L’interazione tra bambino e animale domestico: un benessere psicofisico a 360°

L’interazione animali domestici-bambini pone le basi a legami unici e molto importanti per lo sviluppo ed il benessere psicofisico del bambino.  

Già dalla prima infanzia gli animali rappresentano degli stimoli interessanti per i bambini, i quali cercano in diversi modi di interagire con loro.
È possibile notare come i personaggi di fiabe e storie per l’infanzia siano spesso proprio animali e di fronte a storie di animali che parlano e vivono avventure fantastiche i bambini non si dimostrano sorpresi poiché identificano una diversità rispetto a sè stessi solo a livello fisico.

Freud a tal proposito affermava: “Il bambino non coglie alcuna differenza fra l’essere proprio e quello degli animali, e non si meraviglia che nelle favole le bestie pensino e parlino…” (Freud, 1916).
Anche il gioco preferito che il bambino porta sempre con sé spesso è un animale (ad esempio un orsetto, un gattino ecc.);  lo psicoanalista e pediatra Winnicott si riferisce a questo gioco chiamandolo oggetto transizionale, il quale ha la funzione di aiutare il bimbo appunto a transitare dalla relazione con la mamma alla scoperta del mondo che lo circonda.

Numerosissime ricerche scientifiche psicologiche dimostrano che cani, gatti ed altri comuni animali domestici supportino e favoriscano nei bambini moltissime acquisizioni tra cui il senso di responsabilità, una buona autostima ed autoefficacia, lo sviluppo cognitivo, l’empatia, la fantasia, buone capacità relazionali e comunicative, la socializzazione.
In riferimento a quest’ultimo punto ad esempio è stato dimostrato che in compagnia di cani i bambini sono il 55% più inclini ad interagire con altri bambini che manifestano disturbi cognitivi o fisici (Innes, 2000).

Foto di bambina con gattino in braccio

E’ quindi comprensibile come gli animali siano spesso un valido aiuto anche negli interventi educativi e riabilitativi: è il caso della pet-therapy o Intervento Assistito con gli Animali (IAA).
Il termine pet-therapy è stato utilizzato per la prima volta a metà del novecento dallo psichiatra infantile B. Levinson che ha gettato le basi scientifiche per la nascita della prima terapia con animali; in Italia la pet-therapy è stata riconosciuta come cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2003.

L’Intervento Assistito con gli Animali prevede le attività assistite con l’animale (con finalità ludiche e di socializzazione), l’educazione assistita con l’animale (per promuovere il benessere e la qualità di vita) e la terapia assistita con l’animale (come riabilitazione o supporto alle terapie in molteplici disturbi).

Tra i moltissimi studi effettuati ad esempio Martin e Farnum (2002) hanno dimostrato che bambini con disturbi pervasivi dello sviluppo riuscivano a prestare più attenzione al contesto se in loro presenza c’era un cane da terapia ed erano anche più motivati ad interagire comunicando verbalmente con l’ animale accanto (Marcus et al., 2012).

L’interazione con gli animali non è salutare solo a livello psicologico, ma si rivela importante anche per il benessere fisico.
Basti pensare che nell’università di Aberdeen in Scozia è presente una puppy room, ossia una stanza dove gli studenti che si sentono stressati possono rilassare mente e corpo in compagnia di alcuni cani.

Una ricerca della University of Western Australia inoltre ha dimostrato che i bambini che crescono con degli animali domestici hanno il 50% di probabilità in più di fare sana attività fisica raggiungendo la soglia minima di movimento raccomandato dalle linee guida mondiali di pediatria, contrastando così anche il sovrappeso.

Uno studio svedese diretto da B. Hesselmar e pubblicato nel 2018 sulla rivista scientifica internazionale Plos One invece ha ripreso i dati di ricerche precedenti e ha dimostrato gli effetti positivi sul sistema immunitario dell’interazione stretta tra bambini e più animali domestici nel primo anno di vita.

Dall’insieme dei dati delle ricerche emerge che maggiore è il numero degli animali domestici con cui il bambino interagisce in modo ravvicinato e frequente, minore è il rischio che quest’ ultimo sviluppi allergie, asma e dermatiti. 

Le relazioni che si instaurano fin da piccoli con gli animali quindi sono davvero importanti e permettono di provare un benessere psicofisico a lungo termine nel rispetto della natura.

 

Fonti di riferimento:

Christian H., Trapp G., Villanueva K., Zubrick SR., Koekemoer R. e Giles-Corti B. (2014). Dog walking is associated with more outdoor play and independent mobility for children. Prev Med.,Oct;67:259-63

Cirulli F., Borgi M., Berry A., Francia N. e Alleva E. (2011). Animal-assisted interventions as innovative tools for mental health. Ann Ist Super Sanità, 47(4):341-348

Freud S. (1916). Una difficoltà della psicoanalisi, in Opere, a cura di C. Musatti, Torino, Boringhieri, 1967-80, VIII

Hesselmar B., Hicke-Roberts A., Lundell A., Adleberth I., Rudin A., Saalman R., Wennergren G. e Wold A. (2018). Pet-keeping in early life reduces the risk of allergy in a dose-dependent fashion. Plos One, Dec19

Lanning B., Baier M., Ivey-Hatz J., Krenek N., Tubbs J. (2014). Effects of equine assisted activities on autism spectrum disorder. J Autism Dev Disord, Aug;44(8): 1897-1907

Marcus D., Bernstein C., Constantin J., Kunkel F., Breuer P., Hanlon R. (2012). Animal-assisted therapy at an outpatient pain management clinic. Pain Med, Jan;13(1):45-57

Martin F., Farnum J. (2002). Animal-Assisted Therapy for Children with Pervasive Developmental Disorders.  Western Journal of Nursing Research, 24(6), 657-670.

 

Polo R. (2015). I benefici della pet -therapy in ambito sanitario: indagine sulla percezione degli infermieri (tesi di laurea, Università degli studi di Padova). Disponibile da  http://tesi.cab.unipd.it/51114/1/Polo.Roberta.1046579.pdf

Takashima, G. e Day, M. (2011). Setting the One Health agenda and the human-companion animal bond. Int J Environ Res Public Health, Oct 27;11(11):11110-11120

Ritratto di Chiara Alberton

Posted by Chiara Alberton

Mi chiamo Chiara Alberton e sono una giovane psicologa residente in provincia di Treviso, Veneto. La mia passione per la psicologia è sempre stata presente fin da piccola e grazie agli studi universitari e ai numerosi tirocini effettuati presso centri specializzati e reparti ospedalieri ho potuto fare esperienza diretta con molte realtà differenti. Negli anni universitari ho scelto di approfondire soprattutto la psicologia cognitiva e la psicologia dell’età evolutiva, che riguarda i bambini e i giovani adulti. Conclusa l’università ho conseguito l’abilitazione per poter operare come operatrice di training autogeno somatico e  ho lavorato come tutor dell’apprendimento anche con bambini con DSA; tale esperienza mi ha condotta a perfezionarmi nella psicopatologia dell’apprendimento con un master universitario di II livello al fine di poter sostenere al meglio i bambini con difficoltà di apprendimento e le loro famiglie.

Contatti: chiaraalberton@yahoo.it

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