ABORTIVITA’ SPONTANEA RICORRENTE

Quando il sogno di gravidanza si infrange, quando scegliamo l'IVG e poi la nostra anima si lacera, quando il nostro bimbo torna in Cielo a giocare tra gli Angeli.

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calzini
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ABORTIVITA’ SPONTANEA RICORRENTE

Messaggio da calzini » 10 marzo 2005, 11:32

Cara Micky,
mi dispiace tanto per tutto il dolore che stai vivendo e che hai vissuto.
Non so che tipo di esami avete fatto, ti riporto delle cose che mi ero salvata sul piccì, magari potrebbero esserti utili.
Ti abbraccio

ABORTIVITA’ SPONTANEA RICORRENTE
A cura del Dott. Andrea Ciavattini (Ricercatore Universitario, Clinica Ostetrica e Ginecologica), del Dott. Andrea Doga (Cultore della Materia, Clinica Ostetrica e Ginecologica).
Università degli Studi di Ancona, c/o Azienda Ospedaliera “G. Salesi”, via F. Corridoni 11, 60123 Ancona (tel. 071-36745, fax 071-36575)

L’aborto spontaneo è la più comune complicanza della gravidanza ed é causa di impegno non solo di ordine strettamente medico. Implica un coinvolgimento della donna e della coppia con risvolti di ordine psicologico; un aborto sporadico e recidivante é un’esperienza emotivamente sconvolgente per le coppie che desiderano un bambino: sono frequenti sentimenti di sconforto, impotenza con sensi di colpa con conseguenze anche sul rapporto di coppia.
Per aborto spontaneo si intende la perdita di una gravidanza clinicamente riconosciuta entro il 180° giorno di amenorrea e si calcola che questo evento si verifichi nel 10-40% delle gravidanze. Tale stima presenta un’ampia variabilità perché diversi sono i tempi e le tecniche impiegati nel riconoscere precocemente una gravidanza. Infatti solo il 30% dei concepimenti raggiunge la vitalità, con un’interruzione presunta del 50% prima della mancata mestruazione (1).
Un aborto può presentarsi come minaccia d’aborto quando è presente un sanguinamento proveniente dalla cavità uterina; l’aborto può essere inevitabile, completo o incompleto, a seconda della totale o parziale espulsione del tessuto embrionale dalla cavità uterina. Per aborto silente o interno si intende l’assenza di attività cardiaca non compatibile con l’epoca gestazionale o la successiva cessazione. Si definisce blighted ovum o gravidanza aembrionale la gravidanza non seguita da uno sviluppo embrionario.
L’elevata incidenza dell’abortività spontanea sembrerebbe dovuta ad una difficoltà di sviluppo dell’embrione nella sua fase più delicata per un’anomalia intrinseca all’embrione stesso. Infatti la maggior parte di tali perdite sembra dovuto a cause cromosomiche o genetiche dell’embrione. Concepimenti con una alterazione cromosomica sono presenti nel 60% degli aborti avvenuti prima della 8° settimana di gestazione (2).
Un aborto è definito ricorrente in presenza di 3 o più eventi clinicamente accertati, con o senza una precedente gravidanza con parto vitale. Si calcola che si manifesti nello 0,3% di tutte le gravidanze (3, 4, 5, 6) anche se il dato è fortemente sottostimato (7).
Tutti concordano sulla opportunità d'intraprendere un iter diagnostico in presenza di abortività ricorrente, al fine di riuscire ad individuare le possibili molteplici cause che essa sottende. Questa esigenza nasce anche dalla conoscenza dell'elevato rischio di ulteriori aborti a cui sembra predisporre una precedente gravidanza interrottasi spontaneamente; come indicano numerosi dati, sulla base d'indagini epidemiologiche, il rischio di abortività in una successiva gravidanza è di:
- 24% dopo un aborto
- 30% dopo due aborti
- 35% dopo tre aborti
- 40% dopo quattro aborti spontanei consecutivi (8).
