lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Raccolta dei topic per la sopravvivenza delle mamme: spannolinamento, terrible two, etc etc.
Ma anche tanti giochi con carte e matite o al computer, suggerimenti per le feste di compleanno, per i libri/dvd, canzoni...

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lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da aleda » 1 luglio 2011, 10:15

(copio e incollo da http://nontogliermiilsorriso.org/drupal ... a-piangere)

E lasciala piangere!

C’è stato un periodo della mia vita, non molto tempo fa, in cui mi sono trovata indifesa come un neonato. È stato un momento buio della mia vita, mentre avrebbe dovuto essere radioso. Ero incinta e immensamente felice, ma non lo era il mio corpo. Ero malata, non quel genere di malessere tipo “Non mi sento tanto bene”, si trattava invece di una malattia tipo: “Se non avessi grandi cose per cui vivere, preferirei morire”. Anche qualcuna di voi avrà sperimentato qualcosa di simile.

Non potevo letteralmente tenere in stomaco una goccia d’acqua o un boccone di cibo. Mangiare mi faceva vomitare. Non mangiare mi faceva vomitare: vomitavo bile. Comunque, il punto è che stavo VERAMENTE male. A 4 mesi di gravidanza pesavo meno di quando avevo 16 anni (e tutti mi dicevano dietro “stecchino”). Mi cascavano i vestiti, invece di diventarmi stretti. Qualche volta riuscivo a tenere giù un pasto. Nel caso ve lo steste chiedendo, si chiama Iperemesi Gravidica, e solitamente non risponde a trattamenti medici o naturali. Cercammo di fare qualunque cosa che non fosse dannosa per il bambino, ma non funzionava niente. Nonostante il disagio fisico, le cicatrici emotive che ho subito per mano di chi amavo sono state molto più profonde.

Divenni talmente debole che a malapena riuscivo ad alzarmi dal letto. Avevo bisogno di aiuto anche per fare dieci passi fino al bagno. Dovevo fare la doccia seduta su uno sgabello e dovevo farmi aiutare a lavarmi. Anche alzare le braccia per lavarmi i capelli mi costava uno sforzo straordinario. Mi appoggiai completamente a mio marito.

Mio marito era davvero amorevole durante il giorno, ma le cose cambiavano di notte. Mi lasciava a letto, dicendomi che dovevo dormire, spegneva la luce e se ne andava. Io gli dicevo “Ma amore, non sono ancora pronta a dormire”, ma lui mi ignorava. Ero davvero confusa. A volte, magari sentivo che sarei riuscita a mangiare o bere un po’, e lo chiamavo perché mi portasse qualcosa. Di nuovo, mi ignorava. A volte faceva capolino, ma era solo per dirmi che dovevo dormire e che stavo “bene”. Ci sono stati dei momenti in cui mi sentivo davvero depressa. Proprio nel momento in cui mi sentivo tanto male e tanto infelice, mi mancavano le amorevoli braccia di mio marito. Spesso sentivo solo il bisogno di essere abbracciata e confortata. Niente, lui mi ignorava. Cominciai a chiedermi perché i miei bisogni fossero validi durante il giorno e non la notte. Certe volte la camera in cui mi lasciava era troppo calda o troppo fredda. Altre volte avevo un disperato bisogno di andare al bagno. In alcuni momenti la sofferenza in tutto il mio corpo diventava insopportabile. Altre volte ero solo spaventata e mi sentivo sola. Purtroppo, non importa cosa sentissi o di cosa avessi bisogno, mio marito mi ignorava.

Rimpiangevo ardentemente la mia indipendenza, odiavo aver bisogno degli altri anche per le più piccole cose, ma per il momento non c’era niente che potessi fare se non chiedere più aiuto, se non altro per riuscire a restare viva e a far vivere il nostro bambino. Ero così ferita e confusa. Piangevo lacrime amare, da sola al buio. Una notta, sentii mia suocera parlare con mio marito. Gli diceva “E lasciala piangere. Deve imparare. Non farti manipolare da lei, in realtà non ha bisogno di niente. Continua così e vedrai che vincerai.” Vincere? Precisamente cosa avrebbe vinto, e a che prezzo?

