Riflessioni sulla genitorialità adottiva
Quali sono gli elementi distintivi della genitorialità adottiva? Come si costruisce la relazione genitori e figli adottivi? Quali sono le somiglianze e delle differenze con la genitorialità biologica? Qual è il ruolo del genitore adottivo nelle diverse fasi di sviluppo delle esperienze famigliari e di crescita del bambino?
La genitorialità adottiva, nel recente passato, è stata paragonata a quella biologica: in particolare gli eventi e i legami familiari di quest’ultima sono stati trasposti a quella adottiva, in alcuni casi impedendo il riconoscimento delle situazioni, dei ruoli e dei compiti specifici di questa esperienza relazionale. Questa equiparazione se inizialmente ha favorito una situazione di sicurezza da parte della famiglia adottiva, poiché consentiva di vivere una dimensione di certezza circa il proprio ruolo e la propria identità, ha anche rallentato la riflessione sulle caratteristiche e differenze tra le due esperienze genitoriali. Inoltre, la trasposizione degli eventi tra le due realtà famigliari ha condotto, in alcuni casi, a errori di valutazione, a interpretazioni scorrette degli avvenimenti e delle relazioni della famiglia adottiva. Si pensi al caso in cui un adolescente fantastica di essere il figlio naturale della coppia adottiva, o al desiderio di ricercare le proprie origini; leggere questi eventi con lo schema del ciclo di vita della famiglia biologico portano a considerare questi eventi come l'esito problematico della relazione famigliare, anziché come eventi specifici che vive la famiglia adottiva. Quindi è importante iniziare a riconoscere il ciclo di vita della famiglia adottiva come specifico in modo da considerare gli eventi propri della crescita del bambino/a e della famiglia come la normale esperienza della famiglia adottiva. La famiglia adottiva ha bisogno di riconoscere le caratteristiche del suo percorso all'interno di una costellazione davvero diversificata di tipologie familiari in modo da comprendere e accettare gli aspetti-chiave di questa esperienza famigliare, come eventi intrinseci e caratteristici dell’esperienza adottiva, piuttosto che come lievi sfumature di diversità dalla famiglia biologica.
Il riconoscimento delle peculiarità della genitorialità adottiva è un aspetto fondamentale del percorso di avvicinamento alla scelta adottiva perché permette al genitore di individuare, capire e confrontarsi con gli eventi e le situazioni che questa esperienza comporta e con i compiti e il ruolo cui il genitore deve far fronte in questo percorso. In questa prospettiva, il fulcro attorno a cui ruota e si sviluppa il ciclo di vita della famiglia adottiva è la costruzione del legame affettivo da una separazione e crescere nella diversità.
La costruzione del legame affettivo da una separazione.
L’adozione è un’esperienza che si costruisce sulla rottura delle relazioni affettive, sulla separazione e sulla costruzione di legami di attaccamento con figure importanti ( i genitori adottivi per il bambino) o immaginarie ( il figlio desiderato per i genitori). La specificità della famiglia adottiva risiede, quindi, nell'integrazione di storie familiari diverse di cui una, quella del bambino, ha subìto un'interruzione sul piano relazionale e giuridico, mentre l’altra, quella del genitore ha affrontato la modificazione di un progetto di vita. Il bambino è accolto da una famiglia che ha una storia di relazioni, di affetti, di emozioni, i genitori sono accolti dal bambino che ha una storia, un passato, un’esperienza relazionale, una precedente appartenenza familiare interrotta da un evento traumatico, l’abbandono: le esperienze passate, e in particolare il modo con cui il bambino è riuscito a stabilire una relazione di attaccamento con i genitori o con le figure genitoriali sostitutive e a elaborare la separazione e la perdita, influenzano radicalmente il percorso di sviluppo e l'interazione genitori-figli e lo distinguono dalla genitorialità biologica che si fonda sulla continuità relazionale. I genitori e i bambini adottivi costruiscono la propria relazione da una discontinuità di affetti.
L'adozione, infatti, non segna l'ingresso di un bambino in una famiglia, bensì il cambio da un nucleo parentale ad un altro e questo comporta la necessità di elaborare un passaggio, di ridefinire la propria identità, di riconoscersi come genitori e figli al di là di un’esperienza relazionale di continuità.
Crescere nella diversità
La vicenda adottiva è l'incontro di due storie iniziate in due contesti relazionali, culturali e sociali diversi: in particolare, il bambino ha un'origine biologica che s’interseca con un’origine adottiva. Questa doppia appartenenza è presente nei discorsi del bambino, nei suoi dubbi, nelle sue paure, nella sua voglia di capire, soprattutto se avverte da parte dei genitori la disponibilità a confrontarsi su questo aspetto. L’adozione, inoltre, è la storia di un incontro di persone diverse per origine, caratteristiche somatiche, etniche, culturali e sociali che iniziano a vivere insieme. Questa differenza permane durante tutto il ciclo di vita della famiglia e nel percorso di crescita del bambino e rappresenta la specificità principale della famiglia adottiva e delle genitorialità sociali.
La consapevolezza della centralità della "diversità" nell'esperienza della genitorialità e della filiazione adottiva permette di sviluppare comportamenti orientati a prestare attenzione a questa dimensione e a considerarla come elemento centrale della relazione genitori-figli. L’equilibrio e la dinamica tra diversità e somiglianza si giocano all’interno di cinque dimensioni: quella d’origine, di comportamento, somatica, etnica e culturale. Nell’adozione internazionale gli aspetti di differenza raggiungono lo spettro più ampio: diversità di origine, di lingua, di etnia e di cultura e a volte differenze somatiche rilevanti costituiscono gli elementi di base su cui si confronta la relazione genitori-figli, non solo nel momento dell’incontro ma anche nell’evoluzione della storia familiare.
La famiglia adottiva è chiamata a crescere nella differenza e a rendere abituali numerosi elementi di diversità, a riconoscerli, apprezzarli e viverli perchè possano diventare, nella quotidianità, un elemento di amore e legame affettivo.
Nota: Articolo di Loredana Paradiso
tratto da: Riflessioni sulla genitorialità adottiva e Crescere nella diversità
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