BIO sì, OGM no: siamo sicuri di sapere di cosa si tratta?

Ormai è diventata endemica e altamente contagiosa l’ossessione per salute e benessere! Il problema è che il rigore per tutto ciò che è salutare coesiste con ambiguità e incongruenze: regna infatti grande confusione intorno ai concetti di “biologico” contrapposto a “convenzionale” e di “geneticamente modificato” rispetto a “senza OGM”.

Per capire meglio, immaginiamo di volere iniziare a coltivare del basilico: avremmo tre ordini di problemi:

1) scegliere il seme

2) evitare che crescano le piante infestanti, ovvero quelle specie che potrebbero interferire prendendo il sopravvento sul nostro basilico

3) ed evitare l’attacco di parassiti che potrebbero distruggere le nostre piante.

Per scegliere il seme scommetto immaginiate che ci dovremmo rivolgere ad un agricoltore, magari esperto, che conserva i semi delle piante migliori per le semine successive. In realtà dietro i semi ci sono le aziende sementiere nei cui laboratori nascono in totale chiarezza e trasparenza i semi dei prodotti che arrivano nei nostri piatti. Non lo immaginavate vero?

Pensate per esempio che un famoso tipo di pomodoro, il pachino è in realtà il risultato di interventi di ingegneria genetica; nulla di fantascientifico, ma vi sarete certamente accorti che i pomodori che compriamo oggigiorno sono già rossi eppure durano abbastanza nel nostro frigorifero. Questo perché contengono dei geni che danno loro questo vantaggio.

Anche il grano comune e anche il carciofo sono oggetto di studi finalizzati al miglioramento genetico della specie per il consumo umano.
Allora, io mi domando, perché ci sembra tanto innaturale un intervento genetico e invece accettiamo con naturalezza l’uso di coloranti nelle merendine o in quella specie di yogurt per bambini? Questi sono degli esempi chiari di ambiguità e incongruenze.

Torniamo al nostro seme: una volta comprato e quindi piantato, abbiamo il problema dei parassiti e della piante infestanti. E’ evidente che non possiamo cavarcela senza usare fitofarmaci o agrofarmaci (in altre parole pesticidi e antiparassitari).

Dobbiamo quindi operare una scelta:

1) utilizzare prodotti sintetici permessi dall’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, verificando che nel prodotto finale, ovvero nel basilico, la dose di pesticidi rispetti i limiti imposti dall’EFSA per il consumo umano

2) oppure ricorrere ai prodotti naturali permessi al fine di ottenere un prodotto “biologico”.

Questo chiarisce il fatto che “Biologico”  è la certificazione di un processo di produzione e non riguarda in alcun modo il prodotto finito. Vuol dire che il prodotto Biologico finito, per esempio il nostro basilico, non ha proprietà nutrizionali diverse dal basilico convenzionale; non è più sicuro, non è più naturale o più nutriente, semplicemente nel suo iter dal seme al frutto sono stati utilizzati prodotti di origine naturale che non interferiscono col funzionamento del nostro corpo.

Perciò prima di dire preferire il pomodoro biologico al pomodoro convenzionale cerchiamo di capire che vuol dire davvero; e prima di opporci agli OGM o agli interventi genetici domandiamoci se sono davvero così dannosi o così lontani da quello che già mangiamo.

 

Referenze:

Genetic modification of plant metabolism for human health benefits. Davies KM. Mutat Res. 2007 Sep 1;622(1-2):122-37.

Nutritional genomics: manipulating plant micronutrients to improve human health. DellaPenna D. Science. 1999 Jul 16;285(5426):375-9.

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?area=sicurezzaAlimentare&menu=ogm

https://ec.europa.eu/agriculture/organic/index_it

Ritratto di Monica Cimino

Posted by Monica Cimino

La Dott.ssa Monica Cimino è Nutrizionista, Specialista in Scienza dell'Alimentazione, Dottore di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare.
Laureata in Scienze Biologiche cum laude presso l’Università degli Studi di Napoli nel 2000, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata nel 2003, ha frequentato il Corso di perfezionamento in Alimentazione e Prodotti Nutraceutici presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Ha inoltre conseguito la specializzazione in Scienza dell'Alimentazione cum laude et plauso presso la Seconda Università di Napoli SUN, dove svolge attività di ricerca nel dipartimento di Psichiatria nel campo della neurobiologia del comportamento alimentare e dei disturbi Alimentari.
Esperta di obesità infantile e disturbi alimentari svolge la sua attività a Napoli.
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Sito web www.monicacimino.it

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