lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da padme » 1 luglio 2011, 13:13

eh ma infatti... ogni situazione ha tante variabili.
non si può concludere che assecondando i suoi bisogni di neonato e bambino piccolo un figlio debba crescere viziato o dipendente.

Mio figlio ha deciso da solo a 4 anni di dormire in cameretta? Bene, dal giorno che ha deciso ci ha dormito e stop. una notte aveva sete e si è svegliato, l'ho trovato che si aggirava al buio in cucina per cercare l'acqua, e neppure ci aveva svegliati!


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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da chiara_66 » 1 luglio 2011, 13:15

sore72 ha scritto: il mio primo bambino ha sempre pianto come un matto fin dal 1 giorno all'ospedale, quando arrivavano i bambini con le culline riconoscevo il suo strillo d'aquila già dal corridoio, le infermiere mi guardavano e mi dicevano "tanti auguri signora"
Mi hai ricordato di un bimbo che è nato lo stesso giorno di Raffaele. Il mio mai un pianto, questo invece sapevi esattamente in che stanza stava perché piangeva sempre. :abbr:

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Gallura » 1 luglio 2011, 14:15

Ma Estevill o chi per lui non dice "lasciateli piangere"....dice andate a vedere se il bambino ha fame, sete, dolore e se non è così consolatelo (con ciuccio) e lasciatelo tranquillo, se ripiange andate ancora (e non è necessario aspettare chissà quanti minuti). Come al solito le mamme che hanno i bambini che dormono o devono essere state fortunate o sono arpie con i figli traumatizzati.

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Dony8868 » 1 luglio 2011, 15:06

Gallura, ma allora a che pro ... sinceramente "costringermi" a lasciarlo lì nel lettino piangente, quando magari lui non aspetta altro che di essere preso in braccio e di sentire il contatto con me, perchè alla fine se non è fame/sete/dolore è "solo" quello che chiedono ... non ce la farei mai ... ma chissenefrega di abituarlo al lettino, alla fine nel loro letto ci dormono tutti, ci dorme pure mia figlia di 4 anni che fino a 3 ha dormito nel lettone con noi attaccata alla mia tetta!


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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da brusytoby » 1 luglio 2011, 23:03

ci sono diverse teorie ossia chi reputa che ci siano dei passi da fare e degli step da conseguire es si beve dalla tazza, non si usa il ciuccio, si elimina il passeggino, si mangia da solo in un certo modo, ci si veste da solo, ci si lava da solo, si dorme nel proprio letto....e poi c'e' chi ha la teoria del "prima o poi lo fara'" quindi ecco i bambini con il ciuccio a 5 anni, bambini che bevono il latte con il bibe fino a 8 anni, bambini in passeggino a 3 anni, bambini che a 4/5/6 anni non si vestono da soli, bambini che a 4 anni dormono nel lettone..... ognuno sposa la teoria che piu' lo convince, io non so se sia meglio una o l'altra, a me d' istinto piace piu' l'approccio che ad ogni eta' corrisponde uno step da raggiungere di autonomia quindi a me i bambini di 6 anni non autonomi nel vestirsi, nel lavarsi, con il bibe.....non convincono ed io ho agito con mio figlio nello spingerlo ad un'autonomia sempre maggiore.....
per il dormire il mio dai 4 anni in poi (ora ne a 9 ) si sveglia tutte le notti (ora solo 1 o 2 volte) e mi viene a chiamare, dai 4 ai 6 si svegliava anche 4/5 volte, pero' io non patisco la mancanza di sonno, ad ogni risveglio lo rimettevo giu con due coccole nella sua camera ed io come un'automa mi riaddormentavo.....

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da silviaper » 1 luglio 2011, 23:50

Al di là dei singoli casi, quello che mi sembra importante che si capisca è che il bisogno di coccole NON è un bisogno meno importante della fame o del freddo e, in secondo luogo, che sta nella natura delle cose che nei primi mesi o anni di vita i bambini possano avere un sonno irregolare. Doodiché ognuna gestirà i bisogni del bambino e i propri come meglio riterrà, chi "tollerando" bambini nel lettone, chi "tollerando" di lasciar piangere un po'.
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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Clizia » 2 luglio 2011, 8:50

E' interessante anche vedere come le teorie cambino nel tempo. Ho un libro di puericultura che mia mamma ha comprato prima che io nascessi (anni '70) e sembra scritto da Erode in persona: no ai "vizi", pochissimo in braccio, mai nel lettone, ecc.
Adesso va per la maggiore la teoria apposta che io condivido perchè cerco di "mettermi nei suoi panni" e non ce la faccio proprio a lasciarlo piangere.