Pertanto alcuni ritengono più adeguato intraprendere l'iter diagnostico già dopo 2 aborti spontanei consecutivi (aborto ripetuto); lo stesso American College of Obstetrics and Gynecologists (ACOG) raccomanda attualmente di avviare la ricerca delle cause dopo una seconda perdita, specialmente in caso di :
- donne con età >35 anni (9)
- coppie con difficoltà al concepimento
- coppie ansiose di iniziare la ricerca della causa
- documentata attività cardiaca fetale prima di una successiva interruzione di gravidanza (10, 11, 12, 13).
Diversi fattori sono stati presi in considerazione come possibili cause di aborto ricorrente:
· anomalie genetiche e cromosomiche
incidenza : 3-6%
Attualmente si ritiene che le anomalie cromosomiche proprie del prodotto del concepimento rendano conto di più del 50% di tutti gli aborti isolati. Tale dato non ha nessuna correlazione con il cariotipo (mappa cromosomica) dei genitori.
Diverso è il caso dell’aborto ricorrente; in questa condizione un’anomalia cromosomica di cui uno dei partner è portatore (solitamente una traslocazione bilanciata), è la sola causa indiscussa di abortività ricorrente. Tutte le altre cause sono potenziali perché in associazione con l'evento aborto ricorrente, il che non significa necessariamente causa (14).
diagnosi: la sola anamnesi familiare non è sufficiente ad escludere la presenza di un'eventuale anomalia cromosomica; è necessario procedere ad uno studio più approfondito dei partner mediante analisi del cariotipo su sangue periferico nelle coppie che hanno una storia di abortività ricorrente. In futuro tecniche più avanzate di genetica molecolare consentiranno una migliore conoscenza delle numerose potenziali aberrazioni parentali che concorrono nel determinismo di aborti recidivanti (15).
· alterazioni anatomiche
incidenza: 10-15%
Le anomalie possono essere:
· congenite con difetti di fusione dei due dotti che danno origine all’utero (utero unicorne, utero bicorne, utero didelfo, utero setto, ...), anomalie vascolari (anomalia dell’arteria uterina), esposizione a dietilstilbestrolo nella vita intrauterina
· acquisite: sinechie uterine (per precedenti curettage o endometriti), leiomiomi, endometriosi-adenomiosi e incompetenza cervicale da trauma o da pregresso intervento alla cervice uterina.
diagnosi: principalmente strumentale con isterosalpingografia, isteroscopia e laparoscopia
· disturbi ormonali
incidenza: 10-20%
Le anomalie più frequentemente riscontrate sono: il diabete mellito, l'insufficienza della fase luteale e disfunzioni tiroidee (16, 17, 18).
· processi infettivi
incidenza: 5%
Comprendono infezioni da batteri, virus, parassiti. Riguardo alle infezioni batteriche da Mycoplasma hominis, Ureaplasma urealyticum e Chlamydia trachomatis ci sono dati molto contrastanti, che non permettono di evincere un nesso causale né di escluderlo. La causa fisiopatologica in grado di spiegare l'evento aborto in questi casi sarebbe l'endometrite (19). Le infezioni virali da Citomegalovirus , Rubeovirus, Herpes-virus, Coxsackie e Parvovirus B19 sono associate all’aborto spontaneo sporadico, ma non vi sono evidenze che si accompagnino all’aborto ricorrente (20).
· problemi immunologici
incidenza: 30-40%
In ben il 60% dei casi l’aborto rimanga inspiegato; il fattore immunitario sembra esserne responsabile in una buona percentuale dei casi: alcuni riportano una prevalenza dell'80%, altri la ritengono sovrastimata ritenendo più corretta una stima intorno al 30-40% dei casi.
Aborto autoimmune
