Allattamento al seno: con questo caldo dare o non dare l'acqua al pupo allattato al seno?

È tornata l'estate con un caldo da record e, con essa, è tornato il tormentone estivo per tutte le mamme che allattano: devo dare o non dare l'acqua al pupo?

In questi anni sta cominciando finalmente a passare il concetto di allattamento esclusivo, il fatto cioè che per garantire che i bambini allattati prendano sempre il giusto sia in quantità che qualità, necessitano solo ed esclusivamente del seno della mamma. Tutte le altre cose (ciuccio, acqua, tisane, altre integrazioni) non solo non sono necessarie e qualitativamente inferiori, ma possono anche interferire pesantemente sia sulla crescita sia sulla produzione di latte.

Infatti, i bambini nascono con un meccanismo perfetto di autoregolazione e con l'istinto di suzione, che va soddisfatto tutto al seno.

Se diamo al piccolo qualcosa in alternativa al seno, per un certo lasso di tempo lui soddisfa comunque la necessità di suzione, ma a seconda dei casi:

  • non mangia niente (nel caso del succhiotto) 

oppure 

  • riempie lo stomaco con liquidi non nutritivi (come l'acqua, che non ha calorie, né alcuna sostanza nutritiva o funzionale) 
  • si riempie di liquidi meno nutritivi o squilibrati (come le tisane, peggio ancora se zuccherate come spesso sono quelle per lattanti!).

Lo stomaco di un neonato o di un bimbo di pochi mesi è veramente piccolo, e ci vuole poco per dargli un senso di sazietà o per costringerlo a mangiare meno… semplicemente perché non c'è più spazio!

Questo è lo stesso principio per cui io cerco di mangiare meno (per dimagrire ovviamente), bevendo 3 bicchieri d'acqua prima di mettermi a tavola. Ma il vostro bel pargolo tutta ciccia che fa i “tagliandi” dal pediatra, con l’aspettativa di tutta la famiglia fino al 3° ordine di parentela di metter su svariati etti al mese e fare la felicità di zie e nonne, non deve certo esser messo a dieta!

Con il ritmo di crescita che ha un lattante, è chiaro che debba mangiare solo cibo estremamente nutriente: come il latte di mamma giustappunto, che è stato perfezionato ad hoc in migliaia di anni dalla Natura.

Però... però ora fa tanto caldo!!!
Può essere che gli basti davvero solo il latte?
E la sete?
Non avrà più sete in queste settimane?
Che male gli farà qualche ml d'acqua alla fine?

Ora vi spiego perché non dovete dare niente altro che seno anche in questo torrido giugno da record meteorologico.

–  Il latte materno contiene circa l'87% di acqua. Tutta quella che serve a un cucciolo umano, che può vivere a latitudini anche molto diverse e ben più calde delle nostre. Cosa fa allora la mamma del Ghana o degli Emirati Arabi Uniti? Spesso in quei Paesi l'acqua potabile è un bene prezioso e raro, e dare acqua non pulita a un lattante è pericolosissimo! Una delle principali cause di morte infantile nei Paesi del 3° mondo è infatti, purtroppo, la diarrea.

–  Perché preferire l'acqua contenuta nel latte materno piuttosto che quella che beviamo noi?
Perché l'acqua del vostro latte siete strasicure che sia sempre sterile, alla temperatura giusta, non contaminabile dai batteri che possono stare nei contenitori (bottiglie, brick, biberon, bicchieri, eccetera). Il “residuo fisso” cioè la varietà e quantità di sali minerali contenuti nell'acqua cambia da acqua a acqua (avete presente la differenza tra acque oligominerali, minimamente minerali, calciche e via dicendo) e chiaramente anche il latte materno ha un suo particolare contenuto in minerali che dipende dalle necessità di noi “umani” ed è sempre perfettamente calibrato. Per esempio nel latte umano c'è relativamente poco sodio, perché a un lattante non ne serve un granché. Ne serve piuttosto molto di più a un vitello, tanto che nel latte vaccino se ne trova circa 6 volte tanto, e anche nella formula ce n'è quasi il doppio.

–  Il latte materno cambia composizione durante la poppata. Il “primo latte” è più acquoso.
Questo ormai lo sanno tutti, no? Quindi un bimbo che ha tanta sete si attacca al seno, fa una poppata breve breve, e poi si stacca come se dicesse alla mamma “grazie mammina, ora sto bene così, il resto me lo prendo dopo”.
Quindi d’estate le micropoppate brevi e frequenti sono all’ordine del giorno e non significano che il vostro latte non è nutriente né tantomeno che non basta più. Però attenzione, siamo sicure di aver capito cosa si intende quando sentiamo dire che il primo latte è più acquoso? 
Che allora non va bene o che è come l’acqua?

