Mamoru vive a Tokio. O meglio, viveva a Tokio.

mamoru

Ora sta guidando attraverso le ceneri di un paese spazzato via in poche ore. Si sta lasciando alle spalle la sua vita, stipata in poche valigie e qualche scatolone che ha dolorosamente riempito ieri pomeriggio.
E’ difficile scegliere cosa portare via quando non sai se potrai tornare indietro.

Mamoru è un piccolo giapponese dagli occhi difficili da leggere e dal sorriso dolce. Mamoru è un papà premuroso e orgoglioso.
Mamuru è un uomo fortunato.
Perché non è morto nel terremoto.
Perché non è morto nello tzunami.
Perché la sua famiglia è salva, lontana dai veleni di una centrale nucleare che potrebbe disintegrate migliaia di vite. Che potrebbe cancellare le loro vite.
Mamoru è un uomo fortunato.
Perché ha vissuto in Europa e riesce a essere sospettoso quando il suo governo lo rassicura. Ed è abbastanza deciso da lasciare tutto e sperare di arrivare abbastanza lontano.

Mamoru mi ha detto che le mie parole l’hanno aiutato a restare in piedi. Mentre il suo palazzo oscillava per l’ennesima scossa e lui vagava intontito tra le cose che non si decideva ad abbandonare.

Il peluche preferito di suo figlio, la collana che aveva regalato a sua moglie sotto una cascata di petali rosa, tante primavere fa.
Quando tutto sembrava eterno.

E io, seduta comoda davanti alle mie sicurezze avevo finito le parole.

Susanna

18/03/2011 - 12:29