E’ noto che le donne con una patologia autoimmune conclamata (es: lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, sindrome di Sjögren, sclerodermia, dermatomiosite) hanno un elevato numero di aborti. La presenza di anticorpi antifosfolipidi è la sola causa immunologica umorale scientificamente documentata di abortività ricorrente, associandosi ad un rischio dell’80% di perdita fetale; il meccanismo responsabile dell’esito infausto della gravidanza in donne con anticorpi antifosfolipidi è la trombosi dei vasi placentari col conseguente arresto dell’irrorazione del versante fetale. L’aborto potrebbe essere l’unica spia di un disordine immunologico che non si manifesta con una patologia immunitaria conclamata; la presenza di autoanticorpi potrebbe essere il segno laboratoristico di tale disturbo. Tali disordini andrebbero indagati in caso di abortività ricorrente e, in caso di positività, la gestione della gravidanza dovrebbe avere un approccio multidisciplinare.
Aborto alloimmune
I tessuti embrio-fetali e la placenta contengono antigeni di origine paterna, potenzialmente in grado di indurre una reazione immunitaria materna. La tolleranza materna al “trapianto fetale” è uno dei problemi più antichi della gravidanza. Molte sono le ipotesi ma ancora nessun fenomeno è stato provato essere il meccanismo in grado di proteggere l’unità feto-placentare. Qualora i meccanismi immunologici di protezione della gravidanza non si instaurino si parla di aborto alloimmune.
Nella esecuzione dell’iter diagnostico è bene ricordarsi della possibile multifattorialità causale dell’aborto ricorrente (necessità di completare il pannello di accertamenti proposti)
DIAGNOSTICA
Accertamenti clinico-strumentali nella valutazione della coppia con storia di aborto ricorrente:
1. anamnesi della coppia (età, storia clinica, stato sociale, eventuali terapie in atto, fumo, consumo di alcolici)
2. esame obiettivo ginecologico (visita bimanuale)
3. accertamenti strumentali
– Cariotipo sul sangue periferico dei genitori
– Ecografia transvaginale
– Isterosalpingografia, ISC (eventuale LSC)
– Test di funzionalità tiroidea (TSH, FT3, FT4)
– Glicemia
– SIC (sierologia immunitaria completa) con anticorpi antifosfolipidi (anti-cardiolipina, -fosfatidilcolina)
– Anticoagulante lupico (aPTT o veleno di vipera Russell)
– Conta delle piastrine
– Colture cervico-vaginali per Mycoplasma, Ureaplasma, Chlamydia
TERAPIA
La terapia dell’aborto spontaneo ricorrente riguarda ogni singola anomalia eventualmente individuata e pertanto si rimanda la trattazione al caso particolare.
Vogliamo menzionare il progesterone, a lungo impiegato in modo empirico e senza una dimostrata efficacia; esso sembrerebbe avere un ruolo nel trattamento del deficit lieve della fase luteale (cioé incapacità del corpo luteo a produrre progesterone); dimostrate sono anche le sue funzioni di miorilassante e di immunomodulazione (inibizione fagocitosi macrofagica, proliferazione dei linfociti, attività natural killer) (21).
Riguardo all’aborto su base immunologica storicamente l’utilizzo di Immunoglobuline endovena (Ig ev) nel trattamento della sindrome antifosfolipidica era legato alla terapia di altre condizioni autoimmuni. Il razionale per l’impiego di Ig ev nell’aborto ricorrente non è chiaro, comunque le Ig esercitano un effetto immunoregolatore mediante:
- legame di antiidiotipi ad idiotipi sul T cell receptor
- blocco dei recettori FC sulle APC (antigen presenting cells)
- inattivazione delle componenti del complemento
- aumentata funzione dei linfociti T suppressor
- controllo di un’eccessiva funzione dei linfociti B (22).
L’utilizzo di Ig ev pertanto trova impiego non solo nel trattamento della sindrome antifosfolipidica, ma anche dell’aborto ricorrente inspiegato.
Il dovere etico di ogni medico è di assicurarsi che le indagini e le procedure usate valgano il disagio, il costo ed i rischi a cui la coppia si deve sottoporre per affrontarle. Quindi la comprensione dei potenziali meccanismi coinvolti nella patogenesi dell'aborto spontaneo/ricorrente rappresenta il punto di partenza per una corretta valutazione del problema, razionalmente orientata verso un approccio diagnostico e terapeutico adeguato che tenga conto anche del rapporto costo/beneficio, sia per le pazienti sia per le strutture sanitarie.



