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Cos’è leggere per un lettore? Necessità, svago, approfondimento o anche solo regalarsi un gettone di presenza, un’oasi sperduta in uno spazio immaginario che renda, almeno per un po’, evanescenti e irraggiungibili.
Dal forum che abbiamo dedicato allo scambio di informazioni ed esperienze relative al massaggio infantile, ci piace riportare questa esperienza di una mamma adottiva e il contributo di Barbara Cravero, esperta di massaggio del bambino. E' commovente leggere quanto può fare il tocco amorevole di una mamma e quanto potente possa essere questo strumento comunicativo tra madre e figlio.
I bambini adottati nella scuola italiana spesso vengono considerati secondo due categorie macroscopiche: quella dell'intercultura e quella dell'handicap. Intercultura quando si tratta di affrontare il tema delle “differenze”, handicap quando si tratta di difficoltà nell'apprendere e nel vivere a scuola. Entrambe le categorie non sono sempre pertinenti alla realtà dei bambini adottati.
A volte mi domando perché lo faccio, per quale motivo continuo a prendermela per tutto quello che di strano succede in ambito adottivo. Non starei forse meglio se iniziassi a fregarmene accettandolo come inevitabile? Conformarsi ad un pensiero comune che vuole che le cose vanno in questo modo, punto e basta.
Nell’articolo precedente ho narrato i genitori adottivi come se fossero dei “trapezisti” appesi su precari trespoli in attesa della presa decisiva. Ora, collegandomi a questo racconto volevo parlare della RETE.
“Finalmente cinque mesi di congedo di maternità anche per le mamme adottive?” Sì, ma purtroppo solo per alcune!
La legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (detta legge finanziaria 2008) ha finalmente equiparato la maternità adottiva a quella biologica, elevando da 3 a 5 mesi anche il congedo di maternità spettante in caso di adozione.
Eccoli lì, a mille metri dal suolo, appesi ad un trapezio. In equilibrio instabile su piccoli trespoli con in mano queste improbabili altalene sospese nel vuoto. Uno di fronte all'altro. Non indossano il tipico costume striminzito dei trapezisti professionisti e nemmeno sono così allenati, hanno tanti timori ed un coraggio grande come il cuore che portano fieramente in petto. Ma chi sono questi strani tizi?
Qualche giorno fa ho incontrato un mio caro vecchio amico che da pochi giorni è diventato padre. Era felice ed entusiasta, pieno di quell’energia unica di questi momenti della vita. Un vulcano di entusiasmo e di trepidazione, di passione e gioia, di sogni e prospettive. Una meraviglia.
Parlare di abbandono durante il percorso adottivo è difficile: si preferisce focalizzare l'attenzione su altri aspetti del bambino, o sui bisogni della coppia, magari sulle difficoltà a generare un figlio, sul desiderio adottivo.
Adottare un bambino grande o un preadolescente o addirittura un adolescente è una scelta che richiede un'attenta riflessione da parte della coppia proprio per la complessità che la relazione genitori - figli presenta nel percorso di accompagnamento verso l'età adulta.
Una amica ci ha chiesto come mai per le coppie in attesa di adozione nazionale o adozione internazionale, passa così tanto tempo dalla domanda all'arrivo del bambino. Abbiamo chiesto a Fabio Selini di risponderle.
Quali strategie andrebbero attivate davanti alla realtà dell'infanzia in stato di abbandono? E l'adozione nazionale e internazionale che ruolo ha?
Cos'è l'adozione a rischio giuridico, o più tecnicamente l'affidamento a rischio giuridico di adozione? Come va affrontato? Quali sono le strategie da mettere in atto? Molte sono state le risposte nel forum adozioni nazionali e internazionali, molte le riflessioni, che aspettano di essere riempite anche dalle vostre esperienze e dalle vostre domande, per capire meglio la propria disponibilità e, perché no, anche i propri limiti.
Quali sono gli elementi distintivi della genitorialità adottiva? Come si costruisce la relazione genitori e figli adottivi? Quali sono le somiglianze e delle differenze con la genitorialità biologica? Qual è il ruolo del genitore adottivo nelle diverse fasi di sviluppo delle esperienze famigliari e di crescita del bambino?
L’iter adottivo lungo e complicato non è una necessità, un’indispensabile strada da percorrere, un utile strumento di crescita e consapevolezza. Le lungaggini sono il frutto della burocrazia non della necessità pedagogica.
È una trappola alla quale tutti si sono assuefatti e che ora sembra quasi normale sottostare.
Nella valutazione statistica dei dati relativi ai numeri delle adozioni internazionali che vengono concluse in Italia, non emerge il sommerso delle tante coppie che aspettano da anni l'abbinamento con il proprio figlio e a volte revocano il mandato per stanchezza, per inosservanza di tempi o termini.
Passa spesso sotto silenzio, in realtà, nella maggior parte delle agenzie d'adozione, presso i lavoratori sociali e nella Comunità medica in generale, vi non si presta attenzione, la si ignora, non si riconosce la sua esistenza, ma esiste veramente... E' l'incipit di un interessantissimo articolo che abbiamo trovato sul sito canadese Quebecadoption, dedicato alle problematiche post-adottive.

Uno dei primi segnali della gravidanza, di solito molto prima della pancia, è il seno che cambia.
Tutti dicono I Love You e noi invece... lo scriviamo. San Valentino, la festa più commerciale dell'amore, si sta avvicinando. Sicuramente gli animi più romantici riescono a cogliere un lato positivo in quest'occasione, tralasciandone gli aspetti più legati al marketing, per farne un momento di vicinanza con la dolce metà.
Lo sviluppo della motricità fine non implica solo una maggiore dimestichezza in termini di scrittura, ma fornisce un interessante arricchimento dal punto di vista neurologico per tutto ciò che attiene agli scambi neuronali tra i due emisferi.