Però mi chiedo: come si fa a essere comprensivi, contentivi, affettuosi, ecc. senza trasformare il proprio figlio in un tiranno egocentrico e maleducato?
Ad un certo punto qualche limite bisognerà pure darlo, no?
Perchè se trovo inaccettabile lasciare piangere un bambino finchè smette, trovo anche indispensabile che, ad un certo punto, capisca che ci sono delle regole, che si arrabbi perchè queste non si possono infrangere e che impari a tollerare e a gestire la frustrazione che ne deriva.
Quanto arriva questo momento? A che età, secondo voi?
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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da charmeuse » 2 luglio 2011, 9:29

Gallura ha scritto:Ma Estevill o chi per lui non dice "lasciateli piangere"....dice andate a vedere se il bambino ha fame, sete, dolore e se non è così consolatelo (con ciuccio) e lasciatelo tranquillo, se ripiange andate ancora (e non è necessario aspettare chissà quanti minuti). Come al solito le mamme che hanno i bambini che dormono o devono essere state fortunate o sono arpie con i figli traumatizzati.

Scusa, ma secondo te i bimbi hanno bisogno solo di essere sfamati, dissetati o curati se hanno dolore fisico? E l'amore? Le coccole, il contatto fisico? Forse quando sono così piccoli hanno più bisogno di essere accolti tra le braccia della mamma e starci!

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da charmeuse » 2 luglio 2011, 9:34

brusytoby ha scritto:ci sono diverse teorie ossia chi reputa che ci siano dei passi da fare e degli step da conseguire es si beve dalla tazza, non si usa il ciuccio, si elimina il passeggino, si mangia da solo in un certo modo, ci si veste da solo, ci si lava da solo, si dorme nel proprio letto....e poi c'e' chi ha la teoria del "prima o poi lo fara'" quindi ecco i bambini con il ciuccio a 5 anni, bambini che bevono il latte con il bibe fino a 8 anni, bambini in passeggino a 3 anni, bambini che a 4/5/6 anni non si vestono da soli, bambini che a 4 anni dormono nel lettone..... ognuno sposa la teoria che piu' lo convince, io non so se sia meglio una o l'altra, a me d' istinto piace piu' l'approccio che ad ogni eta' corrisponde uno step da raggiungere di autonomia quindi a me i bambini di 6 anni non autonomi nel vestirsi, nel lavarsi, con il bibe.....non convincono ed io ho agito con mio figlio nello spingerlo ad un'autonomia sempre maggiore.....
per il dormire il mio dai 4 anni in poi (ora ne a 9 ) si sveglia tutte le notti (ora solo 1 o 2 volte) e mi viene a chiamare, dai 4 ai 6 si svegliava anche 4/5 volte, pero' io non patisco la mancanza di sonno, ad ogni risveglio lo rimettevo giu con due coccole nella sua camera ed io come un'automa mi riaddormentavo.....

A parte il fatto che lasciare fare come dici tu non coincide necessariamente a bambini che a 8 anni hanno ancora il bibe a tre con il passeggino ect ect.
Seguire l'istinto non vuol dire crescere dei selvaggi eh!
Magari un po' di empatia e di comprensione per i VERI bisogni dei cuccioli significa rispetto della loro persona. Fiducia nel loro essere.
Io ho visto mamme quasi scandalizzate alla vista di un bimbo di 2 anni allatato al seno e per niente stupite di un bimbo di 4 anni con il ciuccio o il bibe.
Se si rispettanto i bisogni dei bimbi e si accolgono facendoli sentire importanti, è molto difficile che a 8 anni bevano ancora con il bibe, forse non lo hanno mai usato!

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da charmeuse » 2 luglio 2011, 9:46

Clizia ha scritto:E' interessante anche vedere come le teorie cambino nel tempo. Ho un libro di puericultura che mia mamma ha comprato prima che io nascessi (anni '70) e sembra scritto da Erode in persona: no ai "vizi", pochissimo in braccio, mai nel lettone, ecc.
Adesso va per la maggiore la teoria apposta che io condivido perchè cerco di "mettermi nei suoi panni" e non ce la faccio proprio a lasciarlo piangere.