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Messaggio da elenar » 10 marzo 2005, 13:33

Cara Micky,
io ho 31 anni, anzi a giugno 32, e a novembre ho perso il mio fagiolino per aborto interno alla 12° settimana, ti sono quindi vicina e ti abbraccio forte.

Per quanto riguarda la tua domanda la risposta di Calzini è sicuramente esauriente, volevo solo riportarti la mia esperienza: a novembre ho avuto il raschiamento e la mia gine (molto scrupolosa) mi ha detto che prima di riprovare con una nuova gravidanza preferiva farmi fare una serie di esami.

Ho fatto quindi esami del sangue: dosaggi ormonali, prolattina, tiroide, listeriosi, esami per verificare la fluidità del sangue, curva glicemica e insulina. Poi ho fatto una isteroscopia. Io e mio marito non abbiamo fatto gli esami di compatibilità genetica perchè io in gravidanza avevo già fatto la villocentesi e da quel punto di vista era tutto a posto.

A fine mese dovrei avere tutti i risultati e li porterò dalla gine e se tutto è a posto spero dopo le rosse dei primi di aprile di poter ricominciare a cercare una nuova gravidanza.

Magari la mia gine è stata un po' scrupolosa, ma io penso come te che la sufficienza di alcuni medici in caso di aborti non sia giustificata, penso che per quanto possibile sia giusto scavare e cercare di trovare (se esiste) il problema.

Ti auguro di rimetterti presto, se hai bisogno di qualsiasi cosa io sono qui.

Baci Elena

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Messaggio da Sabryfra » 10 marzo 2005, 14:29

calzini
importantizziamo la tua spiegazione?

grazie

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Zampalesta
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Messaggio da Zampalesta » 10 marzo 2005, 15:12

Per non perdere la tua risposta penso che sarebbe bene unirla alla domanda di jewl sul percorso per la poliabortività

calzini
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Messaggio da calzini » 10 marzo 2005, 17:40

Sabryfra ha scritto:calzini
importantizziamo la tua spiegazione?

grazie
Certo, nn c'è problema mando un Mp a Lilla.

calzini
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Messaggio da calzini » 10 marzo 2005, 17:52

Ragazze non so se vi interessa, ma ho trovato anche questo documento che avevo salvato sul piccì.
In pratica c'è scritto che gli aborti possono essere anche procurati da un alto contenuto di zinco negli spermini degli uomini.
Lo riporto


E' luogo comune considerare l'abortività della donna causata da problematiche esclusivamente ginecologiche. Non tutti sanno che esistono alcune patologie dell'apparato riproduttivo maschile che, creando alterazioni della cromatina nemaspermica, sono alla base di aborti ripetitivi.
Circa il 15% dell'abortività inspiegata riconosce una causa andrologica.
Una delle cause più frequenti di abortività è per esempio "l'eccesso di zinco" nel DNA degli spermatozoi, quando l'uomo è affetto da prostatite acuta o cronica, oppure quando la prostata è infiammata a causa dei numerosi microtraumi determinati dalla cattiva abitudine sessuale di trattenere l'eiaculazione per prolungare l'orgasmo (coitus reservatus o, più modernamente, sesso palestrato).
Lo zinco infatti, entrando a far parte delle protamine che compattano i ponti disolfuro del DNA degli spermatozoi, quando è in eccesso, impedisce una buona decondensazione delle catene genomiche e, di conseguenza, un cattivo appaiamento di queste con il DNA femminile una volta avvenuta la fecondazione dell'ovocita. La conseguenza di tutto ciò è l'aborto nei primi tre mesi di gravidanza o il verificarsi di uova anembrionate (blighted ovum).
Le altre patologie andrologiche che possono determinare alterazioni dello zinco sono soprattutto quelle che provocano fenomeni congestizi al livello dell'apparato genitale maschile, come per esempio il varicocele.

