Autismo e amicizia

Autismo e amicizia. Ultimamente si sente spesso parlare di autismo e dei problemi riscontrati dai ragazzi e dalle ragazze con autismo nel trovare e nel mantenere un’amicizia. A raccontare sono spesso i genitori, affaticati, arrabbiati o snervati o disillusi dalle tante lotte per i diritti del proprio figlio, ma sempre pronti ad affrontarne di nuove, per far capire al mondo che

autismo : isolamento = normalità : amicizia

(autismo sta ad isolamento come normalità sta ad amicizia)

 NON È UNA PROPORZIONE ESATTA.

Ci sono altre possibilità, seppur richiedendo impegno e accortezze particolari, si può essere amici di una persona con autismo o si può provare a stargli accanto in momenti decisi insieme a lui e ciò non è affatto impossibile.

“L’amicizia è come il Sole”, affermava Cicerone e “Io sono il Sole e voi la Luna”, dice un ragazzo con Autismo.

Agli antipodi, anche diversi, ma l’uno ha senso con l’altro e per l’altro. Viviamo insieme nello stesso mondo, lo percepiamo in maniera differente, ma possiamo comunicare, condividere un’esperienza, trovando insieme un canale di interesse comune.

Spero che quanto scrivo possa essere di stimolo ai ragazzi e ragazze ad avvicinarsi un po’ più spontaneamente al proprio compagno di classe con autismo e per i genitori dei ragazzi ad aiutare i propri figli a ritagliare uno spazio di attenzione verso il compagno “strano”, “bizzarro”, andando oltre la delega di attività esclusive dei servizi sociali ed educativi e terapeutici.

Il tempo libero dei ragazzi e delle ragazze “speciali” è pieno di visite mediche, terapisti da incontrare e con cui portare avanti un piano riabilitativo e con educatori domiciliari che aiutano a creare situazioni sociali ad hoc per loro. Quindi nulla di spontaneo, tutto strutturato e deciso a monte dagli adulti. Nessun compagno che di propria iniziativa invita il ragazzo o la ragazza con autismo a giocare, a guardare la tv o a fare anche solo una passeggiata.

immagine di amico speciale, avere un amico autisticoSappiamo tutti che per l’età adolescenziale non è facile, siamo stati tutti adolescenti e in quella fase particolare e delicata della nostra vita cerchiamo sempre di circondarci di persone che sono affini e simili a noi, per rafforzare il nostro senso di identità sociale e personale. Si cerca di stare col compagno divertente, in gamba, selezionando, tra tutti, quello che più ci completa. Una sorta di selezione sociale nella mente dei nostri ragazzi, è il percorso dell’adolescenza.

Tra questi ragazzi in gamba non spicca certamente il compagno con autismo…

Però a volte ci si accorge di lui per le sue capacità oltre che per la sua bizzarria e per il suo comportamento strano (perché batte forte le mani o fa versi o saltella): si riesce a far notare quanto sia bravo a disegnare, quanto sia abile nella memoria di dati e date, quanto sia divertente averlo vicino in alcuni momenti, perché ha la battuta pronta.

E se teneste conto di questo, se riusciste ad aprire gli occhi alla meraviglia, forse non lascereste sola, durante l’intervallo, la compagna con Asperger che con lo sguardo vi cerca nella confusione, o dareste una pacca sulla spalla e un po’ di attenzione all’amico speciale che saltella nel corridoio.

 

Se solo tutti, almeno per un giorno si mettessero a saltellare insieme a lui… E non solo in senso metaforico.

Ho conosciuto compagni di classe dei miei alunni speciali, che col tempo si sono dimostrati veramente bravi e dolci, ma c’è sempre bisogno della mediazione dell’educatrice, dell’insegnante e dell’adulto per stimolare in loro l’interazione con il compagno con autismo.

A chi crede con fermezza che gli autistici non hanno bisogno di interagire posso rispondere con fermezza che ci sono ragazzi con autismo che cercano la vicinanza altrui, si preoccupano per gli altri e fanno di tutto per stare vicino a qualcuno se è in difficoltà, per sostenerlo.

Si è troppo abituati alla normalità, che a volte la stranezza ci spiazza e ci blocca. Io direi, ragazzi e cari genitori, che fa niente se a una domanda fatta si ottiene una risposta non pertinente all’argomento o se mentre tu parli lui/lei inizia a fare rumori o saltella o corre via… lasciamo spazio alla diversità, non dobbiamo essere noi “autistici”.

Voglio un mondo in cui non ci sia troppa paura della stranezza, in cui i genitori abituino i propri figli ad accogliere la diversità nelle sue varie forme.

Quindi, cosa aspettate? Invitatelo, gli farete un grande regalo, guardateli con occhi diversi, fatevi contagiare dalla diversità. Andate con lui o lei a mangiare una pizza, un gelato, leggetegli un racconto, fategli ascoltare la canzone che tanto gli piace o fategli provare l’App che lo fa divertire.

Si può fare!

D’altra parte, è importante preparare, giorno dopo giorno, il ragazzo o la ragazza con autismo all’interazione sociale e all’amicizia, superando le problematiche psichiatriche correlate. I nostri ragazzi sono quindi impegnati ogni giorno a distinguere tra eventi reali e rappresentazioni soggettive, riconoscere le sfumature emotive proprie e altrui, sviluppare opinioni personali, coltivare interessi e incuriosirsi degli interessi altrui, affrontare problemi in collaborazione, sviluppare l’umorismo, riconoscere gli amici e procedere ad inviti e accettare i possibili rifiuti o ritardi… Tanto lavoro quindi e per loro non è affatto semplice.

Ci sono tanti modi per venire incontro a questi ragazzi con bisogni speciali, basta conoscerli e farsi conoscere e accompagnarli per un tratto di strada. Albert Camus diceva: “Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminarmi davanti, potrei non seguirti. Cammina solo accanto a me e sii mio amico”. 

 “L’amicizia non è una grande cosa, è un milione di piccole cose” (Anonimo)

Ritratto di Stella Muscatello

Posted by Stella Muscatello

Stella Muscatello, nata a Maglie (LE) il 25/09/1980 vive a Vimercate (MB), dott.ssa in Scienze dell'educazione, educatrice professionale per disabilità e specializzata per l'integrazione scolastica e sociale per gli autismi, con trattamenti riabilitativi ed educativi seguendo un metodo integrato. 

 


Email: stellamuscatello2016@libero.it

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