Incontro fatale

La lettura rappresenta sempre un’incognita. Leggiamo abbastanza? Non leggiamo per nulla? I bambini, i ragazzi leggono? Certamente. Se hanno un esempio da seguire, dicono certi.

Spiacente, ma non sempre questa è una realtà assoluta. Nel senso che a volte, genitori fagocitatori di libri danno vita a figli che di leggere non hanno alcuna voglia.

E viceversa, ragazzi che diventano forti lettori, hanno per genitori dei lettori pressappochisti.

La verità è che, come accade a chi dice <i>io non mi innamorerò mai</i>, e poi capitola durante un incontro inatteso, lo stesso succede nell’incontro con il libro che può sovvertire il senso di un’intera vita e far diventare lettore accanito qualcuno che non era mai andato oltre la decodificazione della cifra scritta sul pulsante dell’ascensore.

Sovente avviene che il libro dei sogni lo incontri quando qualcun altro legge per te, perché tu non possiedi ancora gli strumenti per farlo in autonomia e se sei fortunato incontri i <i>maestri</i>, italiani e stranieri.

Molti nomi sono famosissimi, nomi noti anche a chi non ha mai letto alcun loro lavoro. Altri, più recenti, magari sono conosciuti a chi fa della letteratura per l’infanzia una quotidiana compagnia.

Proprio in questi giorni mi è capitato tra le mani un librino del grande Rodari: <i>I nani di Mantova</i> e devo dire che mi sono ritrovata a leggerlo come se fosse la prima volta.

Un minuscolo scrigno, scritto parte in prosa parte in rima, dal quale emerge il tema (mai antico) dell’accettazione del diverso. I nani, che abitano l’appartamento dei nani, nel castello di Mantova al tempo dei Gonzaga,  vengono vessati e maltrattati fino al momento in cui fuggono e si nascondono in città. Qui riescono persino a lavorare, mettendo in luce le loro qualità e sentendosi trattare come tutti gli altri.

Adatto anche ai più piccoli, nonostante abbia già diversi anni, è davvero un bel libro, di facile lettura ma profondo come sa essere il Rodari della migliore tradizione.

Un altro libro riletto nei giorni scorsi è qualcosa di più recente <i>Vorrei volare sulla neve</i> di Lucia Tumiati.

Il testo si presta alla lettura anche a piccoli lettori, se fatta  da un adulto; diversamente è fruibilissimo autonomamente anche da bimbi di otto anni.

Il piccolo protagonista è Sergio che, in una sorta di viaggio introspettivo, cerca la nonna, si rivolge a lei in ogni momento, la rende partecipe di qualsiasi sua esperienza. Una nonna che è convinto di avere, ma della quale non ricorda il nome, la voce, i tratti del viso.

Tenero scorre il racconto che ci porta a scoprire che Sergio è in realtà Serghej, un bimbo che è stato adottato, il cui legame con questa nonna è anche il legame con il suo paese di origine, i suoni, i colori che giacevano latenti in fondo al suo cuore e che improvvisamente emergono e trovano una spiegazione.

Un libro di grande delicatezza.

Articolo di Luisa Staffieri, autrice di alcuni bellissimi libri per ragazzi, editi dalla Casa Editrice Mammeonline

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