Alla fine, persi ogni fiducia in mio marito. Me ne stavo distesa a letto, affamata, avevo caldo, avevo freddo, mi sentivo ferita, e/o solo molto triste e sola. Smisi di chiedere aiuto. Tempo dopo sentii mio marito vantarsi di avermi “addestrata”. Così ero diventata un animale. Perché aveva deciso lui quali dei miei bisogni e sentimenti fossero validi e quali no? Perché andava bene per lui essere un marito amorevole durante il giorno, parlarmi e aiutarmi, ma di notte si aspettava che i miei bisogni di colpo dovessero cessare? Sapevo che non sarei più stata in grado di credere pienamente in lui o di aprirgli di nuovo il mio cuore.

Nel periodo più buio della mia vita, le persone che amavo di più mancarono nello starmi vicino. I miei bisogni non erano grandi, si trattava di cose che avrebbero abbisognato di pochissimo tempo o sforzi, ma che rivestivano una grande importanza per la mia salute fisica ed emotiva. Sono stata trascurata. Se volete potete chiamarli abusi. Fortunatamente, si è trattato di un breve periodo della mia vita. Sfortunatamente ci sono moltissime vittime di questo tipo di negligenza, e anche di peggiori. Sono molto più inermi di me. Sono i bambini. Dolci, innocenti bambini. Hanno dei genitori amorevoli che li amano davvero con tutto il cuore, ma che sono vittime di credi e consigli che (di solito) inconsapevolmente mettono il bambino a un livello più basso degli animali. Libri e consigli di amici o familiari continuano a ripetere fino alla noia ai genitori “lascialo piangere”. Di solito viene chiamato CIO (cry-it-out: fallo piangere) o “pianto controllato”, anche se il già errato concetto di pianto controllato è spesso incompreso e modificato, diventando “Ho lasciato piangere mia figlia per 2 ore e finalmente si è arresa e non è più stata la stessa per due settimane”.

Ci si aspetta che tutti i bisogni di inermi bambini cessino immediatamente quando l’orologio segna una certa ora. L’istinto di piangere che Dio/la Natura ha dato loro e che esprime dei veri bisogni fisici ED emotivi vengono ignorati, o tacciati di essere manipolazione oppure di non essere “veri” bisogni. Ma perché? Se un adulto malato o un anziano venissero trattati in questo modo ne soffrirebbero profondamente, e la persona che si sarebbe dovuta prendere cura di loro finirebbe in prigione.

Perché i bambini vengono trattati da meno che umani? Perché dovremmo insegnare ai nostri figli che non ci saremo per loro? Perché dovremmo selezionare e scegliere quali bisogni sono “reali” e quali non lo sono, perché il nostro lavoro di genitori dovrebbe improvvisamente cessare di notte? Solo perché sono stati nutriti e cambiati, non significa che stiano “bene”. Hanno solo i loro istinti. Per quello che ne sanno, potrebbe esserci un predatore appostato pronto a mangiarli! I bambini sono stati programmati da Dio/la Natura per voler stare vicini a noi per preservare la propria incolumità e per il loro sviluppo. Sappiamo quanto il contatto umano sia essenziale per lo sviluppo del cervello di un bambino, ma neghiamo loro il naturale piacere di questo contatto. Li chiudiamo al buio e anche se canticchiamo, li accarezziamo, e diciamo loro “va tutto bene, tesoro”, quando ce ne andiamo dalla camera e li lasciamo al buio da soli possono avere freddo, caldo, sentirsi non confortati, con qualche dolore, o solo pieni di paura e solitudine! Perché tutto questo dovrebbe essere sbagliato? “Fallo piangere” o “pianto controllato” è solo negligenza con un altro nome.

Gli scienziati di ogni dove conoscono le conseguenze a breve e a lungo termine di questi cosiddetti “metodi”, che sono davvero enormi. Anche molti genitori istintivamente sanno queste cose. Alcuni genitori ascoltano questi istinti, e altri ascoltano persone come mia suocera che dice “Ma lasciala piangere. Deve imparare. Non farti manipolare da lei, in realtà non ha bisogno di niente. Continua così e alla fine vincerai.” Di solito queste persone hanno buone intenzioni. Non lo fanno per danneggiare il bambino, ma è quello che in realtà che stanno facendo. Potete dire tutto quello che volete. Dite: “Io lascio piangere mio figlio, e sta bene”. Non vi credo. Credo che stiate ammaestrando vostro figlio come un animale. Credo che i vostri bambini si siano arresi. Non hanno magicamente imparato ad “autoconsolarsi”, solo immaginano che vi faccia schifo fare i genitori di notte. VOI sarete vecchi un giorno, o vi troverete in una situazione di bisogno, forse anche prima di allora. Vedrete come ci si sente se altre persone vi dicono cosa provate o cosa non provate, e come esprimerlo. Vedrete come ci sente se i vostri sentimenti vengono ignorati e trovano accoglimento solo i bisogni che LORO ritengono validi. Vedrete come ci si sente ad essere trattati ancora meno degli animali, persone da addestrare. Qualcuno che deve perdere, così loro possono vincere. Un bambino ha ancora meno capacità di capire queste cose, così la prossima volta che il vostro bimbo inerme piange, ricordate che sta piangendo per un motivo. Anche solo essere abbracciato è un BISOGNO reale. Se vi è mai capitato di vedere cosa succede ai bambini negli orfanotrofi stranieri che non vengono mai presi in braccio o a cui nessuno parla mai, capirete l’incredibile importanza del contatto umano. È così semplice…

