La lettura in famiglia è una pratica che pur nella sua apparente semplicità influisce in maniera rilevante sullo sviluppo del bambino, sia dal punto di vista cognitivo-linguistico sia da quello emozionale-relazionale. Tramite la lettura infatti, il bambino si appropria lentamente della lingua materna, delle sue parole e delle sue forme. 
Questo gli serve per costruire le proprie strutture mentali, per capire i rapporti (io e gli altri, io e le cose) e le distanze spazio-temporali. 

Il vocabolario di un bambino, esposto sin dalla più tenera età agli stimoli e ai benefici della lettura, sarà sicuramente più ricco e più vario e sotto l’aspetto cognitivo questa profonda proprietà del linguaggio corrisponderà a maggiori capacità di comprensione, a un quoziente intellettivo più elevato, a una futura capacità di lettura più fluente e a un più profondo desiderio di apprendere. La lettura dei libri insieme stimolerà la sua curiosità e gli effetti di un intervento precoce avranno ulteriori benefici anche a lunga distanza.

A livello relazionale la lettura promuove il contatto sia fisico sia visivo, rafforzando non solo il rapporto genitore-figlio ma anche l’autostima e la fiducia verso se stesso e nei confronti degli altri. La lettura di interazione (dialogica) ad esempio è un momento molto intenso che aiuta e rafforza i legami parentali e favorisce l’apprendimento, la presenza dell’adulto è dunque incoraggiante per il bambino e lo aiuta a costruire una solida base di sicurezza interiore, a mantenere tempi di attenzione e concentrazione più lunghi.

Dal punto di vista emotivo, la lettura in famiglia aiuta il bambino a riconoscere e concettualizzare le emozioni sia degli altri sia le proprie. I bambini “si rivedono” nei personaggi di una storia e come tali cercano prima di conoscere e riconoscere ciò che “provano”, imparando a gestire le emozioni.
Il ruolo dei genitori è dunque cruciale nel percorso di crescita e sviluppo del bambino, tant’è che negli anni Novanta negli Stati Uniti si è sviluppato il concetto di “family literacy” (in italiano il termine “literacy” può essere tradotto con “alfabetizzazione”, quindi “alfabetizzazione in famiglia”) che mette appunto in risalto la fondamentale funzione della famiglia nella pratica di lettura al bambino.

Leggere in famiglia ai bambini più piccoli


Nell’ultimo periodo vi è un crescente interesse della comunità scientifica internazionale riguardo le potenzialità degli interventi di precoci, da realizzarsi nei primi tre anni di vita come presupposto dello sviluppo ottimale delle capacità intellettive ed emotive del bambino. Tali azioni non sono solo il risultato di “istruzioni dirette” ma anche prodotto di un ambiente stimolante e responsivo, all’interno del quale il libro gioca un ruolo fondamentale.

 

 

 

A cura di Nati per Leggere

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