Wikifacciamolo anche noi! Insegniamo ai ragazzi a pubblicare contenuti culturali su Internet
Chi non conosce Wikipedia alzi la mano. Lo so, è una domanda troppo facile ma la risposta non è banale. Wikipedia è una delle scommesse più azzardata che ci siano mai state.
Come scrive Paolo Ferri, docente di teorie e tecniche dei nuovi media all’Università di Milano Bicocca, Wikipedia è “l’intuizione geniale” di Jim Wales e Larry Sanger, due Signor Nessuno che un giorno pensarono: “ma se invece di spendere miliardi per realizzare la più grande enciclopedia del mondo pagando i più famosi professionisti di ogni settore, la facciamo compilare gratuitamente a illustri sconosciuti, possiamo ottenere risultati altrettanto soddisfacenti?”.
La risposta è stata: “si”. E non solo per i numeri impressionanti (quasi 17 milioni di voci in soli 10 anni e 26 milioni di utenti registrati) quanto per l’attendibilità, la verificabilità delle fonti, la neutralità dei contenuti, il continuo aggiornamento. Wikipedia è l’enciclopedia open source più grande del mondo.
Oggi c’è una nuova scommessa, meno azzardata ma altrettanto affascinante: Wikiversity. E’ un progetto mondiale di condivisione di contenuti legati all’apprendimento, dalla pre-scuola all’università.
Studenti, ricercatori e insegnanti, sono tutti invitati a pubblicare. Nella versione italiana http://it.wikiversity.org/wiki/Pagina_principale si parla di università, ma non ci si riferisce ai corsi di laurea ma al concetto latino di universitas magistrorum et scholarium.
Wiki è invece il programma che permette la creazione collaborativa di documenti ipertestuali on-line. Perché creare documenti ipertestuali?
Per navigare con la mente, per farsi domande, per appassionarsi alle materie di studio seguendo percorsi personalizzati.
Ecco un semplice esempio di lezione ipertestuale, tra i mille possibili sullo stesso argomento, per bambini di prima elementare.
Cristoforo Colombo spiegato dalla maestra connessa in Rete.
<<Bambini, oggi studiamo Cristoforo Colombo. Cerchiamo una foto su google immagini. Eccolo! Secondo voi, chi è?>>

<<E’ un navigatore! No, un condottiero!… Maestra, ma perché alza la spada e guarda il cielo?>>
<<Leggiamo la storia su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Cristoforo_Colombo): Io ho capito, è un’esploratore: ha scoperto l’America! Forte! E quante cose ha fatto… Come mai allora morì povero e solo?
Vediamo se c’è un bel video su You tube (http://www.youtube.com/watch?v=cHZmZYnUyqU): che belli i galeoni, i marinai, i cannoni, ecco arrivano sull’isola, la conquistano… ma chi sono tutti quei neri con i piedi legati dalle catene? Eccoli, sono schiavi: http://www.alphabeto.it/continenti/africa/tratta_schiavi.htm. >>
<<Pazzesco, signora maestra, ma come è possibile comprare e vendere uomini? >>
<<Maestra, nella mia città c’è una via che si chiama Cristoforo Colombo.>>
<<Maestra, anche io voglio diventare un’esploratore, però nello spazio!>>
<<Tutto si può fare, Valerio. Basta crederci.
Per esempio, se vuoi possiamo mandare una mail a Paolo Nespoli, un astronauta italiano che in questo momento si trova su una stazione spaziale internazionale che gira intorno al mondo e chiedergli come si comincia.
Molte scuole lo hanno già fatto e lui ha risposto loro con un video messaggio.
Per esempio questo è sulla forza di gravità http://tv.wired.it/magisstra/paolo-nespoli-risponde-agli-studenti-della-scuola-media-einaudi-di-cuneo.html ma ce ne sono molti altri. Perfetto, adesso, giovani esploratori, torniamo a Cristoforo Colombo.
Chi sa dirmi chi era e cosa ha fatto?>>
<<Maestra!! Io ho trovato una poesia: la leggiamo? Sul mare azzurro tre caravelle filavano lente sotto le stelle...>>
Facile, no? L'ipertesto è un viaggio che non finisce mai. E allora lancio una sfida.
Invito le maestre e i docenti dei nostri figli a coinvolgere la classe in un progetto del genere: una lezione da postare con orgoglio su wikiversity e da condividere con tutte le scuole italiane.
Fossi in loro, chiederei agli alunni qual è la cosa più noiosa di tutto l’anno scolastico e partirei da lì.
Fisica, Storia, Scienze: voglio scriverle con le maiuscole.
Tutto si presta a diventare un appassionante ipertesto.
Wikiversity italiano è ancora allo stato embrionale. Ha bisogno di noi.
Per imparare a pubblicare basta cliccare “aiuto” sull' home page, leggere le regole fondamentali e iniziare il tour guidato.
A livello didattico, basta seguire i consigli dell'insegnante e l'istinto creativo digitale degli alunni. Magari poi il risultato si potrà linkare su facebook agli amici e iniziare così un circolo virtuoso...
Articolo di Maila
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