Mammeonline

La nascita di Achille, a casa nostra.

Esperienze / Parto e post partum
Inviato da Debora di 26 Nov 2006 - 12:58 PM

Mercoledì, 8 novembre 2006
So che non tarderò a partorire. Lo sento, ho contrazioni dolorose ogni sera. Ieri sono anche state più forti del solito e molto regolari. Stavo pensando di chiamare l’ostetrica, quando si sono fermate.

Questa mattina decido di andare a fare una passeggiata. Porto i bambini a scuola, poi vado al mercato e a fare qualche commissione. Cammino quasi due ore, scendendo e salendo varie volte – abito nel centro storico di un paese. E porto fino a casa una borsa di frutta e verdura che pesa almeno 15 kg.
Torno a casa, sto bene, non ho contrazioni ma mi sento parecchio stanca quando, fino a ieri, mi sentivo adosso un’energia infinita. Pranziamo e mi metto un momento a dormire, prima di andare a prendere i bambini. Il pomeriggio prosegue tranquillamente, facciamo merenda, tiriamo fuori la pittura, leggiamo libri. Poi iniziamo a cucinare.
Inizio a sentire qualche contrazioncina. Come ieri, sembrano regolari, ma non sono molto dolorose. Immagino che siano solo di quelle preparatorie, come ieri. Andrea arriva, mangiamo. Cerco di non cronometrare il tempo tra le contrazioni, non voglio illudermi di nuovo. Metto i bambini a letto. Le contrazioni ci sono sempre, ma non mi sembrano tanto forti e non ho l’impressione che la loro intensità aumenti tanto. I bambini si addormentano in fretta. Andra inizia ad agitarsi un pò.
Sono le 21:30. Mi chiede di continuo notizie della mia pancia, mi dice che forse sarebbe il caso di chiamare l’ostetrica – che deve fare due ore di macchina per arrivare. Mi ricorda che Basilio è nato 4 ore dopo le prime contrazioni. Rifiuto. Ho paura di farla venire per niente. Decido di cronometrare le contrazioni per un pò: sono molto regolari, ogni 5 mn. Ma non riesco ad essere sicura di essere in travaglio. 22:15 : sento una contrazioni molto debole. No, penso che di sicuro non è per stasera. Sono un pò delusa.
22:20 : la contrazione successiva invece è molto più forte di quelle precedenti. Altre due contrazioni forti. Andrea insiste per chiamare l’ostetrica, almeno per informarla della situazione e chiederle consiglio. Esito un pò, mi ricordo che per Basilio, dopo diversi falsi allarmi, la sera in cui iniziò il travaglio vero non ebbi nessun dubbio. Così penso che finchè ho dubbi, significa che non è ancora il momento giusto.
22:35 : mi decido, chiamo l’ostetrica. Le spiego i miei dubbi ma non mi lascia finire. Mi dice che lei comunque si veste e s’incammina.
Decido di uscire a fare un giro. L’aria fresca mi fa sentire bene. Sono sola, in giro per il paese, mi sento bene. Decido di fare il giro del paese; la strada sale e scende di continuo. Mentre cammino, le contrazioni si fanno più decise. Sono felice, sento che ho fatto bene a chiamare l’ostetrica. Penso che è quasi sicuramente l’ultima volta che porto in giro la mia pancia. Passo vicino ad un gruppo di ragazzi che parlano e ridono, è strano pensare che nessuno sa quello che sto vivendo.
23:15: torno a casa. Non ho più dubbi. Questa notte faremo conoscenza con il nostro terzo bimbo. Siamo un pò eccitati, molto felici. Faccio la doccia e inizio gli ultimi preparativi. Metto paracolpi e lenzuolini nella culla. Poso gli asciugamani puliti sul tavolo che uso come fasciatoio.

Poi insieme, prepariamo la camera per il parto: copriamo il letto, senza disfarlo, con un telo di nylon. Sopra mettiamo un lenzuolo. Accendiamo la piccola stufa a gas prestata dai vicini – non abbiamo ancora il riscaldamento a casa e bisogna surriscaldare la camera. M’interrompo ad ogni contrazione, sono sopportabilissime ancora, ma sono felice di sentirle più forti, di sentire che il mio corpo si sta aprendo per lasciare uscire mio figlio.
Mezzanotte. E' tutto pronto. Di colpo, le contrazioni si fanno più intense. Sento che sta accelerando. Cammino nella casa. Mi cambio.
Iniziamo a prepare il divano-letto in sala: abbiamo previsto di portarci i bambini per farli dormire più tranquillamente.
Mezzanotte e mezzo: Arriva l’ostetrica. Sono felicissima di vederla entrare! Mi dice che sono bella e le sue parole mi fanno tanto bene. Mi chiede come mi sento. Mi sento bene, sì le contrazioni fanno male ma le sopporto bene.
Si prepara. Andiamo in camera e lei tira fuori tutto il suo materiale. Chiachieriamo, siamo allegri. Mi misura la pressione e ascolta un momento il battito. Va tutto bene. Mi emoziono vendendo che deve posizionare il doppler bassissimo sulla pancia... Il bimbo ha davvero iniziato la sua discesa.