Potrei proseguire per giorni con altri milioni di motivi, ma vi lascio con solo alcune risorse, e un semplice avvertimento. La prossima volta che sentirete dire “Lascialo/lasciala piangere”, pensateci due volte. Non vi pentirete mai di esserci per vostro figlio.

Edit: Mi è stato fatto notare che ho condannato CIO/sleep training senza aver offerto delle alternative. Ma i link qui sotto sono spariti? Comunque, ne aggiungo altri.

Pinky McKay ha fatto un eccellente lavoro di riassunto dei reali danni che il “pianto controllato” può causare. Questo è un must da leggere sull’argomento! http://www.naturalchild.org/guest/pinky_mckay.html

Il dr. Sears è un’altra grande fonte. Se avete un bambino con problemi di sonno, o volete semplicemente saperne di più sul sonno dei bambini in generale, dategli un’occhiata! http://www.askdrsears.com/html/7/T070100.asp

La Soluzione del Sonno Senza Pianti: http://www.pantley.com/elizabeth/books/0071381392.php Molti begli articoli sul sonno: http://www.naturalchild.org/articles/sleeping.html

Sentitevi liberi di commentare! In questo momento sono abbastanza stanca, ma è difficile trovare il momento in cui sono riposata E ho tempo di scrivere

***ATTENZIONE! Molto importante. Voglio chiarire che la storia sopra raccontata è vera solo per metà e le ho dato una diversa angolazione che facesse riflettere. Purtroppo sono stata davvero molto malata e inerme, ma mio marito non mi ha MAI trascurata o maltrattata in nessun modo. Ho voluto far sì che le persone potessero riflettere. Se qualsiasi altra persona (malata, ferita, anziana) fosse stata trattata nei modi descritti, tutti ne sarebbero stati disgustati. Il fatto che i bambini vengano “addestrati” in questo modo prova che i bambini sono ancora visti meno di persone, come esseri inferiori con bisogni e sentimenti non validi, anche se chi se ne prende cura probabilmente non si rende conto di cosa sta facendo.

Voglio aggiungere inoltre che se un genitore sta per raggiungere il “punto di rottura” e deve mettere giù il bambino in un posto sicuro e lasciare brevemente la stanza per riprendere il controllo di sé, questo è MOLTO diverso. Ciò è essenziale per prevenire un break mentale del genitore ed eventuali danni al bambino. Non sentitevi colpevoli se vi trovate in momenti come questo. Si tratta di una situazione completamente diversa rispetto a lasciare il bambino piangere, urlare, persino vomitare da solo al buio in una sorta di regolare piano di “addestramento”.


Traduzione di Chiara Pagliarini.

Link al testo originale: http://womanuncensored.blogspot.com/200 ... r-cry.html



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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Gallura » 1 luglio 2011, 10:22

Comunque a me sembra una grande esagerazione.....quando si esagera negli opposti non va mai bene. Ogni genitore sceglie il meglio per sè e per i propri figli, il terrorismo psicologico non va mai bene.

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da aleda » 1 luglio 2011, 10:25

credo sia volutamente esagerato.
Infatti l'ho postato qui perchè mi piacerebbe discuterne.
Anch'io ho avuto l'impressione che fosse esagerato alla fine, ma è il punto di vista che mi colpisce

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Gallura » 1 luglio 2011, 10:28

Mah, guarda, i miei figli dormono nella loro stanza perchè li ho abituati fin da piccoli assecondando il loro bisogno di sonno....avrò avuto anche fortuna ma se li avessi abituati a dormirmi addosso perchè erano così piccoli avrebbero sicuramente bisogno di me per dormire.

