Tutte le mamme hanno il latte... Oppure no?

“Tutte le mamme hanno il latte”. Questa frase scatena l’ira di molte, moltissime donne. Donne che non sono riuscite ad allattare, mamme che si sentono colpevolizzare, offese da una simile affermazione che non possono che confutare.

Tutte le mamme hanno il latte. Non è vero. E chiedetelo a chi non è riuscita ad allattare, per un qualsiasi motivo.
Qual è la differenza sottile tra avere e produrre? E perché, agli occhi delle mamme, i professionisti dell’allattamento appaiono quasi come “talebani” che sentenziano frasi fatte e prive di senso, perché lontane dalla realtà che loro hanno vissuto? Chiariamo una volta per tutte questa triste incomprensione.

Allattare al seno è la norma biologica, l’ovvio modo di nutrire il proprio bambino e il latte materno è il nutrimento ideale, per tutta una serie di motivi. Ma di questo è pieno il web e qualsiasi articolo/libro/giornale sulla gravidanza e le cure neonatali. Non tutte vogliono allattare al seno, per un’altra serie di svariati motivi. Questo non significa che chi non allatta al seno è una cattiva madre, che la scelta di non allattare al seno rende meno madri o madri di serie B, siano biasimati i professionisti e non che pensano e dicono questa assurdità! Sia chi sceglie di allattare che chi sceglie di non allattare fa una scelta ben precisa e questa dev’essere rispettata.

Ma se la mamma che vuole fermamente allattare non ha latte?

Le vere cause biologiche di una mancanza di latte sono molto rare e spesso sono dovute ad alterazioni della funzionalità mammaria (inadeguata formazione della ghiandola mammaria, chirurgia mammaria) e più spesso ad alterazioni ormonali (danno ipofisario, insufficienza ormonale, tumori cerebrali).

La produzione di latte è nella maggior parte dei casi pregiudicata o ritardata per cause ambientali, quali:

  •  stato di ansia o agitazione;
  •  separazione immediata dal bambino (per esempio per i primi controlli di routine);
  •  aggiunte precoci di latte artificiale o liquidi non nutritivi (acqua, soluzione glucosata);
  •  utilizzo precoce di succhiotti e tettarelle;
  • -eccessiva distanza tra le poppate, poppate inadeguate.

Tutte le mamme hanno il latte, ma quando il latte arriva e se arriva.
Perché spesso le donne vengono lasciate sole, inesperte, con un bambino da accudire, affamato e spesso agitato. E spesso si innesca una reazione a catena che porterà a un fallimento nell’allattamento, anche nelle più motivate.

Per esempio potrebbe accadere questo: il bambino viene separato dalla madre e rimane al nido per un po’ di tempo, o peggio ancora, nelle nursery per tutto il tempo ove non sia previsto il rooming-in; viene quindi alimentato con soluzioni diverse dal latte materno, quindi saziato e tranquillizzato, mentre il riflesso di suzione (che è massimo nelle prime ore di vita) va via via scemando; condotto dalla mamma, ci vuole un po’ di tempo affinchè capisca cosa sta accadendo: deve imparare a riconoscere l’odore della mamma e deve avere il primo imprinting con lei, ma spesso è così stanco e rassegnato che si addormenta e dorme ininterrottamente, perdendo l’opportunità di imparare a poppare al seno; al risveglio è spesso agitato, la mamma è sola, non sa come tranquillizzarlo ed ecco che va in scena il peggior nemico dell’allattamento: il ciuccio! Il bambino sarà confuso e sarà più propenso a prediligere ciò che gli consente il minimo sforzo; avrà difficoltà ad attaccarsi, non stimolerà così la produzione di latte e non riuscirà a nutrirsi. La mamma lasciata sola sarà stanca e disperata, l’ansia bloccherà la secrezione di prolattina e il latte non arriverà. Si cadrà così nella “trappola dell’aggiunta”.

