraggio chi difende una ragazza o bambino da una aggressione, magari da più persone, sapendo di potersi far male, e va avanti comunque.

•      Ha coraggio chi emigra per cercare lavoro o una nuova vita, così come chi si sacrifica a rimanere in un Paese, ai suo occhi ingiusto, per un certo periodo della vita, per una causa superiore.

•      Ha coraggio chi dice quello che pensa anche contro i potenti o contro il pensiero dominante, anziché sprecare la propria vita a obbedire a qualcosa a cui non crede.

•      Ha coraggio chi ama i figli, la vita, l'universo, e si impegna per questo amore, connettendosi a  una "emozioni superiore" che è il pulsare della vita, cercando di stare lontano dalle questioni superficiali e dalle banalità che ritiene vuote.

Qualsiasi esempio vogliamo fare, quello che facciamo innesca in noi una cascata di emozioni. E come una cascata, puoi osservarla da fuori, da lontano, quasi indifferente, o immergerti, farla tua, ed arrivare ad osservare e apprezzare ogni singola goccia d'acqua.

Ecco, penso che chi ha saputo generare con tanto coraggio figli in questo mondo a volte difficile, chi ha saputo aiutarli a crescere, abbia dimostrato un coraggio speciale, il coraggio di immergersi nella vita, una Skill  che nessun titolo di studio può nemmeno lontanamente portarti.

 

Grazie Daniele.

 

In questo primo articolo abbiamo analizzato il tema “Coraggio” nel prossimo analizzeremo “Coraggio&Emozioni” sempre dedicati al Tema “Mamma&Genitorialità” ci piace sempre includere il padre nel nostro percorso visto che i figli sono di entrambi!

Per una “Genitorialità Consapevole” prima, dopo e durante “Il mettere al mondo i figli”

Analizzeremo anche questa ricerca: Fare la mamma per 7 mila euro al mese, ecco quanto varrebbe il lavoro di tutte le mamme e anche il tema Maternità e Lavoro: come trovare lavoro dopo una gravidanza.

Vi Lasciamo per ora grazie per l’attenzione, alla prossima

Diana & Debora

Ritratto di Redazione

Posted by Redazione

La Newsletter di Mammeonline
mammeonlineLa community di Mammeonline

Cuciniamo: blog di ricette e racconti in cucina