L'impronta ecologica: un tema che dovrebbe interessarci tutti

La nostra società consuma  cibo, materiali ed energia per  industrie, trasporti, riscaldamento… Si può capire se stiamo sfruttando il nostro pianeta? Sì, esiste un metodo che consente di calcolare quanto il nostro comportamento consumi le risorse del nostro pianeta: è il calcolo della propria  IMPRONTA ECOLOGICA.

L’impronta ecologica è un indicatore di sostenibilità e si misura in ettari. Esso stima l’impatto che  una data popolazione esercita su una certa area con i propri consumi.

Per esempio: un italiano in media è 3,11 ettari (pari ad un cerchio di 200m di diametro circa). La disponibilità di un ecosistema produttivo in media è di 1 ettaro circa a persona. Quindi noi consumiamo il triplo di quello che la natura ci offre!

Gli americani invece consumano IL NONUPLO di quello che dovrebbero, vorrebbe dire che servirebbero 9 pianeti come la terra per sfamarli tutti e dare loro il necessario…

Questo per far capire che il nostro pianeta così non può andare avanti. Allora ci sono 2 possibilità: 

•  disinteressarsi delle generazioni future e continuare a consumare e consumare e consumare...

•  Iniziare ad adoperare un sistema chiamato consumo critico, fare la raccolta differenziata, usare energia rinnovabile etc…

Credo tutti sappiate cosa sono la raccolta differenziata, l’energia rinnovabile ma non sono sicura che tutti sappiate cos’è il consumo critico così ve lo spiegherò in poche parole: vivi a Venezia e devi andare al supermercato per comprare una bottiglia di latte. Comprerai quello prodotto a Padova oppure quello prodotto a Bari? La scelta corretta è di acquistare quello prodotto a Padova, perché il viaggio che ha fatto è più corto e  di conseguenza la CO2 prodotta dal camion per il trasporto,  sarà  inferiore visto  che tra Padova  e  Bari c’è una bella differenza di distanza.

Oppure comprerai dell’insalata trattata con i fertilizzanti o quella biologica? Meglio sarebbe scegliere quella biologica, così ci saranno meno gas prodotti dai fertilizzanti nell’atmosfera. Qualcuno potrebbe dire di preferire il prodotto che ha fatto più strada o quello ottenuto con l’uso di fertilizzanti. Ma secondo voi è meglio mangiare cibo che consideriamo “migliore” e fra una ventina d’anni morire asfissiati dalla quantità di gas nell’aria o annegati dall’acqua dei ghiacciai sciolti, o fare una scelta di consumo critico?

In sostanza bisogna che dietro ad ogni acquisto e consumo ci sia un ragionamento “ecologico”.

Articolo di Giulia, 12 anni

 

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