Corsi di educazione/addestramento: consigli sulla scelta

Cani, gatti, canarini, cricetini... le famiglie spesso accolgono molti animali tra le mura di casa o i giardini.

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Corsi di educazione/addestramento: consigli sulla scelta

Messaggio da lilo » 31 gennaio 2008, 19:24

Scuole a 6 zampe : consigli sulla scelta

E’ assodato che i mestieri legati alle attività cinofile sono in espansione e che esiste una vasta panoramica di corsi di educazione, addestramento, rieducazione comportamentale, attività agonistiche tra cui il proprietario può orientarsi.
La scelta non è semplice e capita spesso che le esigenze non vengano soddisfatte e che le aspettative dei proprietari vengano deluse soprattutto perché a fronte del pullulare di centri cinofili e istruttori non corrisponde una effettiva competenza e professionalità da parte degli operatori.


Il primo passo da compiere è informarsi il più possibile e non sottovalutare l’importanza della scelta: portare il cane a scuola significa innanzitutto impostare un rapporto con il proprio cane acquisendo una filosofia di lavoro.
Se la filosofia di lavoro è errata, se i consigli dati dagli esperti sono inadeguati (o peggio basati sulla coercizione e sulla sottomissione continua del cane) la convivenza con il proprio cane può diventare estremamente difficile, tanto che sono molti i cani che vengono abbandonati nei rifugi dopo essere passati per le mani di “consulenti cinofili”.
Se un cane “dominante” (le virgolette sono d’obbligo perché spesso i cani vengono “dominanti” solo perché esuberanti e non perché competono per le risorse) viene affrontato con la sopraffazione fisica può passare dalla “dominanza” all’ “aggressività da dominanza”.

La prima informazione che i proprietari di cani dovrebbero acquisire è che in Italia non esiste una regolamentazione e un albo per educatori cinofili, addestratori o comportamentalisti.
Di fatto chiunque può recintarsi un campetto, aprire una partita IVA (se dotato di particolare zelo) e “operare”. Non occorre autorizzazione e nessuno può perseguire a nessun titolo un improvvisato che dichiari di essere “educatore”. Tanti lavorano a domicilio o decidono di dare lezioni come hobby (a prezzi stracciati e con conseguenti risultati stracciati), spesso con una competenza e un’esperienza cinofila pari, se non inferiore, ai proprietari di cani stessi.

Il primo consiglio è: prima di decidere di frequentare un corso, decidete esattamente i vostri obiettivi.
Volete far diventare Pimpa una campionessa di agility? Desiderate impostare una serena convivenza con il vostro cane, instaurare un buon rapporto con lui e saperlo gestire nella vita quotidiana? Il vostro cane manifesta problemi comportamentali come aggressività o fobie?

La maggior parte dei proprietari cerca una figura di riferimento che insegni loro come vivere bene con il cane, come comunicare con lui, come gestirlo nella quotidianità, ma si ritrovano di fatto a seguire dei corsi di addestramento propedeutici alle discipline sportive

Esiste una differenza fondamentale tra “corso di educazione” e “corso di addestramento”.
Il corso di educazione, la cui figura di riferimento è l’educatore cinofilo, affronta tutte le tematiche legate alla convivenza tra cane e proprietario: è quest’ultimo che deve acquisire tutti gli strumenti per capire il suo cane e gestirlo nella quotidianità.

Gli strumenti dovrebbero essere sia teorici, che pratici.
Non è possibile istaurare una serena convivenza senza sapere come il cane ragiona, quali sono i meccanismi di apprendimento e il suo comportamento naturale. L’educazione deve necessariamente partire dalla conoscenza e dal rispetto della psiche del cane e un corso per proprietari non dovrebbe mai ridursi alla meccanica esecuzione di esercizi.
Nella parte pratica l’istruttore insegna innanzitutto come catalizzare l’attenzione del cane attraverso la comunicazione non verbale e verbale e attraverso l’uso del gioco. Il primo passo è quindi la costruzione del rapporto.
L’obiettivo di un corso non dovrebbe essere l’esecuzione del “seduto”, ma gli esercizi di educazione costituiscono semplici richieste che vanno inserite con un’ ottica di collaborazione finalizzata alla gestione di situazioni quotidiane.
Un “seduto-resta” con conduttore a distanza svolto nel campo non ha valenza pratica
quanto la stessa richiesta effettuata prima che il cane esca dal portone di casa o prima di “salutare” una persona.
Il lavoro di educazione dovrebbe svolgersi sia al campo che in contesto quotidiano: l’educatore è colui che vi insegna come gestire il cane in passeggiata o libero nei prati.

