Medicina Integrata: il BLOG

La vescica raccoglie l’urina prodotta dai reni tramite gli ureteri; l’urina, verrà poi eleminata grazie all’uretra. 

 

Continuiamo il nostro viaggio insieme al cibo che abbiamo ingerito qualche puntata fa. Dopo aver lasciato lo stomaco, il cibo arriva nella prima parte dell’intestino tenue, larga circa 12 cm: il duodeno.

Il cuore è spesso descritto come muscolo o pompa meccanica. In questi tempi, in cui la vita è spesso irregolare, aumenta sempre più il numero di persone colpite da infarto o che soffrono di ipertensione.

­Milza e pancreas, organi del pensiero e della relazione, sono considerati un tutt’uno e sono collegati con lo sviluppo della personalità.

Lo stomaco non “riconosce” con esattezza quello che riceve, perché la sua mucosa è sensibile a stimoli come il freddo, le sostanze amare o acide. Lo stomaco accoglie tutto, insomma, senza prendere decisioni. Sarà poi, l’intestino tenue a stabilire come procedere.

Quando si sente parlare di intestino crasso, si pensa inevitabilmente alle feci. I medici hanno da sempre controllato le feci per valutare lo stato di salute dei loro pazienti; erano soliti analizzarle da prima che esistessero le analisi di laboratorio.

Il polmone, l’organo della distanza e del coraggio, del lasciar andare, della creatività e del cambiamento. 

E’ tramite i polmoni che abbiamo un contatto diretto e relativamente incontrollato con l’ambiente in cui viviamo. Ogni respiro ci connette al mondo intorno a noi.
 

Osservando la natura ci si può accorgere dell’alternarsi del giorno e della notte, delle stagioni, della vita e della morte. Tutto scorre armoniosamente.

In natura non esistono processi con un inizio e una fine; ad ogni fine corrisponde un nuovo inizio.  Senza inspirare non potremmo neppure espirare.
Questa alternanza fra poli opposti è espressione di VITALITA’.

Il Latte Materno come alimento unico: una sintetica rassegna delle sue particolari proprietà nutrizionali e nutraceutiche. Parte II – componenti bioattivi con proprietà antiossidanti.

Articolo della Dott.ssa Hilary Di Sibio e del Prof. Mauro Miceli

Partorirai con dolore ci dice la Bibbia.
E se non bastasse questa convinzione radicata nel tessuto culturale in cui si ritrova immersa la puerpera, ci penseranno le parole di conoscenti, parenti, vicini, o chiunque si trovi a portata di pancia e si senta autorizzato ad esternare racconti mitici e leggendari di dolore e tragedia, ad assicurarle un parto di dolore.

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