Lo specchio delle libellule
Ci sono persone diverse da tutte le altre. Persone che già da bambine hanno un quid che le differenzia.
Tally è una di queste.
Vive a Londra, all’alba della seconda guerra mondiale, in una famiglia formata da suo padre e due zie che si occupano di lei da quando sua madre non c’è più.
Non passa inosservata: è generosa, disponibile, aperta al mondo fuori di lei, nel quale trova sempre qualcuno di cui occuparsi.
Dice quel che pensa senza timore ma talvolta, nelle occasioni in cui ritiene di doversi trattenere (sapendo che non ne è troppo capace) si mette in bocca una caramella con il buco al centro e infila la lingua nel foro.
All’improvviso la sua vita cambia, perché suo padre, intimorito dai risvolti della guerra che verrà, decide di mandare la figlia a Delderton, una scuola che accoglie allievi da ogni parte del mondo e offre loro un tipo di insegnamento assolutamente sui generis.
Tally troverà in questo posto delle persone davvero speciali, ma più ancora sarà speciale l’incontro con Karil, principe ereditario del Regno di Bergania, che ha come unica ambizione quella di… non fare il principe!
Le avventure sono tante, ma quello che maggiormente attrae è la trama di sentimenti che sottendono alla storia: l’amicizia prima di tutto, tra i bambini ma anche tra gli adulti. Amicizie appena nate e amicizie sedimentate così tanto da rischiare il tutto per tutto pur di mantenere una promessa.
La voglia di fuggire dalle convenzioni, di vivere la propria vita seguendo i propri sentimenti piuttosto che un trono.
Il dovere esiste. Significa condividere i propri doni e i propri talenti con le persone che ne hanno bisogno. Significa non avere paura, non essere egoisti, non essere avari, ma aperti.
Articolo di Luisa Staffieri, autrice di alcuni bellissimi libri per ragazzi, editi dalla Casa Editrice Mammeonline
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