Allattamento al seno. Aglio, cavolo e cipolla: cosa posso mangiare in allattamento?

Ahi ahi ahi, si avvicina l’inverno, e non c’è momento migliore per parlare di alimentazione in allattamento. Cosa vi hanno detto al riguardo?

Se provate a fare un piccolo sondaggio tra amiche e parenti, scoprirete che molte mamme hanno ricevuto un elenco di cibi sì, cibi no, e addirittura cibi . Ricordo per esempio un elenco diviso in tre tabelle con i 3 colori del semaforo. Il verde era via libera, il rosso assolutamente no, il giallo “sì con moderazione” (che poi che vuol dire moderazione? Una volta a settimana? Due volte a settimana? Non più di 50 grammi?).

Come dicevo all’inizio, d’inverno il problema alimentazione può diventare veramente preoccupante: no ai cibi amari, no ai legumi, no ai cavoli e cavolfiori, che ci resta? Finocchi per 4 mesi??

Cosa c’è di vero in questi divieti? Se c’è qualcosa di vero, come mai tante differenze tra chi consiglia “mangia tutto” e chi fa elenchi lunghissimi di proibizioni? Se ci fosse una verità scientifica, non dovrebbe essere di pubblico dominio?

allattamento al senoIn realtà, io questo lo chiamo il TEST N° 2. (Del test n° 1 ve ne parlerò in un prossimo post del mio blog)

TEST N° 2: se la persona che avete davanti vi inizia a fare un elenco dettagliato di cibi da evitare, non sa molto di allattamento.

Allora, vediamo un po’. Il sapore dei cibi passa nel latte? Sì, così come sembra che passi anche nel liquido amniotico.

Non è però un problema, ma qualcosa di sano e naturale e che fa sì poi che i bambini conoscano da subito le abitudini alimentari della famiglia, non ciuccino sempre "la stessa minestra", e accettino più facilmente il cibo solido quando iniziano a fare i primi assaggi. Non è quindi qualcosa di cui preoccuparci, ma qualcosa di normale e semmai che ci aiuta.

Sapete da cosa si forma il latte? 
Sì certo, vabbè, nel seno… ma da cosa nel seno? Cosa c’è negli alveoli, dove si forma il latte?

C’è il nostro sangue. Ora, è vero che il sangue si forma anche da ciò che mangiamo, e che contiene delle molecole organolettiche del nostro cibo, ma a questo il bambino è già abituato (oltre al fatto che stiamo parlando di molecole!) dalla gravidanza e dal liquido amniotico che ha ingerito per molto tempo in piccole quantità.

Una ricerca pubblicata molti anni fa dimostrò che i bambini di mamme che avevano consumato un cibo in gravidanza e lo consumavano regolarmente anche in allattamento (in quel caso erano le carote), gradivano maggiormente quel cibo rispetto al gruppo di controllo che non l’aveva mai consumato. Cito frequentemente questa ricerca per un motivo anche personale: io odio le carote, mi provocano il vomito da quando ero alle elementari. Ne mangio da pochi anni e solo in quantità e dimensioni omeopatiche. Dei miei due figli, uno non le mangia, l’altro sì :-). Quindi poi quando si parla di studi, c’è il fattore individuo e quello che non fa parte della maggioranza.

La Natura ha previsto che fin dalla pancia i nostri figli inizino a conoscere e prendere confidenza con l’alimentazione della famiglia, alimentazione che dovrebbe essere quanto più varia, sana, stagionale e locale.

Ora vi racconto cosa succede normalmente.

Dato che nonne, zie e vicine di casa ci raccontano ’sta storia dei cibi in alimentazione, appena il nostro piccolo ha una giornata storta, tutti vi guardano in tralice e vi sottopongono a un interrogatorio su quello che avete mangiato e bevuto. Se voi incautamente confessate di aver annusato un asparago, ecco qui: trovato il colpevole!!! Da quel momento in poi voi non vi azzardate più a mangiarne, e se il piccolo avrà un nuovo giorno di luna di traverso, basta andare a cercare un altro colpevole per giustificarlo. In questo modo spesso le mamme si sottopongono a diete tristissime e punitive, oltre che sbilanciate e carenti di preziosi nutrienti!