Il primo latte NON E’ SOLO ACQUA. È sempre latte, cioè un alimento ricchissimo di nutrienti! Contiene cioè sempre anche proteine, zuccheri, vitamine, ormoni, fattori di crescita, mille tipi diversi di fattori immunitari e molte altre cose ancora (circa 400…), quindi se gli date acqua, lo state privando di tutto il resto.

Pensate che sono stati fatti degli studi in Paesi desertici, confrontando mamme che allattavano esclusivamente al seno ad altre che davano anche qualche biberon d’acqua al bambino. Nonostante il caldo torrido, i bambini allattati esclusivamente erano idratati quanto quelli che prendevano l’acqua. Qual era la differenza? I bambini che prendevano anche l’acqua crescevano di meno! Infatti in quel modo finivano per poppare meno al seno e prendere meno latte.

Ma non gli farà male prendere il latte quando ha “soltanto” sete? Non sarebbe meglio, quando ha sete, dargli solo acqua, mentre poppando è costretto a mandar giù anche i nutrienti del latte?

Questo ragionamento sembra logico, ma la natura non funziona così. Ogni volta che il bambino poppa, prende il “pacchetto completo”: acqua per dissetarsi, cibo, anticorpi, enzimi, ormoni, eccetera eccetera.

La natura ha previsto che qualsiasi sia il motivo per cui il bambino va al seno, riceva tutte queste cose, ogni volta. E’ così che il latte materno svolge al meglio la sua funzione, che non è solo quella di nutrire o dissetare, ma di sostenere la salute del bambino sotto tutti i punti di vista.

–  D’estate spesso aumentano le infezioni gastrointestinali: col caldo i batteri si moltiplicano più velocemente e può succedere, nonostante le nostre attenzioni, che si possa stare un po’ male per qualcosa non ben conservato. Il latte materno, grazie all’altissimo contenuto di fattori immunitari e di protezione, previene e protegge il bambino da queste infezioni. Cioè, se pure tocca o mangia una cosa contaminata, spesso grazie al latte non si ammala, o si ammala meno severamente, o si riprende prima. L’unico liquido che di solito un bimbo con vomito o diarrea riesce a tenere nello stomaco è il latte della sua mamma, e grazie ad esso evita di disidratarsi.

– Somministrare altri liquidi a un lattante vi richiede del lavoro in più: come glieli date? Quindi vi tocca spendere soldi per l’acqua stessa (anche se quella del rubinetto costa relativamente poco, anche quella ha un costo), e per i biberon o bicchieri o tazze, e per l’eventuale sterilizzatore o altri strumenti necessari. E poi dovete prepararla, farla bollire e poi raffreddarla, o portarvela appresso, controllarla, ricomprarla e via dicendo. Allattare è gratis e molto più semplice. In particolare d’estate, con tanto caldo, la proliferazione batterica, anche nell’acqua e ancor prima nelle bevande zuccherate o zuccherine, è molto veloce, e quindi si deve fare attenzione anche su dove l’acqua viene tenuta e per quanto tempo.

– Dato che il seno produce latte sulla base di un meccanismo di domanda-offerta, se il bambino soddisfa una parte della necessità di suzione altrove, e magari rimanda un po’ le poppate per via di altre cose che ha bevuto, c’è il rischio che la produzione cali, e quindi poi si debba faticare per ripristinarla. Ancora peggio, molte mamme non sanno che questo è possibile, e quindi iniziano a dare le aggiunte, e l’allattamento in questo modo rischia di finire molto presto.

– Ultimo ma non ultimo in importanza, se date gli altri liquidi con un biberon, si rischia che il bambino confonda il modo di poppare e poi faccia pasticci anche quando si attacca al seno. Certo, non accade a tutti i bambini, ma purtroppo lo sappiamo solo dopo che il problema appare, e non avete idea di quante mamme ho dovuto soccorrere per recuperare una situazione compromessa. Si fa, certo che si fa, ma evitare non è meglio?

Insomma, se l’”originale” è perfetto, perché cercarsi dei sostituti tanto inferiori e che espongono il bambino e anche la mamma a tanti rischi?

C’è tempo perché i bambini conoscano l’acqua, e quel tempo arriva per tutti al momento giusto.

Un bimbo allattato spesso, che ha la libertà di andare al seno tutte le volte che ne mostra il desiderio, non ha bisogno di acqua anche ben dopo l’anno (se la mamma è sempre con lui), e a maggior ragione non ne ha bisogno d’estate.

Martina Carabetta, IBCLC
Ambulatorio Latte & Coccole, tel. 06/97614579 e 333/8411755, e-mail info@latteecoccole.it
Sito www.latteecoccole.it

Foto tratta da: http://codrinarsene.com/wp-content/uploads/2009/04/breastfeeding2.jpg

 

Ritratto di Martina Carabetta

Posted by Martina Carabetta

Martina Carabetta, mamma di due ragazzi ormai ex-adolescenti, ed IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant), cioè Consulente Professionale in Allattamento Materno, da quasi 20 anni aiuto le mamme in allattamento a Roma (e non solo!).

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