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da fortunalight78 » 1 luglio 2011, 10:35

Io sono d'accordo con l'autrice: non sono mai riuscita a non ascoltare un pianto e sono contenta di averlo fatto perche' ogni volta c'è sempre stato un motivo dietro ad ogni lacrima... Con la piccina sono riuscita a capire che c'era un'infezione alle vie urinarie osservandola bene mentre piangeva se l'avessi etichettato come pianto senza ragione ci sarei arrivata molto dopo.
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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da padme » 1 luglio 2011, 10:39

al di là del tono esagerato, alcuni concetti li condivido.
Ad esempio il concetto del non addestrare il proprio figlio come una animale. Crudo, ma penso proprio che in qualche modo si tratti di un addestramento pavloviano.
Piange, non rispondo allo stimolo, prima o poi cesserà di piangere perchè non trova risposta.
Nei primi mesi di vita non esistono capricci, esistono solo bisogni e per conto mio, vanno corrisposti con il massimo della disponibilità.
Si dice che a fare il contrario i bambini prendano vizi.
Non penso che sia vero.
Ripenso al percorso con mio figlio, nei primi mesi sempre in braccio, allattato fino a quasi 3 anni, il lettino accanto al lettone fino a poco tempo fa (questo anche per questioni logistiche).
Beh, a parte un paio di giorni per togliere la tetta, su tutti gli altri aspetti è stato un impulso interno a fargli cercare l'autonomia. E' una cosa naturale in ogni bambino.
A me piace aver lasciato che ci arrivasse da sè.
Spannolinato a 2 anni e 2 mesi, subito e senza alcun problema. Anzi è stato lui a chiedere di togliere il pannolino di notte.
Meno di un mese fa ci ha chiesto di andare a dormire da solo in cameretta. A 4 anni era ora, direte voi: beh a me piace che l'abbia scelto lui, si è sentito molto fiero.
Come di andare a dormire da solo a casa dei nonni, l'ha chiesto lui la scorsa settimana.
Insomma non è che consolandolo per i suoi pianti, soccorrendolo nei suoi bisogni, lasciando fare ai suoi tempi, si sia indebolito. A me pare anzi parecchio sicuro di sè e fiducioso.
La vita è come andare in bicicletta, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da paperish » 1 luglio 2011, 10:42

Io quoto Gallura.

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da padme » 1 luglio 2011, 10:49

se li avessi abituati a dormirmi addosso perchè erano così piccoli avrebbero sicuramente bisogno di me per dormire.
non ne essere così certa.
Mio figlio l'ho tenuto nel lettone da quando siamo tornati dall'ospedale, ma ha fatto subito capire che voleva starsene nel suo spazio separato da noi. Accanto, ma separato, prima culletta e poi lettino. Non ha MAI voluto dormire dentro il lettone, si vede che gli davamo fastidio.
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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da paperish » 1 luglio 2011, 11:08

padme ha scritto: Non ha MAI voluto dormire dentro il lettone, si vede che gli davamo fastidio.
Anche il mio.

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Dony8868 » 1 luglio 2011, 11:59

padme ha scritto:Insomma non è che consolandolo per i suoi pianti, soccorrendolo nei suoi bisogni, lasciando fare ai suoi tempi, si sia indebolito. A me pare anzi parecchio sicuro di sè e fiducioso.
Quoto. Anche i miei, sempre consolati quando andavano consolati, sempre cercato di rispondere prontamente al loro pianto (compatibilmente con le esigenze dei fratelli maggiori quando si trattava del 2°-3° e 4^, qualche volta è capitato di non accorrere immediatamente perchè era materialmente impossibile), tenuti nel lettone e/o in camera con noi finchè l'hanno desiderato loro (i 3 maschi poco, perchè loro stessi hanno iniziato a dormire tutta la notte molto presto, la piccola fino a 3 anni ed oltre), 2 su 4 allattati fino a 3 anni ... Eppure devo dire che hanno "rispettato" le varie tappe dell'inidipendenza senza grossi problemi, anzi, l'inizio della materna che tutti mi prospettavano chissà che tragedia è stata invece una passeggiata per tutti e 4 ... Lo stettamento della piccola, che è stata la più tettomane di tutti, si è risolto in 2 giorni ... Ora dorme nel suo lettino in camera con i fratelli e ci è rimasta dal giorno in cui glielo abbiamo montato, tutta la notte a meno che non sia malata ...


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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da HSC » 1 luglio 2011, 12:01

fortunalight78 ha scritto:Io sono d'accordo con l'autrice: non sono mai riuscita a non ascoltare un pianto e sono contenta di averlo fatto perche' ogni volta c'è sempre stato un motivo dietro ad ogni lacrima...
Sono d'accordo.

