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Dal forum che abbiamo dedicato allo scambio di informazioni ed esperienze relative al massaggio infantile, ci piace riportare questa esperienza di una mamma adottiva e il contributo di Barbara Cravero, esperta di massaggio del bambino. E' commovente leggere quanto può fare il tocco amorevole di una mamma e quanto potente possa essere questo strumento comunicativo tra madre e figlio.
I bambini adottati nella scuola italiana spesso vengono considerati secondo due categorie macroscopiche: quella dell'intercultura e quella dell'handicap. Intercultura quando si tratta di affrontare il tema delle “differenze”, handicap quando si tratta di difficoltà nell'apprendere e nel vivere a scuola. Entrambe le categorie non sono sempre pertinenti alla realtà dei bambini adottati.
A volte mi domando perché lo faccio, per quale motivo continuo a prendermela per tutto quello che di strano succede in ambito adottivo. Non starei forse meglio se iniziassi a fregarmene accettandolo come inevitabile? Conformarsi ad un pensiero comune che vuole che le cose vanno in questo modo, punto e basta.
Nell’articolo precedente ho narrato i genitori adottivi come se fossero dei “trapezisti” appesi su precari trespoli in attesa della presa decisiva. Ora, collegandomi a questo racconto volevo parlare della RETE.
Oggi la mamita; mi ha svegliato prima del solito. Mi ha messo la maglietta azzurra, quella che mi piace tanto, e le scarpine rosse che profumano di ciliegia. Mentre faccio colazione, vedo che mette il mio cuscino con gli animaletti, quello con cui dormo ogni notte, nel mio zainetto-con-i-piedi…
Questo mio secondo articolo sarà un po' più breve del previsto. Scriverò poco non perché abbia poco da raccontare (chi mi conosce sa che la sintesi non è tra le mie principali doti), quanto piuttosto perché sono stanco morto.
L’Associazione nasce da un gruppo di madri adottive che hanno partecipato agli incontri organizzati dal Servizio Sociale Territoriale dei comuni di San Miniato e Santa Croce sull’Arno.
Parlare di abbandono durante il percorso adottivo è difficile: si preferisce focalizzare l'attenzione su altri aspetti del bambino, o sui bisogni della coppia, magari sulle difficoltà a generare un figlio, sul desiderio adottivo.
Adottare un bambino grande o un preadolescente o addirittura un adolescente è una scelta che richiede un'attenta riflessione da parte della coppia proprio per la complessità che la relazione genitori - figli presenta nel percorso di accompagnamento verso l'età adulta.
Una amica ci ha chiesto come mai per le coppie in attesa di adozione nazionale o adozione internazionale, passa così tanto tempo dalla domanda all'arrivo del bambino. Abbiamo chiesto a Fabio Selini di risponderle.
Quali strategie andrebbero attivate davanti alla realtà dell'infanzia in stato di abbandono? E l'adozione nazionale e internazionale che ruolo ha?
Nella valutazione statistica dei dati relativi ai numeri delle adozioni internazionali che vengono concluse in Italia, non emerge il sommerso delle tante coppie che aspettano da anni l'abbinamento con il proprio figlio e a volte revocano il mandato per stanchezza, per inosservanza di tempi o termini.
Eccomi qui. Ho incontrato mia figlia sei mesi fa, quando aveva 6 anni e 10 mesi.
Una bambina classificata “grande”, anche se sono sempre stata convinta che bambini grandi non esistono, ma che esistono solo bambini. Tutto quello che dirò è ovviamente solo "una" esperienza tra quelle possibili e non voglio generalizzarla, anche se molto di quello che racconto è frutto di confronto con altre famiglie adottive di bambini “grandi”.

Uno dei primi segnali della gravidanza, di solito molto prima della pancia, è il seno che cambia.
Tutti dicono I Love You e noi invece... lo scriviamo. San Valentino, la festa più commerciale dell'amore, si sta avvicinando. Sicuramente gli animi più romantici riescono a cogliere un lato positivo in quest'occasione, tralasciandone gli aspetti più legati al marketing, per farne un momento di vicinanza con la dolce metà.
Lo sviluppo della motricità fine non implica solo una maggiore dimestichezza in termini di scrittura, ma fornisce un interessante arricchimento dal punto di vista neurologico per tutto ciò che attiene agli scambi neuronali tra i due emisferi.