Ogni famiglia e ogni cane hanno esigenze diverse e il lavoro sarà tanto più efficace quanto il lavoro sarà individuale e personalizzato.
Il lavoro di gruppo in cui ogni conduttore lavora con il proprio cane presenta alcune pecche, la prima è che i cani hanno tempi di attenzione variabili e le attività proposte durante la lezione dovrebbero intercalare le varie attività (parte teorica, momento di socializzazione, gestione quotidiana, gioco, impostazione di nuovi esercizi, ripasso) in funzione di questo aspetto.
Il lavoro di gruppo inoltre è molto utile per una preparazione agonistica, ma non per la vita quotidiana in cui difficilmente si esce con file di cani che fanno esercizi al guinzaglio (capita più spesso di incontrare cani liberi, dietro i cancelli o che tirano al guinzaglio dei proprietari proprio come succede nel lavoro che l’educatore dovrebbe impostarvi nel contesto quotidiano).

Come scegliere il vostro educatore?

Prima di tutto girate diversi centri: non fermatevi al primo nominativo o all’educatore più vicino a casa.
Non abbiate innanzitutto timore di chiedere di visionare un curriculum vitae: se vi viene offerto un servizio dietro compenso è vostro diritto valutare se l’operatore ha una credibilità a livello di formazione e di esperienza. Chiedete all’educatore di mostrarvi come lavora con i suoi cani e osservate che rapporto ha instaurato con loro. Ogni istruttore tende a trasmettere il suo stile ai suoi alunni. Se lo stile non vi piace, se i cani sono timorosi o non socializzati o fuori controllo cominciate a pensare di cambiare centro.
Ricordate che voi dovrete lavorare con l’educatore che deve piacere quindi sia al vostro cane che a voi: deve essere per voi un insegnante a tutti gli effetti, che vi metta a vostro agio, che non sia critico, ma costruttivo. Il bravo educatore è disponibile a rispondere a tutte le vostre domande, anche a quelle che vi sembrano più sciocche.

Un consiglio importante: non accontentatevi.
Se l’educatore non vi convince, non è detto che dobbiate rivolgervi al “meno” peggio della zona.
E’ meglio un educazione fai-da-te basata sulla lettura di validi libri, piuttosto che i consigli di un sedicente esperto educatore.

Se poi il vostro cane presenta problemi comportamentali, dovreste rivolgervi ad un educatore comportamentalista oppure ad un veterinario comportamentalista (se dovrete affiancare una terapia farmacologica è l’unica figura che può prescrivere i farmaci, analoga allo psichiatra in medicina umana).

Il comportamentalista deve possedere delle solide conoscenze scientifiche tanto di etologia che di fisiologia e anatomia animale oltre che una vastissima esperienza di casi affrontati.
Assicuratevi quindi che la vostra figura di riferimento sia in possesso di una laurea in campo etologico preferibilmente con un curriculum formativo sull’etologia del cane.


Infine, se vi interessano le discipline sportive (obedience, agility, utilità e difesa etc) la vostra figura di riferimento è l’addestratore: nel lavoro di addestramento conta più di tutto il punteggio acquisito in gara e la precisione nell’esecuzione dell’esercizio.
Non tutti i cani e non tutti i proprietari sono adatti all’addestramento: per raggiungere gli obiettivi occorre costante lavoro e tante ore di lavoro al campo.

Un corso di educazione in genere ha un inizio e una fine, mentre un corso di addestramento non ha una vera e propria fine (può durare anche anni).

Se vi interessa l’agonismo, la vostra figura è un addestratore che abbia conseguito dei brevetti nella disciplina che vi interessa (non è necessario che sia un etologo, così come è irrilevante se il vostro educatore è un campione di agility).


Ci auguriamo che nel futuro della cinofilia italiana trovi posto la regolamentazione delle figure professionali legati alla “didattica” per tutelare tanto i proprietari quanto i cani stessi.
Nell’attesa, l’unico strumento nella mani dei proprietari è una scelta meditata basata innanzitutto sull' informazione.



Dr.ssa Livia Conterno
Centro cinofilo Spilimbau
www.educane.com



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