"lascialo piangere" è troppo comodo.
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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Dony8868 » 1 luglio 2011, 12:03

padme ha scritto:Mio figlio l'ho tenuto nel lettone da quando siamo tornati dall'ospedale, ma ha fatto subito capire che voleva starsene nel suo spazio separato da noi. Accanto, ma separato, prima culletta e poi lettino. Non ha MAI voluto dormire dentro il lettone, si vede che gli davamo fastidio.

Ecco, anche i miei 3 maschi me li sono tenuti nel lettone dal giorno del rientro dall'ospedale, esattamente come ho fatto anche per la bimba ... eppure loro a 3-4 mesi hanno iniziato a dormire tutta la notte e li ho messi nel lettino in cameretta dove poi hanno sempre dormito, senza mai richieste di venire nel lettone, mentre lei è rimasta nel lettone fino a 3 anni e poi nel lettino in camera con noi fino a 4 (va bè questo anche perchè noi non ci decidevamo a prepararle il suo letto in cameretta, a dire il vero però dai 3 anni ha iniziato a non svegliarsi più di notte). Come vedi io ho iniziato uguale per tutti e 4, una ha fatto diversamente dagli altri 3 ...


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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da chiara_66 » 1 luglio 2011, 12:08

Non ho mai lasciato piangere i miei figli per farli dormire. Avevo trovato una tecnica di addormentamento dolce. Mi dava l'idea che seguire il metodo Estevill volesse dire fargli credere che se piangeva ed aveva bisogno di me io non c'ero.
Comunque i miei figli se di notte hanno bisogno sanno che possono venire nel nostro letto. Oppure chiamano e vado io nel loro.
Mentre di giorno il discorso è diverso, Anna è una piagnona incredibile, soprattutto quando ci sono io.

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Sandra68 » 1 luglio 2011, 12:38

concordo anche io con l'autrice; io di figli ne ho due e hanno un rapporto con il sonno completamente diverso. La bambina grande ha sempre dormito prima nella culletta o lettino accanto a noi, poi nella sua cameretta, con pochissimi risvegli e un ottimo rapporto con il sonno; il secondo bimbo dorme spesso e volentieri sulla mia schiena, quando era piccolissimo si svegliava anche ogni ora la notte, mentre durante il giorno è sempre stato un bambino vivacissimo, ma meno impegnativo. Non l'abbiamo mai fatto piangere a lungo, ogni sera lo accompagno nel suo lettino, se riesce ad addormentarsi e non si sveglia lo lascio tranquillo lì, se capita che ha bisogno del contatto fisico (mamma mi tenghi la mano?) a due anni e mezzo lo porto nel lettone e via!

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da sore72 » 1 luglio 2011, 13:08

bé è un po' la discussione presa altre volte sullo spunto di "estevill"
io sono stata in botta e confusione totale , e forse ancora adesso ho idee contrastanti a volte mi dico "ma come cavolo vi ho abituati" quando ci ritroviamo in 4 +gatto nel lettone, a volte mi intenerisco e mi sento una cacca "ma certo amore è giiusto che vieni se hai bisogno di me!"
il mio primo bambino ha sempre pianto come un matto fin dal 1 giorno all'ospedale, quando arrivavano i bambini con le culline riconoscevo il suo strillo d'aquila già dal corridoio, le infermiere mi guardavano e mi dicevano "tanti auguri signora" , non ha mai smesso di piangere ...!!! in braccio cullato coccolato ore e ore e ore e quando lo mettevo giù pochiminuti di sollievo e via rieccolo
ai giardini camminavo con lui nel marsupio spingendo la carrozzina vuota "signora così l'ha già abituato, io la mia l'ho lascita piaangere 2 ore alla fine ho vinto io!"
e via discorrendo
adesso ha quasi 5 anni, e quando si sveglia la notte se ne senti il bisogno viene nel lettone e io non lo mando via
il piccolo ha iniziato a piangere insistentemente solo a 6 mesi , ma ora che ha quasi 2 anni si sveglia e piange e chiama mamma 5/6 volte finché gli pare, ogni volta lo prendo in braccio lo coccolo ecc...
a volte sono nervosissima, stanca, batto i pugni sul letto urlando dentro di me "ma perché???? che ho fatto di male??? " poi mi rispondo "non so, però neanche lui piccolo ha fatto niente di male perché mai dovrei privarlo de conforto delle mie carezze?"

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