Fame omeostatica e fame edonica: la delicata relazione alla base della neurobiologia del comportamento alimentare

"Voglio spiegarvi perché è fondamentale partire dal comportamento alimentare per imparare ad avere un rapporto equilibrato con il cibo"

Secondo la teoria omeostatica, il corpo di ogni adulto è mantenuto costantemente intorno ad un intervallo di peso che rappresenta il set-point. Questo significa che in condizioni ambientali costanti, il nostro corpo si autoregola in quanto integra diversi segnali interni ed esterni a livello inconscio al fine di mantenere il peso costante. 

Il meccanismo della fame omeostatica controlla quindi il bilancio aumentando la motivazione a mangiare a seguito di una riscontrata deplezione delle riserve energetiche. In altre parole, scendono le riserve e sono spinto a mangiare al fine di ristabilirle.

Il principale centro di controllo dell'assunzione di cibo è l'ipotalamo, che ha il compito di mantenere in contatto il cervello con il resto del corpo.

Il concetto di omeostasi in ogni caso, è il principio organizzativo dell'organismo, finalizzato a rendere gli esseri viventi capaci di autoregolarsi per mantenere la costanza dell'ambiente interno. La cosiddetta fame omeostatica, infatti, grazie ad un sofisticato sistema di controllo ci permette di mangiare affinché le riserve del nostro organismo rimangano contanti.

Il controllo del comportamento alimentare comunque è un fenomeno discontinuo e influenzato da diverse componenti: edoniche, conviviali, preferenziali che in pratica sfuggono al controllo omeostatico. Quindi in realtà il consumo di cibo è governato sia dalla fame omeostatica che dalla fame edonica.

Oggigiorno l'eccessiva disponibilità di cibo altamente palatabile sta facendo aumentare un tipo di comportamento alimentare che si manifesta con il mangiare soltanto per piacere e non per effettiva necessità energetica. Questo fenomeno è stato definito come fame edonica. Mangiare una fetta di torta dopo un pranzo luculliano, o anche solo desiderare di farlo, rappresenta il tipico esempio di consumo di cibo guidato esclusivamente dal piacere e non da una deplezione energetica.

La caratteristica peculiare che distingue la fame edonica è quella di desiderare un cibo altamente palatabile anche quando non ci sarebbe effettiva necessità di mangiare. Perciò sebbene anche la fame omeostatica abbia una componente edonica, le differenze tra i due tipi di fame si manifestano nei seguenti aspetti:

1) si mangia anche quando non c'è uno stato di deplezione energetica;

2) il cibo è consumato solo per le sue proprietà gratificanti, indipendentemente dal contenuto calorico.

Diversi studi su animali hanno dimostrato che la fame omeostatica e quella edonica sono finemente regolate sia a livello cerebrale che a livello periferico. Schematicamente nella fame omeostatica, il deficit di energia attiva mediatori ipotalamici della fame che promuovono il consumo di cibo; il consumo di cibo, dall'altro lato induce il rilascio di mediatori ipotalamici della sazietà che bloccano il comportamento alimentare.

Immagine del ciclo fame omeostatica e fame edonica

Nella fame edonica invece, è stato proposto che il cibo altamente palatabile attiva i circuiti cerebrali del reward, ovvero della gratificazione, che rilasciano dopamina, endocannabinoidi e oppiacei, che indurrebbero una persistente stimolazione dei segnali ipotalamici della fame e una inibizione dei segnali di sazietà.

In pratica quando mangiamo per fame edonica non siamo esposti all’azione dell’ormone della sazietà, tanto è vero che spesso facciamo più di un bis, o finiamo il pacco o comunque continuiamo nella speranza di una sazietà che non arriva.

Tutto questo è n-o-r-m-a-l-e!

Continuare ad incaponirsi con approcci dietetici restrittivi non permette al paziente di imparare gestire il proprio comportamento alimentare. Tenetelo sempre a mente!

 

 

Referenze:

 

 

Immagine di copertina da Pinterest

Ritratto di Monica Cimino

Posted by Monica Cimino

La Dott.ssa Monica Cimino è Nutrizionista, Specialista in Scienza dell'Alimentazione, Dottore di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare.
Laureata in Scienze Biologiche cum laude presso l’Università degli Studi di Napoli nel 2000, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata nel 2003, ha frequentato il Corso di perfezionamento in Alimentazione e Prodotti Nutraceutici presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Ha inoltre conseguito la specializzazione in Scienza dell'Alimentazione cum laude et plauso presso la Seconda Università di Napoli SUN, dove svolge attività di ricerca nel dipartimento di Psichiatria nel campo della neurobiologia del comportamento alimentare e dei disturbi Alimentari.
Esperta di obesità infantile e disturbi alimentari svolge la sua attività a Napoli.
Facebook: diet Coach
Instagram: diet__coach
Sito web www.monicacimino.it

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