Però mi chiedo: come si fa a essere comprensivi, contentivi, affettuosi, ecc. senza trasformare il proprio figlio in un tiranno egocentrico e maleducato?
Ad un certo punto qualche limite bisognerà pure darlo, no?
Perchè se trovo inaccettabile lasciare piangere un bambino finchè smette, trovo anche indispensabile che, ad un certo punto, capisca che ci sono delle regole, che si arrabbi perchè queste non si possono infrangere e che impari a tollerare e a gestire la frustrazione che ne deriva.
Quanto arriva questo momento? A che età, secondo voi?
Certamente non a un anno e comunque è difficile "fissare" una data: troppe volte pretendiamo che i bambini rientrino negli standard dimenticando che un bimbo è UNICO. Diverso dagli altri, con i suoi tempi i suoi bisogni ect ect.
A me sembra veramente ridicolo pretendere che un bimbo di due anni capisca che (faccio un esempio) non si cammini scalzi in cortile. O si chieda scusa o che so, non si urli la mattina presto.
Non so se riesco a farmi capire, ma comunque non significa lasciarli andare per conto loro, non intervenire o altro. La presenza della mamma è fondamentale, ma a volte accompagna solo il piccolo nella crescita, a volte lo distrae da una cosa pericolosa, a volte spiega i motivi per cui non si può fare una determinata cosa.
Io vedo tanti genitori con aspettative ESAGERATE sui propri figli: che dormano la notte e non si sveglino quando sono appena nati (mamme che hanno smesso di allattare di notte e sono passate al bibe vantandosi di <come dorme adesso>) e tante altre cose relative al comportamento.
Poca voglia di dedicarsi veramente ai propri figli, infastidite e vogliose di scaricarli ect ect.
Il mio è un discorso moooolto generico, ovviamente, ma mi capita, eccome se mi capita (anche però di sentire mamme disponibili e attente eh!).

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da biscotto » 2 luglio 2011, 9:47

solo una volta e di recente,attorno ai 19 mesi l'abbiamo fatto piangere io e mio marito,speravamo si addormentasse,un 10 minuti credo,poi sono salita al piano superiore,mi sono sentita una cacca di madre,vomito in tutta la stanza,piangeva perchè stava male :(

nei miei figli,il pianto indica sempre qualcosa e non è mai stato utile farli piangere.

anche mio figlio grande non ha mai voluto stare nel letto con noi,ora che ha 7 anni vorrebbe!!

mentre il piccolo,cozza da subito!!
Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà. (Epitteto).

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da katchan » 2 luglio 2011, 14:14

io quoto Charmeuse

e poi vorrei dire che bisogna fare un distinguo tra un neonato che piange perchè ha un bisogno (che è ANCHE il bisogno di affetto) e un bimbo grande con cui puoi anche avere una interazione...e cmq non "faccio piangere" nemmeno lui

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da padme » 2 luglio 2011, 17:22

quoto anch'io Charmeuse, ha espresso molto bene ciò che penso anch'io.

E poi... insomma è questione di empatia, di sentire.
Un cucciolo di qualunque specie ha bisogno di nutrimento, protezione, coccole, amore.
lo cerca stringendosi il più possibile alla madre, che lo asseconda.
Poi quando è il momento giusto, diverso pecie per specie, avviene il distacco.

Quando era piccolo - che so? almeno fino all'anno e mezzo - ho cercato di lasciar piangere mio figlio meno possibile. Poi man mano che ha imparato ad esprimere i suoi bisogni e a manifestarmeli diversamente, allora l'ho anche lasciato piangere, certo che ad un certo punto subentra anche il pianto per capriccio. Ma non quando è un neonato, e neppure quando ha un anno, secondo me.
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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da Valentina72 » 2 luglio 2011, 18:39

Un mio amico è uno zingaro rom, cresciuto nelle roulotte e baracche dei campi nomadi, che ha avuto un certo successo come musicista, tanto da potersi comprare una casa tutta per sé e la per la famiglia.
Su consiglio degli amici non rom, e delle consuetudini sociali, ognuno aveva la sua cameretta: una grande per i genitori, una per ogni fratello e sorella con relativi coniugi.
La prima notte nella nuova casa, ognuno è andato a dormire nella sua stanza, solo soletto. "Dopo qualche ora a girarsi e rigirarsi nel letto - mi ha raccontato il mio amico - mi sono alzato e sono uscito dalla mia camera. Nel corridoio ho trovato mia madre, anche lei stranita dalla situazione. Abbiamo deciso che non aveva senso dormire da soli e che si stava meglio a dormire tutti insieme o almeno con qualcuno".
:mrgreen:

In realtà quello che a noi sembra il modo normale di dormire (padre e madre separati dai figli) è solo il modo di dormire che si è diffuso nel mondo occidentale e solo negli ultimi secoli. Altrove, e in passato anche da noi, si dorme e si dormiva in gruppo, e i figli dormono con i genitori senza per questo venir su "viziati" o altre definizioni denigratorie del genere.

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Re: lasciar piangere (lungo ma mi piacerebbe parlarne)

Messaggio da padme » 2 luglio 2011, 19:52

Che forte Valentina...

Io pure ora abito in un casolare di campagna. Siamo io, marito e figlio.
Non tantissimo tempo fa, diciamo fino agli anni '60... nello stesso spazio ci abitavano 3 famiglie con relativa figliolanza (abbondante).
Chissà in quanti dormivano nella stessa stanza!
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