Questa prospettiva fa spavento, sembra un film dell’orrore! Eppure sono tante le donne che possono rispecchiarsi in queste situazioni, vissute in prima persona. Basterebbe tenere il bambino sempre accanto a sé per avviare correttamente l’allattamento (l’OMS consiglia di avviarlo già entro la prima mezz’ora dopo il parto), senza distrazioni e ansie, come la natura ha delineato.

Tutte le mamme sono in grado di produrre latte, perché hanno una ghiandola preposta a farlo perfettamente, salvo rarissime eccezioni. Ecco perchè allattare non è questione di fortuna: nessun latte viene magicamente versato nei seni delle più fortunate, ma allattare è un impegno che richiede determinazione  e motivazione. Avete mai sentito qualcuno dire che non ha sudore? O saliva? No, perché anche questi secreti sono prodotti da sistemi ghiandolari. La produzione di latte è però un processo più delicato, perché risente di un complesso turbinio di emozioni legate all’unicità dell’evento nascita e che influenzano la cascata ormonale.

Non avere latte è quindi una conseguenza di una scorretta gestione dell’allattamento sin dal principio, più che una causa di un mancato allattamento! Allattare non è facile. Anche la donna più motivata e informata può avere grossi problemi se viene lasciata sola o non cerca un valido aiuto. L’allattamento è un processo delicatissimo che necessita innanzitutto del giusto ambiente e della giusta predisposizione e basta davvero poco a compromettere il tutto.

E’ facile e scontato dire che è la cosa più naturale del mondo. No! Non lo è! Non lo è quando il parto è un fatto meccanico, che sembra avvenire nell’ "industria della nascita”, che viene pilotato e orchestrato a scapito dei processi della natura. Non lo è quando il bambino viene portato via dopo la sua nascita per i primi controlli e il riflesso di suzione svanisce pian piano, quando viene nutrito con altro che non sia latte di mamma e viene restituito sazio, pigro, rassegnato e addormentato. Non lo è quando la testa della mamma viene riempita di consigli inutili e non richiesti, quando l’ansia blocca la prolattina e l’ossitocina e l’unica cosa certa è che c’è un bimbo affamato e agitato che piange. Non lo è quando la mammella (che ci contraddistingue come mammiferi) viene vista come “tetta”, come un simbolo sessuale, quando ci si deve nascondere per allattare o si viene cacciate dai luoghi pubblici per “atti osceni”.

Stavolta sono con voi, mamme che non allattate, per tutti questi motivi, perché non siete riuscite a farlo, nonostante la dedizione. Sono con voi per dirvi che allattare NON è più la cosa più naturale del mondo, al giorno d’oggi, ma può tornare ad esserlo, se lo desiderate davvero. Basta con questa maledizione del “non avere latte”, del “potrei non avere latte”, di chi continua ad alimentare queste assurde credenze, che continuano a farvi sentire inadeguate e sbagliate, come se la natura vi avesse giocato un brutto scherzo.
Il latte viene prodotto quando tutti i processi della natura e della biologia fluiscono senza inibizioni.
E nelle condizioni ideali tutte sono in grado di produrlo. Ma in un’epoca in cui tutto ci allontana dalla natura e siamo abituati a credere più nella potenza della tecnologia che in quella del nostro corpo, forse tutto questo appare impossibile.

Occorre informarsi adeguatamente prima, essere motivate e assetate di sapere, cercare un sostegno valido che guidi durante tutto il percorso (prima tra tutti una brava ostetrica), sapendo che è possibile avviare correttamente l’allattamento e persino riallattare. E poi seguire il proprio istinto, che raramente sbaglia, e non arrendersi mai perché la strada è spesso tutta in salita. Ma il panorama è così bello da lassù!

Daniela Santoro

 

Seguimi anche sulla pagina Facebook Le stagioni di Venere!

 

Immagine dal sito www.shawna-x.com

Ritratto di Daniela Santoro

Posted by Daniela Santoro

La Newsletter di Mammeonline
mammeonlineLa community di Mammeonline

Cuciniamo: blog di ricette e racconti in cucina