Carlo Flamigni |
LA
NEBBIA SULLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA di Carlo Flamigni (da l'Unità di domenica 6 marzo 2005) In questi giorni si assiste a una polemica molto sottolineata da alcune testate, sul fatto che la legge 40 abbia o non abbia fatto diminuire la percentuale di successi della Procreazione Medicalmente Assistita. Ho preso nota di quanto è stato detto in proposito e mi accingo a fare alcuni commenti per diradare un po’ di nebbia. Prendo come riferimento un editoriale di Antonio Lanzone, docente nella clinica ostetrica dell'Università Cattolica di Roma e presidente della Società Italiana della Riproduzione. Dopo aver lamentato i giudizi poco eleganti con i quali è stata apostrofata la sua società ( per aver dichiarato che la diminuzione della percentuale di successi dovuta alla legge non supera il 3%), Antonio Lanzone ribadisce il fatto che quelli sono dati provenienti da centri tra i più qualificati in Italia e che questa è una "operazione verità", ma (sottolinea) con tutti i limiti dell'osservazione iniziale. Quindi è una "operazione verità temporanea". Mi dispiace molto, anzitutto, che Lanzone debba lamentare questi attacchi, certamente indegni: essendo vittima io stesso di espressioni altrettanto volgari, capisco il suo malessere. Detto questo, spero che Lanzone non se la prenda se riesamino questi dati. In primo luogo, forse è meglio leggere per intero le conclusioni del gruppo ( composto di sette e non di nove centri), che sono le seguenti: " Questi risultati vanno tuttavia interpretati con attenzione e non possono essere utilizzati per concludere che la nuova normativa non influisce sulla probabilità di ottenere una gravidanza. In primo luogo, occorre infatti sottolineare che la numerosità del nostro campione ci consentiva di evidenziare come statisticamente significative solo differenze superiori al 6%. Differenze inferiori a questo limite, seppur apparentemente di scarsa rilevanza, possono avere invece un impatto importante a livello di Salute Pubblica. Per esempio, il nostro studio ha documentato una riduzione della probabilità di gravidanza del 3%. Se confermata, una riduzione della probabilità di successo del 3% equivale in realtà ad una riduzione del numero di gravidanze di circa il 10% (ridurre la percentuale di successo dal 30% al 27% significa ottenere 9 gravidanze anziché 10). In altre parole, se per esempio ipotizziamo che nascano in Italia 3000 bambini all’anno con tecniche di fertilizzazione in vitro, l’introduzione di questa normativa porterebbe alla nascita di 2700 bimbi (300 in meno). In secondo luogo, la legge 40/2004 vieta il congelamento degli embrioni. Pertanto, nel computo globale dell’impatto di questa normativa occorre anche tenere conto del fatto che una paziente che otteneva un numero elevato di embrioni poteva sottoporsi nei mesi successivi ad uno o più cicli di trasferimento embrionale senza esporsi nuovamente alla stimolazione farmacologia e al prelievo ovocitario. Attualmente, questa opportunità è consentita solo utilizzando ovociti congelati. Al momento, le evidenze scientifiche disponibili suggeriscono tuttavia che l’impiego degli ovociti congelati abbia una resa significativamente minore in termini di probabilità di gravidanza rispetto al congelamento degli embrioni". Poi, sono andato a controllare i dati di altri sei centri di fecondazione assistita (il Sole 24 ore - 20 febbraio 2005) e ho scoperto che può esistere una differente faccia della medaglia: la percentuale di gravidanze è calata in media dal 35,6% al 21,5% (e i cicli sono passati da 2418 a 1746). Uno di questi centri è comparso tra i sette dei quali parla Lanzone: ebbene, i suoi dati sono particolarmente negativi, perché la percentuale di successo è passata dal 32,4 al 18,4%. Vengo quindi ad affermazioni che provengono dal S.Orsola di Bologna, centro che conosco piuttosto bene (la ricerca sul congelamento degli ovociti è stata avviata sotto la mia direzione). In primo luogo, dal S. Orsola arriva l'informazione che non c'è stato crollo delle nascite dopo la legge. Se non si leggesse con attenzione tutto l'articolo, si potrebbe concludere che siano davvero più bravi di tutti gli altri, ma, per quanto li conosca bene e alcuni li stimi anche, non mi sembra proprio questa la verità. La verità, basta leggere tutto l'articolo, sta invece nel fatto che in questo centro non si faceva congelamento di embrioni già prima della legge e si eseguiva il cosidetto "caso semplice", per evitare di ottenere embrioni in eccesso. Quindi, è vero, per loro non è cambiato nulla perché i loro risultati non sono mai stati quelli del resto dei centri italiani, in cui si congelavano embrioni. Questa non vuole essere né una critica né un segnale di diffidenza: è solo un invito ad evitare confronti quando i propri dati sono atipici rispetto a quelli della maggioranza e quando i propri metodi non sono, per sé, confrontabili. In secondo luogo, quanto al tasso di successo da oociti congelati, il S. Orsola parla di un 17% di gravidanze (ma sarebbe ora che pubblicasse i suoi dati o alimenterà lo scetticismo dei molti increduli). I dati esposti in un recente incontro scientifico ad Abano, abbassano questo numero al 5,94% Il Gruppo di ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità, ha al momento poco più del 9%. Ricordo una regola precisa, che vale nella ricerca scientifica: i risultati di un unico laboratorio non fanno testo, debbono essere ripetuti e condivisi per avere significato. Concludo. Siamo - alcuni di noi lo ripetono fino alla nausea - ricercatori; non ci occupiamo di politica se non come secondo lavoro. Cerchiamo di fare un passo indietro e di non lasciarci andare a dichiarazioni altrettanto impetuose quanto fallaci. Cerchiamo di mantenere il controllo del linguaggio che usiamo; chi usa espressioni pittoresche come "le uova non sono frittatine", o "le stupidaggini da ballerine sulla legge contro la donna" mi sembra faccia molto più male a se stesso che ad altri e non mi pare di scorgere in queste dichiarazioni alcun profumo di laicità. La laicità, amici miei (o nemici miei) è un metodo, che si può usare per mediare tra le ideologie e, qualche volta, per riconsiderarle: certamente non può essere utilizzato per fornire passaporti di comodo. E poi, il principio fondamentale della laicità consiste nella convinzione (che deve essere applicata come regola) di non pretendere di possedere la verità più di quanto ogni altra persona possa pretendere di possederla. Allora, definirsi "laici" dopo aver dimostrato la massima concentrazione umanamente possibile di intolleranza e di dogmatismo, è proprio un po’ troppo. Per riassumere: è probabile che la legge determini una diminuzione significativa delle gravidanze, è presto per quantificarla. E' probabile che il congelamento degli oociti ci restituisca almeno una parte dei successi che si ottenevano congelando gli embrioni, aspettiamo di avere acquisito informazioni adeguate. Sul mio sito, in rete, ho inserito copia del documento della Commissione sul congelamento degli oociti, che ho presieduto nel 2001. Ci sono le firme di persone che oggi sembrano averne dimenticato del tutto le conclusioni, nel bene e nel male. Per favore, un po’ di coerenza. |