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Messaggio da Criceto » 11 marzo 2005, 11:19

Grazie ragazze per questo topic! era proprio quello che volevo.. grazie mille anche i vostri consigli! sono importantissimi per me.. i miei mi dicono di non informarmi che devo lasciar fare ai medici ma invece credo sia importante avere le idee chiare..
un abbraccio
Michy

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Messaggio da calzini » 11 marzo 2005, 14:34

mimeren ha scritto:Grazie ragazze per questo topic! era proprio quello che volevo.. grazie mille anche i vostri consigli! sono importantissimi per me.. i miei mi dicono di non informarmi che devo lasciar fare ai medici ma invece credo sia importante avere le idee chiare..
un abbraccio
Michy
Michy fai benissimo, informati più che puoi.

In bocca al lupo :xxx :xxx :xxx

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Messaggio da loredana » 16 marzo 2005, 10:16

Cara Calzini a proposito dello zinco hai letto anche come si fa a dosare la quantità, attraverso lo spermiogramma?


grazie
LORY

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Messaggio da calzini » 18 marzo 2005, 9:41

loredana ha scritto:Cara Calzini a proposito dello zinco hai letto anche come si fa a dosare la quantità, attraverso lo spermiogramma?


grazie
A dire il vero no.
Dammi un pò di tempo, provo a fare qualche ricerca più approfondita e vediamo se trovo qualcosa.
Cmq credo che basti dire al proprio andrologo che si vuole fare questa ricerca e lui saprà come fare.

Spero di trovare qualcosa.

Un bacio Carola.

placa
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Messaggio da placa » 21 febbraio 2006, 23:33

Ho letto velocemente quindi magari dico cose che già sapete.
Tra gli accertamenti da fare non ho visto il pannello genetico della trombofilia che controlla la presenza del fattore II e V di coagulazione del sangue e mutazioni dell'MTHFR
Ve lo dico perchè la causa dei miei aborti è stata trovata in questo esame. Se volete vi dò i dettagli di questo tipo di esame e sulla patologia.

jewel
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Messaggio da jewel » 16 marzo 2006, 21:49

PLACA: informaci pure!
"ANCHE SE POSSIAMO GUARIRE DALLA SOMARAGGINE LE FERITE CHE ESSA CI HA INFLITTO NON RIMARGINANO MAI DEL TUTTO. QUELL'INFANZIA NON E' STATA DIVERTENTE E RICORDARLA NON LO E' DI PIU'..." Pennac

placa
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Messaggio da placa » 21 marzo 2006, 22:11

Non mi sono connessa per un po' e leggo solo ora.
Negli ultimi anni da degli studi effettuati si è scoperto che ci sono dei geni presenti nel ns DNA, e precisamente il Fattore II, il Fattore V di Leiden e l'MTHF che possono avere delle mutazioni ereditarie, che causano un malfunzionamento enzimatico e rendono il sangue + denso aumentando il rischio di ictus, infarto, poliabortività e invecchiamento di placenta precoce durante la gravidanza.
Non vi propino le percentuali di stima della presenza di questi geni mutati ma vi posso dire che sono abbastanza alte (intorno al 15% della popolazione e x alcune mutazioni anche il 40%)), il problema è che non sempre vengono diagnosticate. La diagno avviene tramite un prelievo di sangue a cui va fatto l'esame del dna cercando questi geni e se sono presenti mutazioni enzimatiche rispetto alla norma.
L'MTHFR crea anche una carenza di acido folico e vitamina B, portando anche problemi aggiuntivi in un eventuale gravidanza, se invece viene diagnosticato basta integrare le vitamine non assimilate dall'organismo.
La cosa ancora non chiara che a volte queste mutazioni possono restare anche asintomatiche ma quando avvengono delle cause scatenanti tra cui si ipotizzano forti febbre, una gravidanza. In ogni caso se avete avuto uno o + aborti e in famiglia ci sono casi di ictus, ischemie o infarti, forse è il caso di spendere qualche euro e fare un controllo (l'esame è a pagamento x quanto ne so io).

