Dormono tranquilli e poi a un certo punto partono con un pianto disperato, si divincolano, inarcano la schiena, non si calmano neppure se cullati o posti nel lettone. Stanno giocando e iniziano ad agitarsi. E i genitori vanno nel panico.
Invece si trovano solo di fronte e uno dei disturbi più diffusi tra i neonati: il reflusso gastroesofageo. In pratica il materiale acido proveniente dallo stomaco, quindi nei piccolissimi il latte, risale nell’esofago e porta dolori e rigurgiti, in alcuni casi anche al vomito.
In genere questo problema colpisce soprattutto i lattanti e compare nei primi dieci mesi di vita ma capita che anche bimbi di uno o due anni inizino a soffrirne all’improvviso.
La maggior parte dei piccoli soffre di reflusso fisiologico. Dalla bocca esce un po’ di pappa e bava ma non si manifestano altri disturbi e il bambino conduce una vita normale e cresce bene. Il reflusso patologico invece si ha quando gli episodi sono frequenti, anche 10 volte al giorno. E poi c’è una percentuale limitata di bambini per cui il reflusso diventa una vera e propria malattia caratterizzata anche da esofagite, apnea, broncospasmo, perdita di peso.
In genere il reflusso si combatte seguendo alcune regole di comportamento come ad esempio non dare troppo da bere al bambino o inclinando il lettino in modo che il liquido non possa risalire durante il riposo.
Nei casi più gravi però è necessario ricorrere a arginanti, ossia farmacia naturali che vengono somministrati dopo i pasti e se anche questi medicinali non portano benefici si deve ricorrere agli inibitori della pompa protonica, altri farmaci che aiutano a ridurre la quantità di acido.
Difficile dire se, quando e come comparirà il reflusso. Alcuni mamme hanno avuto la fortuna di capirlo subito, per altre ci sono stati mesi di angoscia, senza sapere cosa il bimbo avesse. Elena racconta: “Andrea il primo rigurgito l'ha avuto in ospedale e non ha ancora smesso, a sei mesi e mezzo. All'inizio provavo ad attaccarlo al seno, ma non ne voleva sapere, poi a 3 settimane mi sono arresa ed ho cominciato a tirarmi il latte, e col bibe la situazione è peggiorata. Non c'erano ruttini o posizioni che servissero a migliorare. Visto che le pappe non sono servite molto a migliorare la situazione (vomita anche quelle, anche se meno) aspetto fiduciosa il momento in cui starà seduto da solo”.
Silvia aggiunge: “ Anche Marta, tre mesi, ha problemi di reflusso: sta prendendo Zantac e Ripoan ma facciamo ancora molta fatica. La tengo su circa mezz'ora dopo la poppata in cui fa numerosi ruttini e rigurgitini, poi sdraietta. Ho notato che nella sdraietta sta peggio allora ho messo un cuscino di quelli della culla sotto in modo che stia più inclinata e così va un po' meglio”.
Per il figlio di Angela invece la situazione è migliorata senza farmaci: “Fino a 7 mesi Daniele non aveva alcun problema. Qualche rigurgito ma nulla che facesse pensare al reflusso. Poi a svezzamento già avviato ha iniziato a svegliarsi urlante ogni notte e smetteva solo se tenuto in posizione verticale. La pediatra ci ha consigliato di mettere un’asse sotto il materasso e di metterlo a nanna senza la poppata delle 22. Il fatto di avere nello stomaco cibi solidi e di stare inclinato ha migliorato la situazione. Ora ha un anno e finalmente sta bene anche se prima di dormire beve un po’”.
Le testimonianze provano che il fenomeno può manifestarsi con sfaccettature diverse ma non va comunque sottovalutato. Nei casi meno gravi bastano piccolo accorgimenti ma il situazioni limite l’aiuto di un gastroenterolo risulta fondamentale per far star bene il bambino.
Eli.barb
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