Ma non c’è nulla di giustificato in queste diete. Non stiamo parlando qui ovviamente di situazioni di reali allergie o intolleranze, perché lì il discorso è diverso.

Se poi ragioniamo caso per caso sui cibi che più facilmente fanno parte degli elenchi dei divieti, capiamo meglio che non hanno nulla di scientifico:

-  Aglio, cipolla, cibi dai sapori forti o poco “gradevoli”: chi ha detto che l’aglio è poco gradevole? Alzi la mano a chi piace l’aglio e non ne può fare a meno nella bruschetta, nel sugo o nelle salse… si tratta di pregiudizi di alcuni adulti, e neanche di tutti. Una ricerca dimostra che i bambini le cui mamme avevano mangiato aglio alla poppata successiva poppavano con più gusto e prendevano più latte!

-  Cibi amari: e qui sono dolori per chi allatta d’inverno: cicoria, radicchio e via dicendo… ma perché mai il pupo dovrebbe avere un’antipatia per l’amaro? Perché c’è l’idea che il latte è dolce e quindi di conseguenza non vada bene il suo opposto. Ma certo il latte umano, che è il più dolce tra tutti i mammiferi, non può diventare mai amaro per via di quello che avete mangiato!

-  Cibi che “fanno aria nella pancia”, per esempio i legumi: ecco questa è la bufala che io trovo più divertente. Cosa fa venire l’aria nella nostra pancia? Alcune sostanze contenute nei cibi, come per esempio la cellulosa della buccia dei legumi. Ma siccome non siamo ruminanti, non siamo in grado di digerire bene la cellulosa, che fermenta e ci fa produrre gas. La cellulosa poi viene buttata via con le feci… quindi, non può arrivare nel latte J. Delle coliche poi parlerò una delle prossime volte.

-  Cibi piccanti: la stragrande maggioranza degli esseri umani sul pianeta mangia molto più piccante di noi, e non cambia certo la sua dieta se allatta, senza alcun problema!

-  Salvia, prezzemolo, carciofi, perché farebbero diminuire o addirittura andare via il latte? Nulla di fondato a parte la salvia… beh, certo, ma dovreste farvene almeno un paio di tazze al giorno molto molto concentrate!

Peccato che in questa lista spesso viene dimenticata l’unica cosa che davvero va EVITATA in allattamento: l’ALCOOL.
Bere alcool in gravidanza soprattutto, ma anche in allattamento può essere molto rischioso.

L’alcool al contrario dei cibi, non viene digerito, non va nell’intestino per essere sminuzzato, elaborato e metabolizzato, ma passa direttamente e velocemente in quella che si chiama la “barriera emato-encefalica” cioè il sangue e il cervello. Questo è il motivo per cui l’alcool ci dà subito alla testa…

Diversi studi ne hanno mostrato effetti negativi sulla crescita, appetito e sviluppo nei bambini allattati. Il suo effetto dipende da diversi fattori tra cui l’abitudinarietà e il peso dell’individuo. Dato che un bambino pesa anche un ventesimo di un adulto, questo significa che anche una quantità minima di alcool può essere dannosa.

Dato che ci avviciniamo alle Feste, non vi sto dicendo che non potrete brindare, ma che è opportuno non bere mai alcool fuori dai pasti, limitarsi a mezzo bicchiere di vino a bassa gradazione, e rinunciare del tutto ai superalcoolici. Ovviamente la birra non fa latte! Bevete subito dopo la poppata, in modo che ci sia più probabilità che sia uscito dal vostro sangue prima della successiva.

Fate poi un po’ di attenzione agli eccitanti (caffeina, teina, teobromina, ecc) e agli alimenti che ne contengono, ma ricordate che per esempio in allattamento è consentito bere anche più di un caffè al giorno.

Vi va di raccontarmi che consigli vi hanno dato sui cibi da mangiare e quelli da evitare?

Martina

www.latteecoccole.it - http://www.latteecoccole.net/category/allattamento/

 

 

 

 

Ritratto di Martina Carabetta

Posted by Martina Carabetta

Martina Carabetta, mamma di due ragazzi ormai ex-adolescenti, ed IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant), cioè Consulente Professionale in Allattamento Materno, da quasi 20 anni aiuto le mamme in allattamento a Roma (e non solo!).

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