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Messaggio da jewel » 21 marzo 2006, 22:41

placa ha scritto:Non mi sono connessa per un po' e leggo solo ora.
Negli ultimi anni da degli studi effettuati si è scoperto che ci sono dei geni presenti nel ns DNA, e precisamente il Fattore II, il Fattore V di Leiden e l'MTHF che possono avere delle mutazioni ereditarie, che causano un malfunzionamento enzimatico e rendono il sangue + denso aumentando il rischio di ictus, infarto, poliabortività e invecchiamento di placenta precoce durante la gravidanza.
Non vi propino le percentuali di stima della presenza di questi geni mutati ma vi posso dire che sono abbastanza alte (intorno al 15% della popolazione e x alcune mutazioni anche il 40%)), il problema è che non sempre vengono diagnosticate. La diagno avviene tramite un prelievo di sangue a cui va fatto l'esame del dna cercando questi geni e se sono presenti mutazioni enzimatiche rispetto alla norma.
L'MTHFR crea anche una carenza di acido folico e vitamina B, portando anche problemi aggiuntivi in un eventuale gravidanza, se invece viene diagnosticato basta integrare le vitamine non assimilate dall'organismo.
La cosa ancora non chiara che a volte queste mutazioni possono restare anche asintomatiche ma quando avvengono delle cause scatenanti tra cui si ipotizzano forti febbre, una gravidanza. In ogni caso se avete avuto uno o + aborti e in famiglia ci sono casi di ictus, ischemie o infarti, forse è il caso di spendere qualche euro e fare un controllo (l'esame è a pagamento x quanto ne so io).
esistono due tipi di mutazione MTHFR ...ora non ricordo più nello specifico (ma cercherò) un tipo è quello che crea poliabortività...l'altrop non dà problemi. Inoltre quasta mutazione, di solit, è associata a un livello di omocisteina alta...ma basta integrare la dieta con acido folico e vitamina B...di solit i gine non fanno afre quetso tipo di indagine. io l'ho scoperto per caso in quanmto stavo indagando su continui giramenti di testa e un neurologo davevro doc mi ha prescritto l'imposisbile tra cui anche questo esame dell'omocisteina a cui sono risultata positiva....

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Messaggio da jewel » 22 marzo 2006, 12:04

lA mutazione non pericolosa è quella eterozigote. La mutazione omozigote è pericolosa in quanto crea problemi tromboembolicie rischi di aborti

vi do dei link

http://www.eurom.it/medicina/um/2002/um18_2_41.html

http://forum.alfemminile.com/forum/pert ... danza.html
(in meritoa questo post vi dico che io avendo al mutazione eterozigote e l'omicisteina alta ho porattao a termine due graviadzne di cui uan gemellare , ossia di per sè rischiosa, quaidni sono al prova che la mutazione eterozigote non è un rischio)

http://digilander.libero.it/trombofilia ... teina.html
http://www.cercounbimbo.net/forum/index ... opic=13810
http://www.gravidanzaonline.it/medico_r ... sp?dom=451


se poi fate una ricerca su google troverete molte più informzioni
"ANCHE SE POSSIAMO GUARIRE DALLA SOMARAGGINE LE FERITE CHE ESSA CI HA INFLITTO NON RIMARGINANO MAI DEL TUTTO. QUELL'INFANZIA NON E' STATA DIVERTENTE E RICORDARLA NON LO E' DI PIU'..." Pennac

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