Laura siamo noi. La forza di una donna, di una madre.

Scrivo ciò che da settimane sta riempendo i miei pensieri. Da un lato la vicenda di Laura Massaro e di suo figlio mi fa pensare a quanto può essere spietato un sistema che arriva a dare valore a teorie del tutto infondate scientificamente pur di colpire le donne, di sottrarre loro la parte più preziosa della propria esistenza, un figlio, senza valutare bene nel merito né quanto denunciato da Laura, né quanto ribadito dall'assistente sociale, né soprattutto dando ascolto alla parte più sensibile, un bambino che da 6 anni è in balia di un iter giudiziario, avvocati, psicologiche, assistenti sociali.
Un bambino che sta bene nel suo attuale ambiente familiare, che a detta delle insegnanti è sereno e equilibrato sotto ogni punto di vista. Impensabile concepire di allontanarlo da sua madre e da un contesto in cui lui vive bene e cresce circondato da tanto affetto.

Dall'altro c'è il silenzio attorno a questa vicenda, che al di là di soggetti che stanno dando pieno sostegno a Laura, non vede risposte da quei livelli e da quegli ambiti che davvero potrebbero rappresentare e fare la differenza.

Perché qui è in gioco il futuro non solo di Laura, ma di un bambino che rischia a breve di essere soggetto a “prelevamento coatto” per essere portato in una casa famiglia, per un periodo di tempo transitorio e poi di essere affidato al padre in via esclusiva, come disposto dalla ultima Ctu (chiesta dal padre) su basi inconsistenti, che accusa Laura di grave alienazione genitoriale. Siamo ancora qui, giriamo attorno non solo a una valutazione sbagliata, ma che si poggia su presupposti teorici sbagliati, che in un sistema sano, civile non dovrebbero nemmeno poter essere proposti.

Siamo qui, sul ciglio di un provvedimento che pesa come una spada di Damocle su due vite e che rischia di lasciare un segno permanente se nessuno deciderà di intervenire.

Mi affido alla capacità e alla volontà di chi può farlo nelle sedi opportune e preposte.

Mi affido a un barlume di buon senso che affiori nelle coscienze di chi ha in mano questa situazione. Mi affido che si comprenda quanto male può fare un allontanamento siffatto. Personalmente la vedo come una violazione dei diritti umani.

Una donna che pur denunciando violenze psicologiche e atteggiamenti “persecutori” da parte del suo ex, riceve in risposta una valutazione che le getta addosso colpe inesistenti e infondate, attuando un disegno rivittimizzante e colpevolizzante. Laura è seguita da oltre un anno da un centro antiviolenza la cui relazione è stata messa agli atti ed è stata anche fornita alla Ctu, che però ha ritenuto di non considerarla affatto.

Tutta una serie di testimonianze, atti, fattori che avrebbero potuto ricostruire adeguatamente e più conformemente alla realtà i fatti, sembra che non siano stati ritenuti rilevanti in corso di valutazione.

Chiedo un aiuto per Laura e suo figlio, che sono in una situazione ogni giorno più grave, date loro una mano affinché la relazione della Ctu sia fermata, che nessuno intervenga ad allontanare il bambino da sua madre!

Laura rappresenta tante altre donne che in passato o tuttora stanno affrontando questo tunnel.
Non è più possibile passare sotto silenzio questa realtà, che di fatto trancia di netto le storie, le esistenze e le segna senza porsi dubbi a sufficienza sulle conseguenze. Perché riguarda noi, ciascuna di noi: immaginate di svegliarvi nei panni di Laura. Immaginate cosa provano i bambini e le bambine che si trovano costretti a subire un trasferimento in casa famiglia e tutto il resto.

Chi siede nelle istituzioni e negli organismi con potere decisionale in merito, chi ha a cuore il destino dei minori, chi si professa contro la violenza e la vittimizzazione secondaria sulle donne, chi si è sperticato in mille azioni lo scorso 25 novembre, dia un segnale, si accosti a questa storia e a tutti gli altri casi sparsi per l'Italia, faccia qualcosa. Lasciamo un segno positivo e non permettiamo che si crei una ferita insanabile.

Laura ha registrato alcuni video raccontando la sua esperienza e ciò che sta rischiando: 1, 2, 3, 4, 5

Vi invito ad ascoltare ogni singola parola, vi invito a sostenerla nei fatti, non c'è tempo da perdere. Una Ctu che si fonda su una teoria falsa e priva di scientificità, come l'alienazione genitoriale, non deve mettere a repentaglio la felicità di un bambino e di sua madre, non deve separare traumaticamente, non può essere considerata in alcun modo ai fini dell'affidamento, anzi, si dovrebbe procedere con un approfondimento in merito all'utilizzo di siffatti costrutti all'interno di valutazioni psicologiche ad oggi in uso nei tribunali italiani.
Questo sfacelo deve finire.
Crediamo alle donne, non confondiamo la violenza in ambito domestico con “rapporti conflittuali”, non continuiamo a filtrare tutto attraverso le lenti del pregiudizio misogino e patriarcale.

Abbiamo bisogno che quante più persone vengano a conoscenza di questi fatti, che si allarghi il fronte affinché questi soprusi abbiano fine, affinché nessuna madre debba più subire questo stillicidio, affinché i bambini possano vivere un'esistenza serena vicina a chi amano, senza vedersi frantumare il futuro per una relazione o un provvedimento dagli effetti devastanti.

Scriviamo anche noi una email ai nostri rappresentanti istituzionali, ai parlamentari eletti nelle nostre circoscrizioni, ai membri delle commissioni giustizia (Senato e Camera), al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al ministro Alfonso Bonafede (bonafede_a@camera.it - Contatto Facebook e Twitter), alla ministra Giulia Grillo (grillo_g@camera.it - segreteriaministro@sanita.it) , alla Garante per l'infanzia e l'adolescenza Filomena Albano (albano@garanteinfanzia.org), affinché si prodighino in favore di questa causa e di tutti gli altri giudizi in corso o già terminati che vedono o hanno visto i medesimi meccanismi all'opera.

Sostenete Laura Massaro, firmando questa petizione.

Per approfondire vi consiglio questo interessante articolo a cura di Dale Zaccaria. Vi consiglio di seguire il blog Il Ricciocorno Schiattoso che da anni offre approfondimenti su questi temi (autrice anche dell'ebook Non un disegno, un PAStrocchio). Un altro libro che mi sento di consigliarvi è “Rompere il Silenzio-Le bugie sui bambini che gli adulti si raccontano" dell'Avv. Girolamo Coffari, Presidente del Movimento per l’Infanzia.

Ritratto di Simona Sforza

Posted by Simona Sforza

Blogger, femminista e attivista politica. Pugliese trapiantata al nord. Felicemente mamma e moglie. Laureata in scienze politiche, con tesi in filosofia politica. La scrittura e le parole sono sempre state la sua passione: si occupa principalmente di questioni di genere, con particolare attenzione alle tematiche del lavoro, della salute e dei diritti.
    

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