Ecco le
tappe dello sviluppo embrionale durante una fecondazione in vitro:
- Giorno 0: è il giorno in cui gli ovociti vengono prelevati e fecondati
con gli spermatozoi; se avviene la fertilizzazione, si crea uno zigote, formato da
un'unica cellula;
- Giorno 1: si controlla l'esito della fertilizzazione per assicurarsi
che lo zigote presenti, come dovrebbe essere se tutto procedere bene, due pronuclei ben
formati, uno contenente il DNA della donna, l'altro contenente il DNA dell'uomo. Nella
fecondazione naturale, a questo punto lo zigote si
trova ancora nella tuba di Falloppio e deve iniziare il viaggio verso l'utero; questo
viaggio è un duro banco di prova per l'ovulo fecondato: almeno la metà degli ovuli
fecondati soccombe durante il percorso, dunque non ci sarà nessuna gravidanza.
- Giorno 2: se tutto sta procedendo bene, lo zigote dovrebbe presentare 4
cellule. A questo stadio dello sviluppo molti centri trasferiscono già
"l'embrione" nell'utero.
- Giorno 3: se tutto sta procedendo bene, lo zigote dovrebbe presentare 8
cellule. Tecnicamente in questa fase non si chiama più zigote ma morula, perché è
formato da un grappolo di cellule che somigliano, appunto, a una piccola mora. Nella
fecondazione naturale la morula entra nell'utero circa tre giorni dopo la fecondazione. In
questa fase dello sviluppo tutte le cellule sono ancora cellule staminali
"totipotenti", cioè indifferenziate e capaci di diventare qualunque cosa -
cellule del cuore, cellule delle ossa, cellule del cervello, cellule della pelle.
- Giorno 4: se tutto sta procedendo bene, la morula ha raggiunto lo
stadio della cosiddetta "morula compatta"; è formata da 16-32 cellule, e al suo
interno inizia a formarsi una cavità che la trasformerà in una
blastocisti;
- Giorno 5: se tutto sta procedendo bene, si è formata una
blastocisti,
costituita da due strati di cellule. Alcuni centri preferiscono aspettare questo stadio
per trasferire "l'embrione" nell'utero, ritenendo che se riuscito ad arrivare
fino a questo punto ha più probabilità di attecchire. Anche nella fecondazione naturale,
infatti, è solo a questo punto che la blastocisti inizia a impiantarsi nell'utero, dopo
aver trascorso qualche giorno a vagare nella cavità uterina.
- Giorno 6-7: se tutto sta procedendo bene, inizia l'annidamento della
blastocisti nell'utero. Non è un evento istantaneo, ma un processo complesso che si
concluderà circa 14 giorni dopo la fecondazione - le due settimane più faticose nella
vita di una donna che si sottopone alla fecondazione assistita. Solo a quel punto, se
tutto sarà andato bene, la gravidanza sarà iniziata.
- Giorno 14: il verdetto.
Ricordiamo che sino a vari giorni dalla fecondazione l’embrione è composto da cellule ognuna delle quali è totipotente, cioè non specializzata nella generazione di un singolo organo o tessuto ma capace ognuna di dare vita ad un altro embrione indipendente.
Siamo quindi di fronte non ad un progetto organizzato di vita individuale, ma ad una potenzialità di vari progetti.
Prova ne è il fatto che è proprio in tale lasso di tempo che può avvenire la scissione dell’embrione in più embrioni dando così vita al fenomeno dei gemelli monovulari.
Questo punto dovrebbe essere in grado di far riflettere seriamente coloro che sostengono che l’embrione è un individuo; infatti, può invece trattarsi di più
individui
Evidentemente, a quello stadio, l’individuazione non è ancora avvenuta.
Inoltre, a quello stadio, non è possibile ancora sapere quali cellule diventeranno l’embrione e quali la placenta.
Sono le cellule staminali che in tutto il mondo vengono usate per la ricerca relativa a gravi malattie come il morbo di Alzheimer e che in Italia la legge in materia impedirà di usare.
Anche da una sommaria analisi dei dati scientifici dell’embriologia quindi, non emergono prove concrete a favore dell’ipotesi che vuole l’embrione portatore della dignità di essere umano, ipotesi sostenuta dal mondo cattolico per argomentare l’illiceità delle tecniche di procreazione assistita.
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