I pidocchi? Un vero grattacapo (part I)
Un grattacapo perchè il prurito alla testa è l'unico sintomo riconoscibile, e anche perchè sembra impossibile capire da dove vengano e come liberarsene una volta per tutti: sono i pidocchi.
Piccoli e numerosi, infestanti e apparentemente invincibili, periodicamente campeggiano sulle teste dei nostri figli.
Sebbene tale fenomeno sia ormai tollerato quale effetto collaterale da vita sociale, è indubbio che non vada sottovalutato. Conoscere il problema è già un passo avanti per affrontarlo.
Pediculosi è il termine medico che indica l’infestazione da pidocchi, il cui nome scientifico fa quasi tenerezza: Pediculus Humanus Capitis.
Laddove però Humanus Capitis non sta ad indicare che il pidocchio sia un essere dotato di particolare empatia, ma determina piuttosto le vittime preferite dal minuscolo insetto: le teste degli umani, particolarmente quelle dei piccoli umani che socializzano attraverso il gioco ed il contatto fisico.
Ad onor di cronaca, si stima che il pidocchio della testa infetti annualmente da 6 a 12 milioni di bambini in tutto il mondo, nella fascia d’età compresa tra i 3 e gli 11 anni, con un picco all'età di 9 anni. Le bambine sembrano essere maggiormente interessate dal fenomeno, probabilmente per la lunghezza dei capelli.
L’infestazione da pidocchi è annoverata come malattia trasmissibile ma non si può certo parlare di emergenza sanitaria, dal momento che, alle nostre latitudini e con i nostri climi, il pidocchio della testa non funge da vettore di microorganismi patogeni (che tradotto vuol dire: sono brutti ma non così cattivi).
La maggior parte dei problemi che ne derivano è determinata dall’allarme sociale ad essa correlato, più che dall’azione del parassita in quanto tale.
L’unico sintomo provocato dalla pediculosi è il prurito, provocato dalla reazione locale alla saliva dell’insetto.
Le sole uova quindi non provocano prurito. Tuttavia è stabilito che l’infestazione può essere assolutamente asintomatica anche in presenza di insetti, in quanto l’irritazione causata dal liquido emesso dal pidocchio è soggettiva.
COME E’ FATTO E COME AGISCE IL PIDOCCHIO
Il pidocchio che attacca il cuoio capelluto dell’uomo è un insetto di piccole dimensioni, circa 2-3 mm, con corpo appiattito di colore grigio-biancastro, senza ali.
Possiede sei arti dotati di uncini particolari che permettono all’insetto di attaccarsi fortemente ai capelli.
La testa presenta due piccole antenne grazie alle quali l’insetto rileva la temperatura e si orienta nell'individuare il cibo ed il partner. E’ fornito anche di un rudimentale apparato visivo che percepisce le variazioni di luce: la deposizione delle uova avviene infatti al buio.
I pidocchi sono parassiti (organismi che vivono “a carico” di altri organismi) e si nutrono di sangue che viene estratto dal cuoio capelluto tramite un rostro pungente che una volta introdotto nella cute, dove si fissa tramite piccoli denti mobili, secerne un liquido anticoagulante e vasodilatatore, che facilita la suzione del sangue e che è causa del tipico intenso prurito.
L'efficacia della presa del pidocchio sul capello è fattore d’estrema importanza per la sua sopravvivenza; fuori dal suo habitat non avrebbe che poche ore di vita poiché morirebbe per fame e freddo.
LE LENDINI
I pidocchi si riproducono attraverso le uova, chiamate lendini, che vengono deposte in gran parte dietro le orecchie e sulla nuca, a circa 8 mm di distanza dalla radice del capello.
La presenza di lendini distanti dalla radice del capello, dove possono permanere anche per settimane dopo un’eventuale terapia, è probabilmente indice di una vecchia infestazione, si tratta di uova non schiuse, non vitali, e non richiedono alcun trattamento.