Portiamo i bambini in sala, non si svegliano e continuano a dormire l’uno contro l’altro. Vado a baciarli e penso che si sveglieranno con un fratellino o una sorellina in più.
L’atmosfera è molto tranquilla. La luce è dolce, parliamo piano. L’ostetrica controlla ancora il battito.
E l’una di notte. Le contrazioni diventano sempre più forti. Mi metto per terra. Inizio a perdere un pò il senso del tempo, non sono sicurissima dei miei ricordi.
L’ostetrica mi propone di visitarmi. Accetto. Non dice niente e non faccio domande. Ma sono quasi sicura che la dilatazione è completa. Mi rimetto per terra, inginocchiata davanti al letto. L’ostetrica avvolte un cuscino in due sacchi di nylon et mi metto sopra.
Una contrazione. Sento un liquido che cola. Un’altra contrazione, cola di più. Il liquido è chiaro, va tutto bene.
Andrea continua a portarmi tazze di tisana. Ne avrò bevuto litri durante il parto!
E' strano, ritrovo delle sensazioni già provate tre anni fa, ma che avevo completamente rimosse. Il dolore delle contrazioni di fine travaglio – Andrea sembra ritrovare tutto insieme a me, mi dice “lo sai che quando è così, è quasi finito”.
Sì lo so.

Le sensazioni cambiano. Sento la testa che scende e che mi comprime il fondo schiena. Pure questa sensazione spiacevole di pressione sul retto, l’ho già provata, ma l’avevo cancellata completamente. Sento che ci siamo. Il mio corpo spinge. Accompagno ogni contrazione con piccoli gemiti, che ancora una volta ricordo esattamente simili a quelli fatti quando nacque Basilio. L’ostetrica mi dice “ci siamo”. Si alza e va dietro di me. Sento la testa che sta per uscire, l’ostetrica mi dice di non spingere. Ma non riesco a non spingere, la spinta è completamente involontaria, è il mio corpo che spinge da solo.
Ancora una contrazione, la testa esce... e rientra. Sento che l’ostetrica è un pò testa, mi chiede di spingere, ma non ci riesco. Sopporto bene la spinta involontaria, ma mi sento incapace di spingere consapevolmente. Insiste, devo trovare la forza di spingere. Mi concentro e spingo, la testa esce. Il corpo segue in fretta. Mi chino e vedo il mio bimbo uscire. Andrea è in lacrime. Mi giro, mi siedo sul mio cuscino e prendo il mio bimbo avvolto in un asciugamano caldo.

E' giovedì 9 novembre, è l’1:57. E' magico. Mi sento invasa da una straordinaria sensazione di benessere. Guardo il mio bimbo. E' bellissimo, ci stupiamo di vederlo così biondo. Ha gli occhi aperti e ci guarda. Assomiglia tanto a Luigi. Spostiamo un attimo l’asciugamano e scopriamo che è un altro maschio; ci guardiamo ridendo: bisognerà trovargli un nome !
Dopo un pò di tempo, l’ostetrica mi dice che il cordone ha smesso di pulsare. So che Andrea non lo vuole tagliare e lo faccio io.
Dopo è un pò meno divertente, l’espulsione della placenta non è molto piacevole, avrei solo voglia di essere lasciata in pace. Mi irritano queste contrazioni che ricominciano. Placenta finalmente fuori.
L’ostetrica mi spiega perchè l’espulsione è stata un pò difficile: un’ansa del cordone teneva un braccio del bimbo piegato, con il pugnetto sulla fronte. Ovviamente aumentava notevolmente il diametro della testa. Mi dice anche che probabilmente mi sono lacerata un pò, per via di questo pugnetto.
Dà un’occhiata, ma non c’è quasi nulla, solo un punticino da dare per sicurezza. Preferirei farne a meno, ma l’ostetrica insiste. Mi lascio convincere...
Poi mi pulisce velocemente e toglie le protezioni dal letto. Che piacere essere sotto il mio piumone, con il mio bimbo nudo rannichiato contro di me, che ciuccia.
Andrea mi porta un piatto con pezzi di formaggio, di prosciutto e di pane. Ho tanta fame di colpo. Mangiamo tutti e tre insieme. “Che bel parto” mi dice l’ostetrica.
Sì, un bel parto, davvero. L’emozione è forte, mi sento bene. Vorrei che durasse ancora tanto.
Verso le 4, pesiamo questo bimbo ancora senza nome. 4kg e 400. Ogni bimbo pesa 2 etti di più. Se ne faccio altri 3 arrivo a 5 kg?

Vado a fare la doccia e infilo un pigiama.
Sono le 5. Andrea mi dice che Luigi è sveglio. Arriva, incuriosito ma intimidito. Ha sentito piangere. E' tutto felice e neanche tanto stupito di vedere questo fratellino nuovissimo. Altro momento magico.
L’ostetrica si prepara per partire. Abbracci, ringraziamenti. Mi chiede di riposare il più possibile e di stare molto a letto. So già che mi sarà difficile ma prometto di provarci.
Andrea va a sdraiarsi con Basilio e si addormenta. Io non ho sonno per niente. Chiacchiero con Luigi, guardando il bimbo che dorme tranquillo. Dopo un pò ci addormentiamo pure noi.

Ore 7:00; squilla la sveglia. Ho sonno ma ci tengo a telefonare ai miei. Metto al bimbo i suoi primi vestiti. Ancora non l’abbiamo lavato, i suoi capelli sono pieni di vernice caseosa.
Si sveglia Basilio. Scopre anche lui il nuovo arrivato.

Prendo il telefono e chiamo mia madre: le dico di connettersi su skype. Prima di partorire avevo pensato spesso a quella chiamata... Mia madre scopre in diretta il suo nuovo nipote, la sorpresa è grande, anche perchè non sapeva della mia intenzione di partorire a casa. L’emozione è molto forte!
Vestiamo i bambini e Andrea li porta all’asilo. Sono impazienti di dare la notizia a tutti. E noi siamo stanchissimi e contenti di potere riposare un pò!
Nella mattinata scegliamo il nome: Achille.

Eperienza di Alice75

Questo articolo proviene da Mammeonline
  http://www.mammeonline.net/

URL dell'articolo:
  http://www.mammeonline.net/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=448