Donazione eterologa: quale impatto sui figli?
La scelta di avere dei figli, seguendo la strada della donazione di gameti (ovulo o spermatozoi), comporta il superamento di tanti dubbi che si pone in primis la coppia e poi i genitori nei confronti dei figli che verranno o che sono già nati.
Una mamma chiede al Dr. Giovanni Micioni, nostro esperto psicologo sui temi della pma:
"Lei ha detto che nel suo centro si pratica la donazione di seme da circa 30 anni. Vorrei sapere se avete poi avuto modo di incontrare in eta' adulta qualcuno dei cosi concepiti. Mi piacerebbe sapere le loro impressioni. Ora da neo mamma, grazie a questa tecnica ed al vostro centro, mi pongo spesso la domanda "Mio figlio ci ringrazierà o ci odierà per come lo abbiamo concepito?"
"Gentile signora,
Innanzitutto auguri per il vostro bimbo e spero che tutto sia andato e continui a proseguire bene e con la serenità e gioia di voi tutti.
Finora non abbiamo avuto modo d’incontrare figli concepiti con seme donato che in età adulta sono venuti nel nostro centro per chiedere informazioni od esprimere il loro vissuto.
Abbiamo avuto dei colloqui con pochi adolescenti a conoscenza dell’eterologa e rivisto tante coppie, sovente con i bimbi, che tornavano al centro in quanto desideravano avere altri figli.
Da questi incontri non emergevano problemi particolari ed i genitori erano molto felici dei loro bimbi e della scelta dell’eterologa ed i bimbi dimostravano un buon sviluppo fisico-intellettivo e soprattutto affettivo-relazionale con i genitori e parenti e così per alcuni adolescenti rivisti.
Da qualche anno rileviamo che circa 10% delle coppie che arrivano con la richiesta di una inseminazione eterologa sono orientate a rivelare la donazione al bimbo mentre prima solo 2-3% intendeva farlo; un 15-20% di altre coppie invece non esclude di farlo quando il figlio sarà grande.
Dal 1° gennaio 2001 la nuova legislazione sulla PMA in Svizzera prevede il diritto unicamente per il figlio concepito con seme donato, e se consapevole di questo, di poter richiedere dopo la maggiore età di conoscere i dati identificanti il donatore a delle specifiche persone dell’Ufficio di stato civile centrale di Berna.
La legislazione indica infatti che i responsabili del centro, se sono a conoscenza della gravidanza da seme donato e della nascita del bimbo/a, debbano inviare i dati della coppia, del figlio e del donatore utilizzato alle suddette persone dell’Ufficio che li conserverà con la massima riservatezza per 80 anni.
Per quanto riguarda la sua domanda “Mio figlio ci ringrazierà o ci odierà per come lo abbiamo concepito?” penso che, al di là del come che è sicuramente importante, sia soprattutto fondamentale per il bimbo sentire l’intensità e la qualità del vostro desiderio d’averlo voluto concepire ed allevare poi con amore e passione e nonostante l’infertilità.
Qualsiasi figlio nutre, durante il suo sviluppo, consciamente ed inconsciamente sentimenti di gratitudine, di amore ed all’opposto di aggressività, rabbia ed a volte odio verso i genitori che lo allevano e questo fa parte del naturale processo di crescita affettiva e d’individuazione che ogni persona compie.
Soprattutto nella lunga, complessa e travagliata fase dell’adolescenza i comportamenti ed atteggiamenti aggressivi, trasgressivi e provocatori dei ragazzi/e verso i genitori, verso le regole e la società in generale esprimono il loro bisogno di autonomia, di distanziamento e di ricerca di sé ma anche e soprattutto la ricerca-conferma-bisogno di un contenimento sicurizzante, di una comprensione amorevole, coerente ed autorevole da parte dei genitori.
Persiste inoltre nei ragazzi il bisogno-desiderio di continuare a percepire, a vedere ed a sperimentare il variegato gioco d’integrazione e contrapposizione dei ruoli genitoriali e filiali; ma anche continuare a verificare che c’è il riconoscimento di una funzione paterna che deve essere vissuta in modo coerente, “vero” ed anzitutto legittimata nel suo posto dal desiderio e comportamento materno.
Credo infine che sia importante che ogni figlio dalla nascita in poi possa “alimentarsi e respirare” un clima familiare dove gli elementi di seduzione, di amore, di eros e di progettualità sono presenti nella relazione fra i genitori e negli scambi affettivi-educativi che questi hanno con lui.
Il figlio ha bisogno di sentirsi frutto di un desiderio di amore e riconosciuto così durante la crescita per sviluppare ed integrare un positivo mondo affettivo interno e relazionale che sono le fondamenta per la sicurezza di base e per la propria identità.
Se così è non credo che la conosciuta o meno parentesi del come, del gesto tecnico di una inseminazione di seme donato, di uno spermatozoo estraneo, possa inficiare la potenza e la consistenza dei legami affettivi e della gratitudine verso i genitori che lo hanno voluto e riconosciuto come loro bimbo. "
Nota: A cura della Redazione Mammeonline
Illustrazione di Tiziana Rinaldi, tratta dal libro "Mamma, raccontami come sono nato" Casa Editrice Mammeonline
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