La diagnosi certa di infestazione in fase attiva si basa sul riscontro di parassiti adulti, ninfe e larve vitali, localizzati in prossimita' del cuoio capelluto. Solo in questi casi, pertanto, è utile ed efficace procedere al trattamento.
Le lendini, resistenti a molti insetticidi, aderiscono al capello grazie ad una loro colla naturale difficilissima da sciogliere. Sono opalescenti, di forma allungata, hanno l’aspetto di puntini bianchi o marrone chiaro e sono lunghe circa 1 mm.
Si schiudono dopo circa una settimana alla temperatura ottimale di 32° C.
Le lendini morte o vuote sono invece trasparenti e bianche
Da dove vengono?
Ormai è noto e chiaro a tutti che l’infestazione da pidocchi non è indice di cattiva igiene e che colpisce persone di qualunque ceto sociale.
Il contagio avviene da persona a persona, per contatto diretto dei capelli.
E’ possibile, ma meno facile di quanto si pensi, che il contagio avvenga attraverso lo scambio di effetti personali come pettini, cappelli, sciarpe, o l’uso promiscuo di poltrone, poggiatesta, cuscini e asciugamani.
Sono le nostre attuali condizioni di vita, soprattutto relativamente al vivere sociale, che aumentano le possibilità di contagio e favoriscono la sopravvivenza del parassita. I nostri figli vivono numerosi a stretto contatto per diverse ore della loro giornata e il parassita ha molte probabilità, se espulso da una testa, di trovare immediatamente un nuovo organismo ospite.
Perché non ce ne liberiamo?
I motivi per cui questa fastidiosa infestazione sembra non trovare mai fine sono molteplici: innanzitutto nel tempo il nostro cuoio capelluto non ha subito che minimi cambiamenti ambientali ed il pidocchio ha potuto mantenersi nelle sue forme originarie senza dover attuare strategie di riadattamento, avendo quindi, per contro, tutto il tempo di rinforzarsi, e, in particolare, di rendere sempre più efficiente la sua capacità riproduttiva. Inoltre, non risultano disponibili strumenti di sanità pubblica in grado di condurre all’eliminazione del parassita.
Si possono prevenire?
Per il pidocchio non c’è differenza tra una testa appena lavata ed una sporca. Pertanto non ci si può illudere di fare prevenzione semplicemente adottando accurate abitudini igieniche, sebbene queste siano sempre auspicabili.
Da una parte è sicuramente vero che è più facile prendere i pidocchi con chiome lunghe ed è per ovvi motivi più difficile scovarli, dall’altra va però detto che accorciare i capelli non è assolutamente una garanzia: non lo è se si pensa di eliminare il parassita quando c’è, e non lo è se si pensa di evitare il contagio, perché i pidocchi si accontentano anche di pochi mm di pelo per aggrapparsi e fare il loro lavoro.
Sicuramente è consigliabile, in caso di capelli lunghi, mantenerli strettamente legati.
L’uso di antiparassitari a scopo preventivo è fortemente sconsigliato e va assolutamente evitato, essenzialmente per due motivi:
- nessun prodotto ha effetti preventivi realmente efficaci,
- si induce resistenza da parte dei pidocchi verso i prodotti che dovrebbero servire a debellarli.
L’unica corretta misura di prevenzione è costituita dall’osservazione costante dello stato del cuoio capelluto al fine di identificare precocemente eventuali infestazioni.
Non è necessario, anzi può essere molto nocivo, usare preparati antiparassitari negli ambienti per eliminare i pidocchi.
In conclusione, l’unica vera azione preventiva possibile è il controllo costante e quotidiano delle teste dei bambini. Non appena si evidenzia la presenza di lendini attive o di insetti è bene informare la scuola. E’ bene non abusare dei prodotti chimici in commercio e soprattutto è indispensabile attenersi scrupolosamente alle indicazioni d’uso: non dimentichiamo che non sono in gioco tanto i pidocchi quanto i nostri figli, e questi trattamenti, se usati scorrettamente, possono fare sicuramente più danni di quanto non ne facciano gli insetti.
Articolo di Lora
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23/05/2010 - 13:45
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